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Positivo al Covid, la lettera di Balestrino: "Basta protocolli, servono azioni incisive"

Il segretario della Uiltec scrive alle istituzioni: "Vivo un faccia a faccia personale con il coronavirus, cerco costantemente il contatto virtuale. Il mio ensiero va ai lavoratori che seguo con trepidazione, siamo tutti sulla stessa barca".

"cerco di mantenermi lucido"

La Spezia - “Il faccia a faccia con Il Covid costringe tutti noi a riflettere oltre l’impegno quotidiano che, come sindacato, mettiamo in campo per contrastare gli effetti della pandemia mondiale all’interno delle fabbriche e negli uffici, ma anche tra le famiglie che stanno vivendo momenti amari, sospese come sono tra il lavoro che cambia le sue consuetudini, il reddito che fa cure dimagranti, la cassa integrazione e serie prospettive. Si è aperto uno scenario che riguarda un nuovo terreno di confronto su contrattazione e diritti, e come sindacato abbiamo il dovere e il diritto di rivendicare il cambiamento”. Lo scrive in una nota Salvatore Balestrino, segretario generale Uiltec Liguria che annuncia di aver contratto il Covid-19. “Io, da qualche tempo, vivo un faccia a faccia personale con il coronavirus, cercando di mantenermi lucido e attivo cerco costantemente il contatto virtuale con le delegate e i delegati della Uiltec Liguria. È un dialogo costante che, per quanto attivo, mi fa sentire fragile - scrive -. Un senso di impotenza mi pervade perché, per la prima volta, non posso fare nulla per cambiare le cose fuori e dentro casa mia. Il mio pensiero va ai lavoratori che seguo con trepidazione: no, non si tratta di paternalismo, semplicemente siamo tutti sulla stessa barca e l’ansia e la preoccupazione sono elementi che ci accomunano. Certo, dopo qualche tempo, la tensione sfianca e genera  risvolti psicologici pesanti per tutti. Allora che cosa serve mettere in campo per affrontare seriamente questa crisi? Sicuramente occorre una sferzata, un cambio di marcia verso un terreno di gioco meno scivoloso, per condurci fuori dall’incertezza senza perdere la testa. Ecco che il pane quotidiano ci viene in soccorso e si chiama “salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Così, con i miei delegati, uniti da un filo virtuale che arriva dritto al cuore e non si spezza, abbiamo deciso di rimetterci in marcia verso tutti i lavoratori delle piccole aziende che ruotano intorno alle grandi: basta con protocolli che alla fine sono carta straccia, servono aiuti concreti, noi vogliamo investire”.

“È nostro dovere evidenziare con le controparti il ruolo fondamentale delle Rsu e delle Rls - scrive ancora - che, quotidianamente, hanno il compito di incalzare le imprese sul tema della trasparenza e della condivisione. Basta con le riunioni di protocollo, basta con le routine e la burocrazia: la sicurezza deve anche essere ricerca, ascolto, lavoro che cambia a seconda della contingenza. Insieme si possono fare tante cose; certo, ognuno con il proprio ruolo, ma la sicurezza deve essere garantita. Noi amiamo dire che le regole devono essere uguali per tutti, certo. Tuttavia i principi generali si possano declinare all’occorrenza, cioè azienda per azienda. Dice qualcosa la contrattazione aziendale? Certo che sì! Naturalmente i casi positivi vanno comunicati e vanno verificate le situazioni anche all’interno degli appalti e dei subappalti, affinché – oltre al contrasto al Covid -  si possano risolvere anche gli antichi problemi. Formazione, trasparenza e prevenzione sono le parole d’ordine”.

“Ho la fortuna di lavorare con una segreteria generale speciale, unita, preparata sui problemi che attanagliano i territori della Liguria – prosegue -. Ho l’onore di avere accanto responsabili alla sicurezza di eccezione come Simone Palmieri, per il territorio spezzino, e Papik Dal Degan per la Liguria. Ed è proprio grazie a questa grande conoscenza e professionalità, acquisita nella tutela dei lavoratori delle grandi aziende, che siamo convinti che questi esempi virtuosi si possano applicare anche nelle piccole e medie imprese”.
“Questo è un grido di protesta – conclude -, certo un po’ sommesso a causa del Covid, ma sono sicuro che arriverà a destinazione. Questa è una battaglia collettiva, purtroppo anche personale visto che ho il virus. Tante persone, tanti lavoratori vivono la mia stessa condizione di impotenza e provano la medesima fame di riscatto. Quindi, rivolgendomi alle controparti e alle istituzioni, dico che occorre spostare l’attenzione sulle nostre rappresentanze che sono il punto di riferimento dei lavoratori. Non ascoltiamo i delegati solo quando devono firmare i protocolli di sicurezza: servono azioni incisive, trasparenza, occorre volontà”.

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