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Palestre e piscine. L'effetto Dpcm e il timore che venga prorogato

Perplessità dal mondo sportivo e dai titolari delle attività: "Siamo stati sempre in regola, non ci sono stati casi Covid legati alle nostre strutture e dobbiamo chiudere comunque". Dalla Federazione italiana nuoto: "Standard sicurezza elevatissimi".

le voci

La Spezia - Hanno investito tempo e denaro nelle proprie attività. Alcuni hanno ricevuto i bonus previsti per l'emergenza e dovranno chiudere comunque nonostante i controlli dei Nas abbiano certificato che fosse tutto in regola. Non solo, la maggior parte non sono stati registrati casi Covid 19 legati alla propria struttura. E adesso dovranno chiudere nuovamente. Sono i titolari delle palestre e i gestori delle piscine in provincia che apprese le misure del nuovo Dpcm, ufficializzato ieri mattina, non possono nascondere la propria preoccupazione sia per il calo del lavoro che per gli investimenti fatti per garantire la sicurezza di tutti.
L'estate ha messo il segno più alle attività sportive che non si occupano solo di cura del corpo ma anche di assistere chi deve seguire delle terapie di recupero. Città della Spezia ha raccolto le voci di alcune palestre della provincia e delle associazioni, compresa la Federazione italiana nuoto, per quanto riguarda le piscine. E la situazione lascerebbe poco spazio all'ottimismo.
"E' stato colpito un settore che si è messo in regola fin dall'inizio - spiega Carlo Alberto Cozzani della Vallenove -. Per il lockdown abbiamo perso decine di migliaia di euro di incassi. Una volta concessa la possibilità a ripartire non solo abbiamo investito in sanificazione ma abbiamo pensato anche di acquistare nuove attrezzature. Con la perdita di quest'altro mese, è difficile pensare positivo. Sono importanti anche i messaggi dati alla popolazione: quando dal governo è stata annunciata l'attenzione sulle palestre ci sono stati degli effetti. In molti hanno rinunciato alle lezioni, ad iscriversi".
Mirko Tonelli della Asd Fit Performance non nasconde la sua forte preoccupazione: "Dopo tutto quello che abbiamo passato sembra che si voglia sminuire un settore importante. Abbiamo elevato gli standard di sicurezza sotto tutti i punti di vista. E ora dobbiamo chiudere un'altra volta. Anche i ristori economici di cui si è parlato molto potevano essere ragionati diversamente. Spiace dover anche constatare il messaggio che è stato lanciato dal governo i giorni scorsi. Noi cercheremo di fare comunque del nostro meglio: stiamo organizzando attività alternative, mantenendo anche quelle online, consentite. Non è affatto un momento facile ed è difficile non perdere la pazienza".
La palestra non è solo un luogo di aggregazione ma anche una realtà che aiuta nel recupero fisico dopo un periodo difficile che richiede una riabilitazione. Paolo Navone della ForMe di Sarzana aggiunge: "Noi seguiamo persone che hanno a che fare anche con patologie gravi. Con una nuova chiusura viene impedito loro di poter proseguire in questo percorso. A fronte della situazione e dopo le parole del premier, che ricordava l'attenzione nei confronti di strutture come le nostre, abbiamo dato ulteriore conferma della serietà del settore. Siamo stati controllati più volte e abbiamo aumentato le sanificazioni. E ora siamo nuovamente alle prese con una chiusura".
Simone Bertagna della Quality spiega: "E' una situazione davvero complicata a livello mondiale. Tutti ne sono stati danneggiati. Posso anche accettare i sacrifici da fare senza dimenticare il peso di quanto accaduto anche alla luce delle dichiarazioni del governo che hanno avuto un effetto sulla frequentazioni della mia e di altre palestre. L'auspicio è che i bonus economici arrivino e che siano un sostegno autentico per il settore. Cerchiamo di fare il possibile consci del fatto che abbiamo già fatto tanto. Continueremo con le nostre lezioni online anche se principalmente serviranno a tenere saldo un buon gruppo cresciuto nel tempo".
Nelle palestre e nelle piscine della provincia non si sono registrati positivi direttamente legati a questi luoghi. L'attenzione con la curva epidemiologica sempre in aumento ha richiesto però provvedimenti.
Alessandro Ribollini presidente della Attiva sport utility che gestisce la piscina comunale "2 giugno". "Gli standard di sicurezza all'interno delle piscine sono da sempre molto elevati. Non possiamo negare una certa preoccupazione per quello che potrebbe accadere più avanti: perché non si sa cosa succederà. Possiamo ipotizzare ingressi ancora più ridotti. Cerchiamo di essere ottimisti ma è inutile negare che è davvero dura ricordandoci che un'ipotetica proroga, anche parziale, del Dpcm in corso ci preoccupa molto".
Alessandro Cananzi è membro della Federazione italiana nuovo e permette di scattare un'istantanea sulle piscine della provincia: "Tutte le piscine presenti sul territorio provinciale sono state controllate e non sono emerse criticità e non sono stati registrati casi Covid nelle piscine provinciali. Nonostante questo sono scattate le chiusure con tutte le conseguenze del caso: le società erano già in difficoltà perché corsi e affluenza di pubblico sono stati ridotti drasticamente. Un minimo di ripresa c'era stata nei mesi estivi, questa nuova chiusura porta nuove difficoltà. Gli spazi degli spogliatoi sono stati cambiati per le necessità ma le spese che hanno dovuto sostenere le piscine hanno richiesto costi elevatissimi: cifre cha oscillano tra i 10 e i 2omila euro. Una spesa media, in tempi non Covid, per il cloro della piscina arriva anche a 7mila euro. Sono stati attuati interventi importanti in tutte le strutture e purtroppo il risultato è un'altra chiusura. La sospensione delle attività sportive hanno effetti anche a livello sociale. Come federazione siamo molto preoccupati".

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