Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Novembre - ore 22.18

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Novemila tonnellate su un letto di quercia, tradizione centenaria per i palombari

Nave Rizzo in arsenale per lavori dopo aver battuto il mare del Corno d'Africa da nave di bandiera dell'Operazione Atalanta.

un rito delicato
Novemila tonnellate su un letto di quercia, tradizione centenaria per i palombari

La Spezia - Vi siete mai chiesti come si posiziona a secco in bacino una nave di 7mila tonnellate e oltre 140 metri di lunghezza? Eppure è una tradizione che alla Spezia viene svolta da oltre cento all'interno dell'arsenale militare. L'ultima a lasciare il mare per svolgere una serie di lavori è stata Nave Luigi Rizzo, una delle Fremm. L’ingresso in bacino ha rappresentato l’ultimo capitolo di un'attività iniziata 83 giorni prima e che ha avuto una coda introdotto negli ultimi mesi dalla Marina Militare per evitare che un eventuale contagio di Covid si diffonda all'interno di un ambiente ristretto e delicato quale una nave militare.

Dopo la designazione quale unità di bandiera dell’Operazione europea di antipirateria nel Corno d'Africa "Atalanta", l'equipaggio della nave è stato sottoposto a due tamponi e ad un periodo di isolamento a bordo di 14 giorni. Questo protocollo ha garantito il raggiungimento della condizione di COVID free. Tornata in Italia il 13 ottobre scorso, ha condotto la manovra di ingresso in bacino che è durata poco più di 24 ore e si è sviluppata in due delicate fasi: la prima relativa all’ingresso in bacino, e la seconda, conclusasi nella giornata successiva, finalizzata allo svuotamento e al posizionamento di precisione sulle taccate.

Questa operazione rappresenta un momento particolarmente delicato e richiede la massima concentrazione sia per l’equipaggio, che deve manovrare l’unità in spazi ristretti, che per il personale palombaro che svolge attività subacquee per centrare la nave su strutture costruite sul fondo. Permettendo in questo modo la messa in secco, in considerazione anche delle particolari linee di carene delle nuove navi che impongono sensibili modifiche e adeguamenti alle attività preparatorie all’ingresso.
Le operazioni subacquee durante la messa in secca di una unità navale rappresentano, infatti, una centenaria tradizione che i palombari della Marina Militare si tramandano: dai pesanti scafandri in rame con sistemi di alimentazione dell’aria in pressione manuale si è passati ai più moderni e confortevoli caschetti leggeri, dotati di sistemi di comunicazione e video, ma ora come allora il duro lavoro subacqueo e la professionalità sono unici.

È proprio in acqua con scarsa visibilità e sotto il "peso" di una nave che lentamente si poggia sul fondo, che i palombari del Gruppo operativo subacqueo di Comsubin, sistemano, ricostruiscono e centrano, le strutture e le taccate, che sorreggeranno l’Unità al momento della posa definitiva e dell’incaglio controllato. La nave, in secca sopra il suo solido letto in quercia, è ora pronta per essere manutenuta sia nella sua globalità strutturale che in una delle parti più importanti: "l’opera viva".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News