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Operatori sociali: "Oggi più che mai servono certezze"

Operatori sociali: "Oggi più che mai servono certezze"

La Spezia - “Oggi più che mai avremmo bisogno di certezze. Come lavoratori e lavoratrici del sociale esternalizzati abbiamo ben presente cosa significa prendersi cura delle persone e sappiamo bene il valore del sostegno e dell’aiuto”. C'è anche la firma della Rete operatori sociali della Spezia tra le decine in calce al comunicato che con queste righe si apre. “Fin dall’inizio di questa emergenza – si legge ancora - sosteniamo che le conseguenze dell’attuale pandemia non devono colpire né quei lavoratori che dispongono di minori tutele e il cui reddito è, purtroppo, indissolubilmente legato all’erogazione delle prestazioni, né le persone che in questo momento necessitano ancor più di relazioni di cura. Fra questi c’è sicuramente il personale impiegato, con qualunque tipo di rapporto lavorativo: autonomo, atipico o dipendente, in ogni caso esternalizzato, nei servizi socio-educativi e socio-sanitari, nelle attività di integrazione scolastica, educativa domiciliare, centri diurni. Il presupposto da cui partiamo è che ai lavoratori e alle lavoratrici esternalizzati, siano riconosciute le ore lavorative non espletate o non espletabili per causa di forza maggiore, nello specifico dalla sospensione delle attività didattiche ed educative 'in presenza', disposta con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati ai sensi dell’art. 3, comma 1, del d.l. n. 6/2020. Allo stato attuale delle cose, il Governo invece di garantire la tutela della salute pubblica e un reddito a chi al momento non ce l’ha - e siamo in tantissimi – dimostra il proprio asservimento alla logica padronale di Confindustria e dei suoi partners, costringendo ancora moltissime persone, anche nelle zone più colpite da questa emergenza sanitaria, ad andare a lavorare per non fermare i profitti di pochi, condannando lavoratrici e lavoratori a diventare veicolo di contagio per sé, per gli altri, e per i propri cari”. I sodalizi degli operatori sociali, nella medesima nota, chiedono la modifica immediata dell’articolo 48 del Decreto Cura Italia: che gli enti siano obbligati a procedere con il pagamento dei servizi educativi ed assistenziali, senza eccezioni, e che le norme di riferimento siano 65 e 66 del 13 aprile 2017. Siamo consapevoli che la lotta continuerà.

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