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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre - ore 21.43

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Porto, anche Lsct prolunga la cassa integrazione

Quasi tutte le aziende del comparto ricorrono agli ammortizzatori sociali. Furletti sugli investimenti: "Si riprenda il tavolo con Regione, Comune e Adsp". E sul futuro di Via del Molo: "Serve continuità, il segretario ha avuto un ruolo importante".

La pecca della riforma
Porto, anche Lsct prolunga la cassa integrazione

La Spezia - I traffici stentano a ritornare ai livelli di normale operatività e così si allunga il periodo di cassa integrazione per i lavori di Lsct, il principale terminalista del porto spezzino.
"Giovedì scorso - spiega Marco Furletti, segretario provinciale Uiltrasporti a CDS - abbiamo incontrato i vertici aziendali per firmare la proroga della cassa integrazione. Tutte le imprese del settore portuale stanno ricorrendo agli ammortizzatori sociali tranne Terminal del Golfo per la specificità dovuta a un organico ridotto che, in condizioni di normale traffico, è supportato da personale di aziende in appalto. La cassa integrazione di altre cinque settimane è estesa a tutti i 640 dipendenti di Lsct sino al 31 dicembre, con anticipo del trattamento da parte dell'azienda. Come sigle, anche se nel frattempo la Cgil si è sfilata dall'accordo, chiediamo a Lsct di aggredire il mercato per ottenere il massimo dei traffici e della quantità di lavoro possibile".
Il terzo trimestre ha confermato nello scalo spezzino una flessione del 20 per cento dei traffici, nonostante la leggera ripresa di luglio e agosto, con quasi 60mila Teus al mese. La capacità previsionale si è molto ridotta ma è chiaro che non stiamo osservando una contrazione strutturale, bensì dovuta alla contrazione dei consumi: i flussi delle merci sono ridotti ovunque.
Le difficoltà ci sono, ma Furletti guarda avanti e spinge verso la concretizzazione dei progetti sul tavolo ormai da anni.
"Sugli investimenti infrastrutturali continuiamo ad avere giuste aspettative. Lo slittamento delle tempistiche è nell'ordine delle cose, ma è da riprendere quel tavolo proposto dal presidente della Regione Toti a fine gennaio con Comune, Lsct e Adsp. Ovviamente - aggiunge il sindacalista - è ormai necessario attendere la nomina del nuovo presidente dell'Authority ma nell'ottica del 2021 è necessario iniziare a lavorare il prima possibile anche perché sembra utile pensare di avviare gli interventi in un periodo in cui l'operatività delle banchine è meno elevata".

Il segretario Uiltrasporti non si sottrae a una valutazione dell'operato della presidente uscente (in odore di nomina come componente dell’Autorità di regolazione dei trasporti), ma non si sbilancia sui possibili nomi che circolano da qualche tempo, più o meno credibili.
"Per noi tutti gli interlocutori sono uguali, li misuriamo nel merito del loro lavoro. A nostro avviso Carla Roncallo ha lavorato bene: non ha ereditato una situazione semplice. Sia la presidente che il segretario generale Francesco Di Sarcina hanno guidato il porto subito dopo le note vicende giudiziarie, che hanno rappresentato una grande zavorra, e con l'avvio della nuova governance prevista dalla riforma Delrio. Queste situazioni hanno allungato le tempistiche decisionali, anche perché spesso venivano chiesti pareri all'avvocatura dello Stato", ricorda.
"Credo vada garantita un po' di continuità. Il segretario - prosegue Furletti - ha avuto un ruolo importante nella gestione della fase di avvio e a marzo, in occasione dello sciopero indetto in avvio di lockdown, riuscì a tenere tutti insieme".

Ma ci sono anche alcuni appunti da muovere, sia al management che alla normativa che da oltre tre anni impone un organigramma di gestione che, comprensibilmente, non va giù alle sigle.
"Restano insolute alcune situazioni legate al personale interno dell'ente, dove sono da completare alcuni percorsi di crescita auspicati da tempo. Inoltre le parti sociali sono meno partecipi delle decisioni a causa dell'assenza da un organismo deliberante. Questa è la maggior pecca della riforma. La presenza dei sindacati nel Comitato portuale costituiva un valore aggiunto alla discussione in quanto portatori di interessi di una parte fondamentale della comunità portuale. Si tratta di un aspetto che andrebbe sanato, anche perché quando si discuteva una pratica che riguardava uno specifico concessionario i suoi rappresentanti uscivano dall'aula e, correttamente, non partecipavano al dibattito. Non ci sono mai stati contrasti in sede di collegio".

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