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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 22.30

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Puc, Acam e turismo, i giovani industriali 'torchiano' i candidati

Visioni a confronto in Confindustria. Assenti per precedenti impegni Manfredini, Ruggia,Lombardi e Cucciniello.

Puc, Acam e turismo, i giovani industriali ´torchiano´ i candidati

La Spezia - La sala convegni di Confindustria ha visto gli imprenditori spezzini 'interrogare' i candidati a sindaco della Spezia. Un incontro organizzato venerdì pomeriggio dal Gruppo giovani imprenditori di Via Minzoni che ha visto i pretendenti al massimo scranno spezzino rispondere alle domande della platea e della moderatrice Anna Pucci con il salutare obbligo di restare dentro i due minuti. Per precedenti impegni, non hanno potuto partecipare i candidati Paolo Manfredini, Cristiano Ruggia, Massimo Lombardi e Agostino Cucciniello.

Il primo tra i grandi temi posti ieri ai candidati è stato il matrimonio tra Acam e Iren, che al momento - complice la manifestazione di interesse presentata dalla multiutility genovese - pare la strada maestra per il futuro dell'azienda spezzina.

"Noi vogliamo bloccare questo processo - ha detto Giulio Guerri, candidato di 'Per la nostra città' e 'Un Rinascimento per Spezia' -, ultimo atto dell'opera di polverizzazione condotta da Federici. Se vinceremo, la fermeremo. E ricordiamoci del referendum che ha visto i cittadini scegliere l'acqua pubblica".
Secondo Lorenzo Forcieri, "Acam è l'esempio di una non buona amministrazione che ha consentito di arrivare a un debito di 550 milioni. Ora, dopo un progressivo smembramento, di Acam è rimasto davvero poco. Pubblico o privato? Non mi formalizzo, non conta il colore del gatto, ma è importante che sappia catturare i topi, cioè assolvere le funzioni per le quali l'azienda è stata creata. Gli utili elevati di Acam dovrebbero portare a un ragionamento in merito alle possibili soluzioni future. Certo è che Acam, aggregandosi con Iren, diventerebbe una goccia nel mare. Serve una riflessione, con apertura all'imprenditoria locale".
Il candidato del centrodestra, Pierluigi Peracchini,ha confermato il suo scetticismo nei confronto dell'aggregazione con Iren, tornando a chiedersi perché un'azienda che fa così tanto utile debba essere venduta, e puntando il dito contro le bollette.
Il candidato di LeAli a Spezia Guido Melley ha sottolineato come "la manifestazione di interesse di Iren non vincola la prossima amministrazione, che avrà il dovere di confrontarsi sul futuro di Acam con gli altri Comuni soci. La procedura dovrà in ogni caso prevedere una gara trasparente, che non escluda nessuno, tantomeno le realtà locali".
La candidata pentastellata Donatella Del Turco ha assicurato che una sua eventuale amministrazione "farà di tutto per far sì che Acam resti un bene pubblico", richiamando il referendum sull'acqua del 2011.
La versione di Gaetano Russo, candidato di Città nuova: "Acam si è trovata in certe condizioni per colpa del clientelismo. Faceva vincere le elezioni, si promettevano posti di lavoro. E a forza di gonfiare il personale, si sono gonfiate le bollette".
Secondo Marina Di Filippo, candidata di Forza Nuova, "serve un'apertura al privato per risanare la situazione di Acam. In certi casi l'apertura ai privati è doverosa e necessaria".
Il candidato di Casapound, Cesare Bruzzi Alieti, ha definito Acam "uno degli scandali della sinistra spezzina, un'azienda usata per sistemare i trombati".

Altro tema, il Piano urbanistico comunale, di fresca approvazione da parte dell'amministrazione spezzina uscente.
Bruzzi Alieti ha parlato di "colpo di coda dell'amministrazione", spiegando: "L'unica cosa buona è che prevede meno consumo della collina. Fronte a mare? Lo vorremo con meno cemento, semplice e da fare in tempi rapidi. Stazione crocieristica? Eravamo più avanti nel 1939, quando c'era il progetto di Franco Oliva. Enel? Diventi zona industriale ad alta specializzazione, no a idee fantasmagoriche (il riferimento è a Spezialand, ndr) che porterebbero a Spezia una multinazionale che mette extracomunitari a strappare biglietti".
Secondo la forzanuovista Di Filippo "il Puc va rivisto, per esempio perché straccia il molo crociere, bloccando lo sviluppo del settore. Increscioso approvarlo a fine mandato". Sull'Enel: "Mantenere il carattere industriale dell'area". La voce di Russo: "Un Puc fatto di fretta che rende Spezia un'isola rispetto alle aree confinanti. Con questo piano non si sogna". La grillina Del Turco assicura che "noi varieremo il Puc, togliendo cemento".
Melley è convinto che ci sia "un difetto di fondo: un Puc non si approva all'ultimo, senza chiarezza né confronto. Togliere il pennello per le crociere? Giochetto ridicolo. Il molo va ripristinato. Il piano, inoltre, è carente dal punto di vista dell'edilizia residenziale pubblica. Il Puc - non tutto va male - continua a contemplare i distretti di trasformazione, che hanno avuto effetti positivi, innescando meccanismi virtuosi tra pubblico e privato".
Secondo Peracchini, "il Puc va rifatto. E' stato un atto di violenza, uno schiaffo alla città". L'affondo di Guerri: "Un Puc non può essere imposto un attimo prima di andare a casa, senza trasparenza e coinvolgimento".

