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Perotti: "Speriamo di riprendere prima possibile, giusto proteggere patrimonio italiano"

Intervistato da Forbes l'imprenditore e ad di Sanlorenzo dice la sua sugli scenari attuali e futuri: "Quest'anno cresceremo di meno poi si tornerà alla normalità".

"non sono così pessimista"
Perotti: "Speriamo di riprendere prima possibile, giusto proteggere patrimonio italiano"

La Spezia - “Gli scenari disastrosi che qualcuno prospetta si profilerebbero se la crisi durasse tre anni, il che é assurdo. È un virus nuovo, abbiamo bisogno di tempo per correggere il tiro, aspettiamo il vaccino e intanto sperimentiamo terapie che tra l'altro iniziano a funzionare”. Così Massimo Perotti, presidente e amministratore delegato di Sanlorenzo, azienda leader nella produzione di yacht con due dei suoi quattro stabilimenti nella nostra provincia, uno alla Spezia e l'altro, recentemente ampliato, ad Ameglia.

Chiamato dalla rivista Forbes a dare un proprio parere da “imprenditore dell'anno” sulla pandemia Covid-19 e l'impatto sull'economia, Perotti ha spiegato: “Non sono così pessimista. Certo, dobbiamo iniziare a riaprire le aziende e ad uscire pur nel rispetto di una serie di regole. Si andrà avanti con varie precauzioni per qualche mese e poi arriverà il vaccino sul quale si lavora da gennaio. Non credo in una perdita economica così devastante come qualcuno prospetta. Quanto al mio settore, se uno ha voglia di comprarsi la barca, la compra, si tratta di uno scenario diverso rispetto a quello del 2008 quando la crisi si protrasse per sei anni cambiando il tessuto sociale. Non credo che ci sarà un cambio radicale nel mondo economico. Quest’anno cresceremo di meno, qualcuno soffrirà di più, ma poi si tornerà alla normalità. Se il mio fornitore di scalette da bagno è il migliore d’Italia – ha puntualizzato - continuerà a fare scalette: trovo difficile che fallisca. Certo, quest’anno perderà un po’ del fatturato però le perdite verranno in parte appianate dalla cassa integrazione e dai contributi sebbene la soluzione migliore sarebbe un alleggerimento delle tasse”. In merito a misure e contributi per le imprese ha invece osservato: “Se un’azienda andava male prima del Covid, e quindi sarebbe comunque fallita, non ha senso sostenerla. Elargire contributi a quell’azienda è un errore perché se stava fallendo vuol dire che c’erano problemi di inefficienza, era disorganizzata, non funzionava. Potrebbe essere una soluzione defiscalizzare l’investimento di una società che compra l’azienda in crisi favorendone il rilancio. Per dire che ci sono modi e modi per far ripartire il business. Dopodiché vi sono settori come turismo, hotellerie e ristorazione che soffrono più di tutti e che quindi richiedono aiuti più consistenti. Ma anche qui, perché mai dovrebbero fallire ristoranti ed hotel perfettamente funzionanti prima del coronavirus? Il problema grosso sarà l’indebitamento degli Stati,  quindi sarà auspicabile un bel taglio alle spese superflue. Avremo forse problemi di inflazione. Cose di questo tipo andranno gestite nel lungo periodo”.

Così invece sul provvedimento “golden power”: “E’ stato uno dei migliori provvedimenti messi a punto da questo Governo. Così riusciamo a difendere le aziende italiane evitando che dall’estero, con pochi soldi, si portino via aziende di valore. Come ci insegnano le pandemie dell’ultimo secolo, a un certo punto arrivano medicine e vaccini che chiudono la fase emergenziale. Ipotizziamo che il Covid ci tenga in scacco fino all’autunno, ma anche fino alla fine dell’anno: non posso pensare che basti questo lasso di tempo per farmi perdere il 40% del valore. La Sanlorenzo esiste da 62 anni, ho 500 dipendenti, sono un imprenditore capace, c’è una storia, ho un portfolio clienti, non è che tutto questo vale il 40% in meno perché mi sono fermato per tre o quattro mesi, perderò il 10% o anche il 20% del fatturato, ma poi lo recupererò in breve tempo. Quindi sì dobbiamo assolutamente proteggere il nostro patrimonio italiano, anche perché dall’Europa non possiamo attenderci tanto. Come dicevano i latini, “Mors tua, vita mea”, massima che ritorna puntualmente”.

Infine sulla riapertura dei cantieri: “Abbiamo la speranza di riprendere il più in fretta possibile. La nautica è un business stagionale. Per noi è fondamentale produrre e consegnare il prodotto fra aprile e luglio. Il flusso positivo in cassa parte ora, il risveglio è sempre dopo Pasqua quando si aprono le case di villeggiatura e si mettono le barche in acqua. Alcuni clienti ci stanno chiamando per spostare in avanti la consegna delle barche in quanto sono frastornati dalle notizie che giorno per giorno sentono alla televisione o leggono sui giornali, nessuno si è fatto prendere dal panico. Ho ricevuto tante telefonate anche perché prima della dichiarazione di pandemia, l’Italia è stata al centro dell’attenzione mondiale. Chiedevano come stavamo, se eravamo in produzione. In tutto questo, abbiamo potuto contare sul “Club Sanlorenzo”, un gruppo di clienti a noi molto affezionato. Con i sindacati invece abbiamo concordato un protocollo speciale grazie al quale riprendere con un rischio minimo”.

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