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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Novembre - ore 15.26

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No al parco eolico di Termomeccanica in Sicilia

Il Tar di Palermo contro il progetto che aveva già ottenuto il via libera del Ministero dell'ambiente nel 2013. Prevedeva 38 pale nel Golfo di Gela che avrebbero prodotto 137Mw di energia pulita.

No al parco eolico di Termomeccanica in Sicilia

La Spezia - Non si farà il grande parco eolico nel Golfo di Gela progettato da Mediterranean Wind Offshore, un'azienda costituita dalla spezzina Termomeccanica e dalla Holding di partecipazione per l'ambiente di Augusta. Il Tar ha infatti annullato l'autorizzazione per la realizzazione del campo di turbine che sarebbe dovuto sorgere al largo delle coste siciliane e che avrebbe prodotto 137 Mw di energia rinnovabile per l'isola e per tutto il Sud Italia. I giudici amministrativi di Palermo hanno dichiarato illegittimo il via libera del 2013 del ministero dell'Ambiente allora retto da Corrado Clini, arrivato al termine di un lavoro quasi decennale.
Progetto che prevedeva la posa sul fondale - a circa due miglia di distanza dalla terraferma nel Golfo di Gaeta e a 4 chilometri a est di Licata - di 38 turbine (all'inizio dovevano essere 113) con una altezza della parte emersa di 80 metri e un diametro del rotore pari a 113 metri, con aerogeneratori visibili anche a molti chilometri di distanza. Un braccio di mare ideale per l'aerogenerazione: i dati sul vento degli ultimi vent'anni ne avevano fatto un candidato ideale per un simile impianto, ormai piuttosto comune in Nord Europa.

Contro il progetto si erano subito schierati i Comuni di Gela, Butera e Licata e una serie di comitati "No Peos". "Oltre che paesaggistico e ambientale, l'area riveste anche uno straordinario interesse archeologico in quanto zona di commercio e di scambio tra le città greche e teatro di numerose battaglie navali dal IV sec. a.C. Dal 2008 l'area è oggetto di numerose campagne di scavo subacqueo che hanno portato alla luce una notevole quantità di reperti comprese delle navi greche, di cui una con un carico di lingotti di oricalco unici al mondo. Inoltre, il luogo, fu teatro dello sbarco degli Alleati in Sicilia", scrive la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana. Non si esclude un ultimo ricorso al Consiglio di Stato da parte dell'azienda.

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