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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 20.23

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Perotti: “La nautica guarda agli spazi dell’arsenale”

Il patron di Sanlorenzo torna sul tema dei servizi all’armatore dei grandi yacht: “E’ lì che troveremo i margini, come succede oggi nell’automotive. Confindustria porti la nostra voce alla politica”.

Sguardo al futuro
Perotti: “La nautica guarda agli spazi dell’arsenale”

La Spezia - “Questo benedetto arsenale se viene usato per il militare è un bene per la nazione. Ma se così non è, e così non pare essere, allora la mia richiesta è di mettersi attorno ad un tavolo e aiutare le aziende ad accedervi”. Chiude con un appello Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo, il proprio speech durante il pomeriggio degli Stati generali dell’economia spezzina. L’imprenditore più in vista della città ha trovato un freno allo sviluppo vertiginoso del cantiere dei record, il terzo del mondo nel settore dei grandi yacht. Sono gli spazi, che ormai mancano all’interno di un golfo che il piano regolatore portuale ha lottizzato, concedendo alla nautica lo spicchio di levante. Uno spicchio già spremuto. “L’Autorità di sistema portuale ha aiutato molto la Sanlorenzo - ammette Perotti - che in tre anni è riuscita a insediarsi negli ex cantieri Sanmarco. Oggi però non ci sono ulteriori spazi, quindi domandiamo a Confindustria di chiedere alla politica di mettere a disposizione gli spazi disponibili all’interno dell’arsenale”.

I moli, i bacini e i capannoni di Domenico Chiodo servirebbero per puntare sui servizi all’armatore, che per Perotti sono il futuro del settore. “Stiamo cercando di creare una società di servizi come c’è nell’automotive, che per molti aspetti anticipa la nautica di vent’anni - illustra -. Oggi BMW e Mercedes generano i propri margini sui service. Marchionne prevedeva la scomparsa dei marchi automobilistici, con un’industria basata su hardware che avrebbero creato un’automobile senza marchio da affittare al cliente per il singolo viaggio. Nel futuro crediamo che questo succederà anche nella nautica”.

Costruire le navi più belle e ambite al mondo, più tecnologicamente avanzate, più ricercate nel design, non basterà insomma. “Dopo aver creato un prodotto straordinario alla Spezia, bisogna essere capaci di prendere il cliente e fare in modo che qui rimanga - dice Perotti - Per fare questo serve una rete molto ramificata di servizi che convinca l’armatore a gestire qua la sua barca durante tutta la vita. E per fare ciò servono spazi. Ci sono anni buoni in cui si cresce perché c’è un contesto favorevole, ma ci sono anche momenti in cui al contrario le barche non si vendono. Ricordo nel 1991, a seguito dell’intervento militare in Kuwait, quando il nostro telefono non squillò per un anno intero. C’era la guerra e nessuno voleva comprare uno yacht. Puntare sul refitting significa riuscire a crearsi certezze al di là della volubilità del mercato”.

ANDREA BONATTI

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