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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Luglio - ore 10.21

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Pagliari, abitanti contro il progetto delle ex Casermette

L'associazione dei residenti scrive alle istituzioni e chiede di ripensare completamente l'intervento, difendendo i grandi alberi che fungono da rifugio per molti usccelli e scoiattoli: "Non continuate a ucciderci! Abbiamo già subito le discariche".

Intervento da 3 milioni di euro
Pagliari, abitanti contro il progetto delle ex Casermette

La Spezia - Gli abitanti di Pagliari dicono no al progetto che prevede "capannoni alti sino a 16 metri per una volumetria di oltre 200.000 metri cubi, una strada ad alta densità di traffico pesante a ridosso del quartiere e del parco giochi, l'abbattimento di decine e decine di alberi secolari e lo sbancamento di una grossa porzione della collina cui si adagia il quartiere".
"Non uccideteci!", scrivono in una lettera inviata alla stampa e alla istituzioni locali i residenti riuniti nell'associazione "Abitanti Pagliari" chiedendo di rinunciare al “Puo di valorizzazione del compendio immobiliare ex fusione tritolo" ritenendolo inadeguato e iniquo dal punto di vista della sostenibilità ambientale ed idrogeologica. L'intervento nell'area delle ex Casermette, proposto dal Consorzio Sinergie Nautiche Levante Ligure – SNLL, e approvato dal Comune della Spezia prevede la realizzazione dei capannoni e degli oneri urbanistici per un costo totale di 3 milioni e 50mila euro.

Prima di tutto viene criticato il fatto che il progetto urbanistico sia previsto al fianco del quartiere di Pagliari, "nell'ultimo soffio di un verde bosco (vedi immagine in basso) che dà aria sana ai nostri polmoni, già provati dalle nefandezze e dai delitti ambientali sanitari, dagli scempi, ancora visibili e attivi, dalle innumerevoli discariche, sempre li, a due passi dalle nostre abitazioni. Uno scempio balzato all'attenzione del mondo intero".
Un territorio, quello dei dintorni, che mostra tutte le sue ferite infette, dalle industrie (piombo in fase di bonifica e altre) alle discariche (Val di Bosca Vallegrande/Marina Militare, Monte Montada, Saturnia, ex Ipodec, Area Campetto, Area Tiro al Piattello, Ruffino/Pitelli...).

"La popolazione di Pagliari - affermano dall'associazione - ha combattuto contro questi attentati, questi delitti, ma ha perso; perso a causa della latitanza di uomini che dovevano e potevano aiutarci, uomini da noi eletti che rappresentavano proprio quella classe politica nella quale tante famiglie riponevano la fiducia dell'onestà, della difesa, del rispetto, politici e amministratori che ci rassicuravano con promesse, ma nei fatti erano parole vuote e inutili. Nacquero così le discariche, tra la loro indifferenza, la loro latitanza. Mentre noi abitanti capimmo troppo tardi questo comportamento, troppo tardi per porre rimedio da soli allo scempio ambientale e sanitario ormai consumato. Oggi discutiamo un progetto che cerca di inferire un’altra profonda ferita al quartiere togliendo di mezzo un bosco e una collina che sono l'ultimo baluardo della nostra battaglia, del nostro diritto per vivere in un ambiente salubre per la natura che lo circonda, fatta di alberi maestosi e secolari (platani, olmi, pini marittimi) dove sulle ampie chiome la selvaggina nidifica e vive: poiane, falchi, gufi, picchi, scoiattoli e tordi le cui migrazioni riempiono i rami semi-spogli delle grandi chiome facendole apparire come una nuova e una tardiva fioritura; un luogo ideale per la fauna".

Sbancamenti, taglio alberi, allontanamento della fauna, pericoli di esondazione del rio, inquinamento da nuovo traffico veicolare e tanto cemento: sono questi i timori contro i quali si schierano apertamente gli abitanti di Pagliari.
"Dovremmo accettare tutto ciò? Dovremmo accettare un Puo ed assistere ancora una volta a scempi di enormi sbancamenti simili ai vecchi siti delle orrende discariche? Dovremmo accettare strade ad alto traffico, che scorrono accanto ad un parco giochi luogo di ritrovo specialmente per anziani e bambini, solo per comodità industriale? Dovremmo ripararci dal sole stagionale non più sotto la chioma degli alberi recisi, ma sotto una minacciosa ombra di altissimi capannoni in cemento delle nuove attività industriali? Dovremme rinunciare alla vista del mare e la frescura dell'aria, filtrata da olmi e platani, tagliati, abbattuti per essere sostituiti da migliaia di metri cubi (200.000) di cemento? Dovremmo dire addio alla popolosa fauna che gli volteggia sopra le case? Dovremmo accettare di essere dei reclusi, murati vivi dentro perimetri di capannoni che andranno a sommarsi a quelli già li esistenti di proprietà comunale fatti di cancerogeno eternit per migliaia di metri quadrati (circa 4.000 che per legge dovrebbero essere tolti!)? Dovremmo non preoccuparci del pericoloso assetto idrogeologico, minato da nuovi carichi di migliaia e migliaia di tonnellate di cemento, su un terreno dove allagamenti e straripamenti sono più volte avvenuti?", domandano i cittadini.

Gli abitanti di Pagliari chiedono di essere convocati in Comune in tempi utili per esporre i loro timori, le loro paure e le contrarietà a un "progetto troppo grande per un piccolo quartiere come Pagliari, per un territorio che già ha perso molto, moltissimo, non può e non potrà non può e non potrà esserci una convivenza serena in questo modo".
Chiediamo che quel progetto abbia alternative, correzioni significative, rispettose dell'ambiente, della flora e della fauna, del nostro diritto e la nostra dignità di abitanti della Spezia". "Esortiamo le istituzioni - concludono - a calcolare, per una volta, in questo luogo, non solo e unicamente gli interessi commerciali e industriali, ma la natura, il territorio e la gente che in esso vive. Consapevoli di dover difendere il loro territorio e la nostra stessa qualità di vita, utilizzeremo qualsiasi mezzo per impedire che tale megaprogetto sia realizzato in tale modo. Coloro, in particolare dei consiglieri comunali e associazioni, che intendono affiancarci e darci una mano, contro la portata di questo progetto iniquo, potranno contattarci liberamente, stare con noi, ma non possiamo aspettare molto. Non continuate ad ucciderci!".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'area di Pagliari sulla quale è previsto il Puo


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