Altro capitolo, il turismo, aspetto sollevato da Fabrizio Trivelloni di Federturismo Confindustria.
Guerri ha rimarcato la necessità di destinare la tassa di soggiorno al turismo ("Adesso non è così"), auspicando un'efficace governance di area vasta. Peracchini ha sgranato i problemi che a suo parere rendono spezia poco accogliente - dall'abusivismo agli scarichi fognari dalla Morin, dalla scarsa frequentazione di fiere internazionali alla difficoltà di orientarsi per chi arriva da fuori -, rilanciando il tema del tunnel tra i Buggi e la spiaggia di Monesteroli. "Serve una cabina di regia - secondo Melley -. Il distretto turistico? Quello di cui si è parlato fin qui è fumoso, giusto però ragionare su una governance di area vasta. Tassa di soggiorno? Parliamo di 6-700mila euro all'anno che andrebbero investiti nel turismo in accordo con le associazioni del mondo economico. E Spezia deve diventare meta, non solo punto di appoggio o passaggio. Alberghi a cinque stelle? Cerchiamo di capire se servono, vediamo quali sono i flussi. Bene anche il turismo congressuale".
La Del Turco ha lanciato l'idea di "un tavolo permanente sul turismo che coinvolga cittadini, associazioni, assessorato competente. Spezia deve diventare polo turistico, chi viene deve fermarsi in città più giorni". Parola a Russo: "Il problema vero? Spezia deve ospitare a lungo i turisti, la capacità di accoglienza va ampliata e migliorata". Così Di Filippo: "Il turismo va incentivato, con la tassa di soggiorno e un tavolo di lavoro". Bruzzi Alieti la tassa di soggiorno la toglierebbe: "Un balzello medievale. Ma finché c'è indirizziamola bene. Questa è una città di comunisti, i comunisti sono contro il commercio e l'industria, fanno solo disastri".
Forcieri ha immancabilmente sottolineato il boom crocieristico spezzino, di cui è stato grande animatore, puntando il dito contro il Puc "che toglie il molo crociere". Per quanto riguarda la tassa di soggiorno, l'ex sindaco di Sarzana ha detto che "deve essere interamente destinata a promozione e infrastrutture turistiche"; Forcieri è poi fautore di una governance di area vasta che vada dalle Apuane alle Cinque Terre.

Parola ai candidati, poi, sul tema del digitale, posto da Sara Filippetti, leader dei giovani industriali spezzini.
Guerri ha assicurato massimo impegno per l'innovazione tecnologica. "L'ammiraglio Dino Nascetti, che candidiamo, è una garanzia in questo senso".
Secondo Peracchini "Spezia sconta importanti ritardi. Occorre lavorare sulle infrastrutture immateriali, sulla banda ultralarga. Ormai con una App si fa una banca. La sfida dell'innovazione va raccolta se si vuole restare nel primo mondo".
Melley, che ha sottolineato come tra i candidati delle liste suo sostegno ci siano volti che hanno confidenza con innovazione e incubatori di impresa, ha detto che "il Comune non deve investire, ma creare condizioni ideali per gli investimenti, per esempio detassando le imprese". Dove potrebbero trovare spazio poli dedicati all'impresa innovativa? "Sia in centro città, sia fuori, per esempio nell'area Enel".
La pentastellata Del Turco ha manifestato l'intenzione di destinare strutture comunali a sede di incubatori di impresa, promuovendo l'open source già a livello scolastico. Per Russo, semplicemente, "il digitale è il futuro". E Di Filippo è convinta che la banda larga sia "essenziale, soprattutto per le imprese che lavorano con l'estero. Oggi serve immediatezza". L'idea di Bruzzi Alieti: "Facciamo della caserma Maricentro un polo dell'innovazione invece di un ricovero per finti profughi".
Forcieri ha mostrato il curriculum: "Il Dltm (presieduto dall'ex senatore) è una realtà, come il Polo delle tecnologie marine. In futuro andranno all'ex ospedale militare Falcomatà, dove troveranno spazio il laboratorio mare e il laboratorio intelligenza artificiale. Il Distretto ha uno dei computer più performanti della Liguria, già a disposizione delle imprese. Nascerà una vera e propria cittadella della scienza, anche in virtù del trasferimento in zona arsenale dei laboratori del Cssn".

"Siamo consapevoli del momento estremamente delicato ed importante che il nostro territorio sta vivendo – le parole della presidente Filippetti – ai nuovi amministratori della nostra Città verrà chiesto di decidere su temi che avranno un impatto strategico sull’economia locale. Penso alla riconversione delle aree dismesse, alla possibilità di sviluppare all’interno della nostra provincia un centro di ricerca sull’economia circolare, agli incubatori di imprese, alla digitalizzazione e altro ancora. In definitiva, si tratta di puntare l’attenzione su quei temi legati ad uno sviluppo necessario ed intelligente in grado di creare le condizioni utili alle aziende per competere in un mercato globale e che, nello stesso tempo, rende un territorio attrattivo per gli investimenti, sia pubblici che privati. In ultima analisi – conclude Filippetti - per offrire supporto alle aziende, per creare nuovi posti di lavoro, noi tutti, imprenditori e amministratori, dobbiamo impegnarci ad avere una visione avveniristica e concreta del potenziale del nostro territorio". Non è mancato un saluto di Francesca Cozzani, presidente di Confindustria La Spezia, che ha invitato la futura amministrazione a dialogare con l'impresa e a dare a quest'ultima risposte in tempi adeguati. "E' inoltre necessario lavorare insieme - ha concluso la presidente - per portare sviluppo arginando l'allarmante crisi di natalità, e quindi di identità, del nostro territorio".

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