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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 13.30

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Marina del Levante in ritardo, l'Authority: "Fiducia in Trevi"

A breve inizierà la costruzione delle barriere frangiflutti previste dalla variante da 4 milioni: chiesti 7 mesi di concessione, quindi si andrà oltre la fine del 2018. Intanto ci sono problemi finanziari per la ditta che opera al Molo Pagliari.

Ordinanza
Marina del Levante in ritardo, l'Authority: "Fiducia in Trevi"

La Spezia - Dal 1° novembre inizierà in un'area di Pertusola la costruzione dei frangionda che saranno collocati a difesa dei moli della costruenda Marina di Pagliari. A realizzare le strutture previste da una variante (leggi qui) sarà Ingemar, che ha richiesto una superficie di 1.500 metri quadrati all'interno del piazzale della Gruppo Antonini per un periodo di sette mesi. Nonostante le voci che circolano da tempo sull'effettiva possibilità di veder completato il porticciolo nel quale saranno ricollocati i concessionari della Marina del Canaletto e di Fossamastra, dunque, i lavori si apprestano ad andare avanti.

Il via libera all'utilizzo dell'area in concessione è stato dato questa mattina da un'ordinanza degli uffici dell'Autorità di sistema portuale, che è anche stazione appaltante dei lavori che interessano Molo Pagliari. Segno di come in Via del Molo siano convinti che il cantiere proseguirà, nonostante le difficoltà finanziarie che stanno attanagliando Trevi, il gruppo internazionale che si è aggiudicato la costruzione del porticciolo.
Il rimbalzare di voci di fermo del cantiere aveva spinto CDS a effettuare un sopralluogo all'interno del cantiere all'inizio del mese di settembre (leggi qui), constatando una situazione di operatività contenuta, ma anche un buono stato di avanzamento dei lavori. Tanto che l'Adsp stimava la conclusione dell'opera entro la fine del 2018. Oggi sappiamo che si trattava di un calcolo quanto meno ottimistico, visto che ci vorranno mesi per la realizzazione delle barriere frangiflutti.
Sembra una maledizione spezzina, quella degli appalti pubblici a rischio, come insegnano le vicende del terzo lotto della variante Aurelia e del nuovo ospedale. Ma in questo caso, almeno per il momento, tutto porta a pensare che i lavori proseguiranno.

"E' vero, da qualche mese l'azienda sta attraversando criticità sotto il profilo finanziario - ammette il segretario generale dell'Autorità di sistema portuale, Francesco Di Sarcina - e dunque ci sono difficoltà nei pagamenti dei fornitori, ma stiamo parlando di un gruppo che ha fatto la storia dell'ingegneria italiana e contiamo sul fatto che porteranno a termine i lavori. A dimostrazione di questo ci sono gli atti che stiamo emanando in parallelo all'attività del cantiere. Quando le barriere frangiflutti saranno concluse e collocate Trevi procederà con l'installazione dei ponti che oggi si trovano stoccati a terra e quindi con la realizzazione delle ultime opere a terra. Si tratta di una catena di interventi collegati tra loro e pertanto prossimamente non ci sarà molta attività sul molo, ma abbiamo fiducia nella ditta".

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