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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 20.44

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Porti, Toti: "Accorpamento tra Genova e La Spezia non è all'ordine del giorno"

Il presidente della Regione ha incontrato i rappresentanti delle categorie portuali nella sede di Confindustria e ha spiegato come il testo dell'autonomia differenziata sia ancora tutto da scrivere.

Cozzani: "Ci sono molti temi da approfondire"
Porti, Toti: "Accorpamento tra Genova e La Spezia non è all'ordine del giorno"

La Spezia - Keep calm and approfondiamo nel merito la questione. Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha trasmesso questo messaggio ai rappresentanti delle associazioni di categoria incontrati questo pomeriggio in Confindustria, preoccupate per l'approvazione della delibera sull'autonomia differenziata e per le conseguenze che potrebbe avere sul tessuto economico locale, e in particolare sul porto spezzino.

Per parlare dell'argomento si sono radunati in Via Don Minzoni, alla corte della presidente di Confindustria Francesca Cozzani, il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, l'assessore regionale Giacomo Giampedrone, l'onorevole Manuela Gagliardi, la vicepresidente di Confindustria Giorgia Bucchioni, il vicepresidente e il direttore di Cna Davide Mazzola e Angelo Matellini, il rappresentante di Confartigianato Nicola Carozza, la presidente di Confcooperative Anna Vivaldi, il coordinatore provinciale di Legacoop Enrico Casarino, il presidente nazionale di Assocad Bruno Pisano, il consigliere nazionale di Federspedi Alessandro Laghezza, il presidente di Aspedo Emilio Simonini, il presidente degli Spedizionieri del porto Andrea Fontana e il presidente dell'Associazione degli agenti marittimi Giorgio Bucchioni.

"Ho voluto incontrare le categorie produttive della Spezia e della provincia - ha dichiarato Toti a margine dell'incontro - per spiegare loro con esattezza in che cosa consiste la delibera approvata ieri e quali sono i nostri obiettivi nel percorso di autonomia, oltre a fugare alcune preoccupazioni che ho visto nascere nell'ultimo periodo su questo tema, soprattutto all'interno della comunità portuale. Ho spiegato intendiamo valorizzare le istituzioni locali, a partire dalle città, e non certo vogliamo mortificarle: non è nostra intenzione sostituire il romacentrismo con il genovacentrismo. I porti e le Autorità di sistema portuale sono stati inseriti in questa proposta di riforma che poi andrà negoziata con il governo perché riteniamo che le Adsp, così come sono oggi, non sono coerenti con i bisogni delle imprese che lavorano in porto, sono lente negli investimenti, hanno dei Comitati di gestione in cui è complicato nominare dei membri e non tengono conto delle categorie professionali né, addirittura, dei sindaci delle città in cui si trovano i porti, al contrario di quanto avviene in tutta Europa. L'accorpamento tra Genova e La Spezia non è all'ordine del giorno, i ragionamenti che la giunta regionale ha fatto con il viceministro Edoardo Rixi circa l'opportunità di un'unica Autorità di sistema portuale ligure per la ricerca di investimenti presso il governo sarebbe un atout positivo da considerare, ma sull'altro piatto della bilancia occorre mettere le tradizioni di un porto, la sua comunità, la snellezza nelle decisioni e il radicamento nella città, tutti ragionamenti di là da venire, che faremo nel rispetto delle volontà locali. E in questo senso mi pare che la volontà autonomista della Spezia, a partire dal suo sindaco per arrivare agli operatori del porto, sia molto ferrata".
Nessun salto indietro di quattrocento anni alle viste, parrebbe, e per dare l'idea di quelli che potrebbero essere i vantaggi possibili dell'autonomia differenziata il governatore ha citato un tema sul quale l'intera comunità portuale spezzina è da sempre molto sensibile.
"Penso di aver tranquillizzato sia sugli obiettivi, sia sulla condivisione che vogliamo avere per questo percorso. Ho fatto esempi semplici sui vantaggi che tutti avrebbero da questa proposta, come il raddoppio della Pontremolese: avendo maggiore autonomia, Liguria, Toscana ed Emilia, sulle infrastrutture avremo maggiore facilità a raccordarci, piuttosto che passando attraverso un negoziato nazionale su cui intervengono fattori molto diversi da quelli di queste regioni".
Qualche delucidazione anche sulle coperture finanziarie, tema molto dibattuto nelle ultime ore: "E' falso chi continua ad approcciare al tema dicendo che il residuo fiscale della Liguria non è come quello di Lombardia, Veneto ed Emilia - Romagna. E' certamente vero in termini assoluti, ma non tiene conto, per esempio, delle imposte indirette provenienti dai nostri porti, che sono molto cospicue e che l'approccio all'autonomia non è quello leghista degli anni Novanta in cui la posta in gioco sono i soldi che restano nella regione. Qua il punto è l'efficienza dei servizi ai cittadini e alla comunità. Quindi - ha illustrato - a parità di costi, anche se non dovessimo guadagnarci, con le stesse risorse investite in questi anni noi saremmo disponibili a procedere ugualmente per poter erogare servizi più vicini alle esigenze dei nostri concittadini. Sarebbe comunque un vantaggio".
Sui dubbi del mantenimento di un sistema portuale che includa anche il porto di Marina di Carrara, che dopo le fisiologiche difficoltà iniziali è entrato a pieno titolo nei lati positivi della riforma, il presidente della Regione assicura: "Il tema non si pone: il titolo quinto prevede che l'esercizio dell'autonomia possa avvenire d'intesa tra le Regioni, possiamo stringere accordi bilaterali con la Toscana, che mi risulta abbia intrapreso un percorso di autonomia differenziata, per gestire le due portualità. L'autonomia non è chiusura nei confini regionali in una sorta di isolamento, ma anzi negoziazione su interessi comuni".

Se le rassicurazioni sono state sufficienti lo abbiamo chiesto alla presidente degli Industriali spezzini.
"Si è aperto un bel dialogo su un argomento sul quale la Regione aveva intavolato una serie di discussioni, ma le specificità dei singoli territori non erano state sufficientemente approfondite e i tempi stretti hanno portato a non trattare tutta una serie di questioni. Oggi il presidente Toti - ha risposto la presidente Cozzani - ci ha detto che sarà disponibile e ci ha rassicurato su alcuni punti critici, ma sono tutti argomenti che vorremmo ridiscutere in un evento più formale in cui ci saranno tavoli di approfondimento per ognuno di questi temi. E l'occasione sarà quella degli Stati generali dell'economia spezzina che organizzeremo insieme alla Regione e al Comune nel corso del mese di aprile".
I temi della portualità che dovranno essere toccati sono le possibili disparità che potranno sorgere tra i porti italiani, il fatto che la Adsp spezzina coinvolge due Regioni, ma anche la governance, visto che è stato proposto che le Authority diventino società per azioni con partecipazione pubblica.
Infine, riguardo ai Comitati di gestione e all'assenza dei sindaci, abbiamo ricordato a Cozzani che la riforma ha rimosso anche i rappresentati dei sindacati e le abbiamo chiesto se li rivorrebbe all'interno degli organismi decisionali. "Sì, l'esperienza spezzina era stata positiva. Si può fare un organismo più snello rispetto a prima, ma la presenza degli operatori che investono nel porto - non dimentichiamo che soprattutto alla Spezia la maggior parte degli investimenti sono a carico dei privati, da sempre - è relegata solamente a un tavolo consultivo", ha concluso la presidente di Confindustria.

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