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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 08.33

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Oltre cento controlli all'anno anche per le 5.246 Pmi spezzine

Grasso (Confartigianato Liguria): "Sfrondare quadro normativo".

Oltre cento controlli all'anno anche per le 5.246 Pmi spezzine

La Spezia - 111 controlli all’anno da parte di ben 15 diversi istituti, agenzie o enti pubblici. In pratica, un controllo ogni tre giorni. È ciò che rischiano le micro e piccole imprese italiane, secondo l’ultima rilevazione dell’Ufficio studi Cgia di Mestre. Un rischio dal quale non sono esenti le nostre micro e piccole imprese artigiane, 43.963 sul territorio ligure (22.644 a Genova, 9.038 a Savona, 7.035 a Imperia e 5.246 alla Spezia).

Il settore a maggior “densità” di potenziali controlli risulta l’ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro, con ben 12 diversi tipi di verifiche: sono dieci gli enti coinvolti, per un potenziale di 56 controlli all’anno sulla tematica.
Le voci più a rischio riguardano la conformità e il mantenimento dell’efficienza dei vari impianti e il rispetto delle norme antincendio: in entrambi i casi sono ben sei gli enti con specifiche competenze in materia e che quindi sono autorizzati a eseguire controlli: nel primo caso possono intervenire l’Asl, l’Inail, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, i Vigili del Fuoco, Nas, Noe o Capitaneria di Porto e il Comune o la Polizia municipale. Nel caso delle norme antincendio, invece, i soggetti controllori sono l’Asl, la Direzione territoriale del lavoro, l’Inail, i Vigili del Fuoco, Nas, Noe o Capitaneria di Porto e il Comune o la Polizia municipale. Particolarmente impegnative anche le voci riferite alle autorizzazioni agli scarichi, alle emissioni in atmosfera, la corretta gestione dei rifiuti e tutto ciò che riguarda il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza e di attrezzature di lavoro: in tutti questi casi i soggetti controllori sono ben cinque.

La materia contrattualistica conta 11 diversi tipi di verifiche e 4 istituti coinvolti, per un totale di 21 controlli potenziali nel corso dell’anno. Nella maggior parte dei casi, gli enti coinvolti sono Inps, Inail e Direzione territoriale del Lavoro, che possono svolgere verifiche su dichiarazioni, contratti di lavoro o altro. In alcuni casi può intervenire anche l’Agenzia delle Entrate: si tratta però di controlli formali, cioè quelli svolti automaticamente in via telematica (pagamento F24, modelli 770, eccetera…)

Proprio l’Agenzia delle Entrate effettua verifiche su 14 dei 18 diversi tipi di controlli in materia fiscale, sui quali, talvolta, può intervenire anche la Guardia di Finanza. In altri casi, più specifici, la competenza è dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, del Comune, della Camera di commercio, dell’Inps. In totale sono sei gli enti coinvolti: di conseguenza, i controlli totali su questo tema per singola impresa potrebbero essere potenzialmente addirittura 26. Di questi, solamente tre possono essere formali.

Infine c’è l’area amministrativa, con 8 possibili controlli e tre enti coinvolti: nella maggior parte dei casi la competenza è del Comune o della Polizia municipale. In alcune situazioni può intervenire anche la Camera di commercio: si tratta della verifica del possesso dei requisiti specifici per l’esercizio dell’attività e il controllo dell’iscrizione all’albo delle imprese artigiane. L’Inps, infine, esegue controlli sull’iscrizione all’istituto stesso.

«In un quadro così complesso, che potrebbe potenzialmente sfociare nell’assurdità di oltre 100 controlli all’anno, il rischio per qualsiasi micro impresa è quello di non essere completamente a norma – commenta il presidente di Confartigianato Liguria, Giancarlo Grasso – L’unico modo per superare questo scoglio burocratico, farraginoso e spesso indecifrabile, è percorrere la strada della semplificazione: sfrondare il quadro normativo, rendere più comprensibili norme e regolamenti, velocizzare le tempistiche. Ma anche aumentare e rendere più efficienti i controlli formali, cioè quelli eseguiti telematicamente in modo automatico, alleggerendo così il peso burocratico che grava sulle nostre imprese e, infine, mettere a regime il sistema di “autocontrollo”, che vede l’esperienza ligure nel settore carrozzerie capofila in Italia».

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