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Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio - ore 22.00

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Lorandi: “La Spezia può essere al centro di una futura difesa europea”

Il manager di Leonardo parla all’indotto: “Cresceremo, ma abbiamo cambiato approccio al fornitore”.

Lorandi: “La Spezia può essere al centro di una futura difesa europea”

La Spezia - “La Spezia può chiedere alla politica di Roma di essere un polo di eccellenza nazionale nei sistemi di difesa. E la politica può chiedere a Bruxelles di mettere una bandierina italiana nel processo di consolidamento delle difesa europea su quelli che sono gli armamenti navali”. La big picture di Gianpiero Lorandi, direttore coordinamento business della Divisione Elettronica di Leonardo, arriva fino al cuore del continente. A una futura o futuribile difesa europea in cui la Francia sarà specializzata nell’aviazione, la Germania nel terrestre e l’Italia nel navale. In un contesto del genere la città in cui si creano prodotti leader nel mondo negli armamenti navali e nel munizionamento intelligente dovrebbe avere un ruolo centrale secondo il manager.

La riorganizzazione di Leonardo - da Sistemi Difesa a Divisione Elettronica - non deve sollevare timori nel territorio locale. “Oggi siamo entrati in un contenitore che rispetto ai 500 milioni di euro di fatturato di un anno fa, oggi fa dieci volte tanto - spiega Lorandi - Grazie a questo possiamo accedere a investimenti e tecnologie che prima dovevano essere finanziati. Con questa divisione siamo secondi in Europa e ottavi nel mondo nel nostro settore, in una classifica in cui i primi sei sono americani”.

Chiaramente l’indotto locale deve riuscire a strutturarsi per presentarsi su questo palcoscenico più grande. “Dopo il consolidamento stiamo iniziando a crescere e lo faremo anche nel 2019 - annuncia Lorandi - Compriamo 200 milioni di indotto all’anno, che presto saranno 300 milioni. Abbiamo cambiato l’approccio al fornitore, oggi abbiamo bisogno di aggregati più complessi. Chiaramente chi riceve deve essere in grado di consegnarceli già pronti, per questo vorremo delle reti di impresa con cui interfacciarci. A questo va di pari passo un accresciuto bisogno di competenza, sia dal punto di vista ingegneristico che di produzione”.

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