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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 08.00

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Monito di Cna: "Il 40 per cento degli impianti termini non è censito"

L'associazione si rivolge alle istituzioni: "Enorme problema per ambiente e sicurezza".

Monito di Cna: `Il 40 per cento degli impianti termini non è censito`

La Spezia - CNA Impiantisti ha incontrato il Comune e la Provincia della Spezia per parlare di impianti termici, ovvero le caldaie, e la loro sicurezza.

Due sono stati gli incontri che si sono svolti tra Enti ed Associazione di categoria, a cui hanno partecipato gli impiantisti Federico Casoni e Errico Castellini, Giuliana Vatteroni coordinatrice CNA La Spezia, il primo con l’Assessore del Comune della Spezia Laura Ruocco, la funzionaria comunale responsabile Michela Cereghino e l'altro con la Dirigente provinciale del Servizio Pianificazione territoriale - Urbanistica - Ambiente Emili Nori coadiuvata dai collaboratori addetti al servizio e alla verifica.

Le verifiche sono state al centro dei confronti, e proprio in merito a queste CNA ha sottolineato come sia pressoché inutile mettersi in regola, seguire tutte le procedure dettate dalla norme, molte delle quali onerose, e agire con professionalità, se poi non ci sono controlli diffusi sugli impianti del territorio.

“E’ ormai partito il sistema del Catasto regionale, Caitel, che dovrebbe permettere di avere la mappatura completa degli impianti esistenti, - spiega Giuliana Vatteroni, referente CNA Impiantisti – ma temiamo che solo una parte di essi saranno censiti, quelli cioè che seguiti da imprese serie che hanno avuto la verifica dei fumi, ma molti sono ancora quelli che sfuggono, probabilmente circa il 40% di impianti non è e non sarà censito”.

“Un problema enorme per la sicurezza e l’ambiente che ci circonda e paradossalmente anche un danno economico per chi crede di risparmiare non procedendo ad applicare il bollino ora quadriennale, il cui costo è di 24 euro. – Prosegue Vatteroni - Una caldaia non controllata, non è registrata e consuma di più, così “la mancata spesa” si trasforma in un consumo maggiore di gas durante l’anno che quasi sempre supera le 20 euro. Inoltre sarebbe opportuno che gli enti dessero un’informazione corretta ai cittadini perché se è vero che il controllo fumi va fatto ogni 4 anni è vero che la manutenzione e la verifica caldaia è legata alle disposizioni dettate dai rivenditori delle stesse, ovvero ogni anno”.

Ma perché fare i controlli? “Perché così vengono premiati i cittadini corretti e si opera per il bene della sicurezza, evitando, come è avvenuto, anche nei mesi passati, scoppi di caldaie e che fumi tossici invadano l’aria che tutti respiriamo. - Chiarisce Vatteroni - Ed anche perché le imprese che si adeguano, che fanno formazione, e che dunque si sobbarcano di costi maggiori, non si trovino a dover combattere con un mercato che al contrario premia chi, poco seriamente, può offrire tariffe inferiori solo perché aggira le leggi. I controlli devono e possono esserci perché dei 24 euro previsti dal bollino ben 23 entrano nelle casse del Comune e della Provincia, e la legge regionale a questo li destina e poi le sanzioni previste sono salate.

Entrambe le amministrazioni hanno assicurato che i controlli ci saranno e la Provincia, pur con le difficoltà delle poche risorse e del personale dedicato a questo servizio, ha affermato che non sono mai venuti meno.

“Sono arrivati ritorni anche a noi dei controlli provinciali,– conclude Vatteroni - ma è necessario che tutti gli Enti procedano e lo facciano costantemente, chiudendo senza esitazioni gli impianti non a norma e prescrivendo sanzioni ai recidivi. Noi siamo convinti che questa sia la politica che paghi: quella dove i cittadini responsabili e le imprese che si muovono seguendo le norme siano riconosciuti come tali e le amministrazioni non facciano sconti a nessuno, perché questi sconti vanno a danno di tutti”.

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