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Nobili e Caratozzolo: "Il Comune riveda completamente i tributi 2020 per commercio e imprese"

Nobili e Caratozzolo: "Il Comune riveda completamente i tributi 2020 per commercio e imprese"

La Spezia - "E' ormai evidente che quanto sta accadendo nella nostra città come in buona parte del mondo, è qualcosa di paragonabile a una autentica guerra. Forse addirittura peggio, perché neppure in tempo di guerra si è preteso da intere categorie merceologiche una serrata di queste proporzioni". Lo affermano i consiglieri comunali del Partito democratico, Dina Nobili e Massimo Caratozzolo.

"L'elenco dei negozi, degli imprenditori, delle persone che è l'aspetto più importante, che per questa emergenza virus hanno visto azzerare le loro magari uniche fonti di reddito è lunghissimo. Si pensi a tutti i bar chiusi da ormai un mese, ai ristoranti, ai centri estetici.
Spesso parliamo peraltro di piccole attività, gestite da giovani imprenditori create con grandi sacrifici dagli stessi per sottrarsi al dramma della disoccupazione. Per non pesare dunque sulle loro famiglie, sulla società e quindi su tutti noi.
Determinati settori imprenditoriali rischiano davvero di uscire da questa emergenza Covid-19 con le ossa rotte o di non riuscirne affatto.
Anche l’amministrazione - sostengono Nobili e Caratozzolo - deve fare la propria parte. In questi giorni di discussione di bilancio il sindaco faccia una proposta che va nella direzione di aiutare il tessuto commerciale ed artigianale.
A nostro parere il minimo che può fare l’amministrazione è quello di sospendere la riscossione di tutti i tributi comunali dovuti. Noi chiediamo di prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di rimodulare i tributi e le tasse per il periodo in cui le attività sono state chiuse. Proponiamo, per quel periodo, di non esigerle affatto, neppure dopo, quando si tratterà di riaprire e di tentare una ripresa che, oltre che come già preannunciato dal governo dovrà essere graduale, sarà in ogni caso estremamente faticosa.
Ci sono attività, quasi tutte per la verità, dove ciò che non si è guadagnato oggi, non verrà certamente recuperato domani. Ciò che non si è incassato in queste settimane e in quelle che verranno è perso.
Perso per sempre. E crediamo dunque che una buona amministrazione debba prima di tutto, adeguarsi a ciò e poi studiare forme di aiuto per tutto il nostro commercio. Specie quello più piccolo, quello con minore storicità di impresa.che è anche quello dove spesso si ha più difficoltà a dimostrare i mancati incassi. Il commercio oggi, lo sappiamo bene è gravato da mille tasse. Ne abbiamo parlato tante volte. Ecco per una volta le si azzeri tutte per il tempo in cui sono stati chiusi e si proponga una decisa scontistica per il resto dell’anno. Anzi di più, ci si faccia promotori anche presso altri enti erogatori di servizi di questa filosofia. Si aiuti il commercio anche provando a creare un fondo di sostegno per chi è in affitto e si riduca l’Imu per chi è proprietario del fondo. Consideriamo davvero questo 2020 un anno di guerra. Dove alle misure speciali adottate sin qui se ne aggiungano altre, ma questa volta a favore della gente onde evitare che ciò che è sopravvissuto al virus non sia costretto a capitolare dopo, per mano dell'uomo".

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