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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Settembre - ore 07.32

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Pensionati contro il blocco dell'adeguamento all'inflazione

I sindacati si sono riuniti sotto la prefettura per protestare contro l'ennesimo rinvio dell'arrotondamento delle pensioni, previsto a partire dall'inizio del 2019.

In provincia colpite 40mila persone
Pensionati contro il blocco dell'adeguamento all'inflazione

La Spezia - Anche alla Spezia, come nel resto d'Italia, i pensionati hanno manifestato questa mattina davanti alle prefettura per dire no a una "legge di bilancio sbagliata, miope e recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, e che chiude al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale". Una dura presa di posizione, quella di Cgil Spi, Cisl Fnp e Uilp, sigle alle quali il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha ricordato di essere rimaste "silenti" quando veniva approvata la riforma Fornero.

Decine di pensionati si sono ritrovate sotto i portici del Palazzo del governo di Via Veneto, alla presenza dei tre segretari generali Lara Ghiglione (Cgil), Antonio Carro (Cisl) e Mario Ghini (Uil), e dei rappresentanti di categoria Luigi Pellegrino e Davide Fazioli (Cgil Spi), Erminio Begi (Cisl Fnp) e Marcello Notari (Uilp).
"Con questa mobilitazione si vuole denunciare con forza l’atto vessatorio contro i pensionati, che questo Governo compie intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Diciamo basta: non si possono più usare le pensioni come il bancomat dei governi. In tre anni - sostengono i sindacati - la manovra finanziaria sottrae 2 miliardi e mezzo dalle tasche dei pensionati, compiendo un vero e proprio furto, in particolare sulle pensioni medio basse. E’ una decisione insopportabile, un clamoroso passo indietro rispetto a quanto i sindacati dei pensionati avevano concordato con il precedente Governo, e cioè il ritorno, a partire dal 1° gennaio 2019, a un meccanismo di rivalutazione in grado di tutelare il potere d’acquisto dei pensionati italiani".

Pertanto le parti sociali chiedono al governo di "ritirare questa decisione sbagliata e punitiva verso una fascia di popolazione che meriterebbe di essere aiutata e sostenuta anche con una riduzione del carico fiscale, visto che sui pensionati italiani grava una tassazione doppia rispetto alla media europea".

In Liguria i pensionati colpiti dalla manovra del Governo sono 233.506, pari al 48.2% sul totale.
A Genova sono 137.564 (51,6%), a Imperia sono 21.944 (34,3%), a Savona sono 34.565 (52,5%) e alla Spezia sono 39.433 (44,7%).
Da un calcolo preliminare risulta che la perdita economica complessiva in Liguria ammonta a quasi 15 milioni di euro su base annua, suddivisi tra le province di Genova (9.155.494,4),
Imperia (1.366.238,9), La Spezia (1.916.775,6) e Savona (2.342.914,9).

La percentuale di pensionati liguri che percepiscono una pensione superiore a 3 volte il minimo è superiore a quella rilevata a livello nazionale (48,2% contro 40,8%). Tale differenza è dovuta al fatto che le pensioni in Liguria sono prevalentemente pensioni da lavoro, frutto di vite lavorative continuative e di contributi realmente versati, nell’industria o nei servizi.
"Si colpiscono quindi persone che hanno lavorato tutta una vita e che avrebbero diritto a una pensione dignitosa. Se il governo non modificherà questo intervento non staremo di certo fermi a guardare e intensificheremo la mobilitazione che portiamo avanti da anni per una vera ed equa riforma del sistema previdenziale italiano", concludono Cgil spi, Cisl Fnp e Uilp.

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