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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Gennaio - ore 23.04

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Lo "Schergat" ribattezzato "Al-Galala" per l'Egitto

Quella che avrebbe dovuto essere la nona FREMM per la Marina Militare prossima alla cessione al Paese africano. Il suo nuovo equipaggio si addestra con i colleghi italiani. Intanto si inizia a parlare di una nave ospedale.

commessa da 1,2 miliardi
Lo "Schergat" ribattezzato "Al-Galala" per l'Egitto

La Spezia - Il passaggio alla marina dell'Egitto è prossimo per la prima delle due fregate multimissione che l'Italia ha venduto al Paese africano. Negli scorsi giorni al cantiere del Muggiano il nome di Spartaco Schergat, palombaro che partecipò all'impresa di Alessandria, è stato sostituito con il battesimo "Al-Galala", quello scelto dal committente. La FREMM in lavorazione presso la Fincantieri dovrebbe lasciare la Spezia entro le prime settimane del 2021 insieme al suo nuovo equipaggio, che nel frattempo viene addestrato dai colleghi italiani. Un salto di qualità per l'Egitto, recentemente impegnato in alcune esercitazioni al fianco della Grecia con cui condivide - e non solo con essa - la crescente preoccupazione per l'aggressività turca nel Mediterraneo orientale.

Le FREMM sono infatti unità modernissime, nate dalla collaborazione tra Italia e Francia che ne hanno fatte la spina dorsale delle proprie flotte. Sotto la bandiera della Marina Militare sono già otto le fregate operative, tutte finanziate con la Legge Navale,. Dovevano essere dieci in realtà, ma le ultime due - "Spartaco Schergat" e "Emiliio Bianchi - saranno cedute all'Egitto per una cifra che dovrebbe aggirarsi sul miliardo e 200 milioni di euro. Forse l'inizio di una commessa ben più grande, riportano alcune riviste del settore. In ogni caso la mancata consegna interna sarà compensata con due nuove realizzazioni, che nei desiderata della forza armata dovrebbero essere in configurazione antisottomarino.

In questo momento al Muggiano si lavora a ritmi serrati: sulle banchine ci sono la nuova portaelicotteri per la Marina Militare italiana, il "Trieste", i pattugliatori d'altura e il "Vulcano", nave di supporto logistico il cui programma ha subito un ritardo a causa dell'incendio del luglio 2018. E poi ancora le corvette per la Marina del Qatar e le due fregate egiziane. Nelle ultime ore si parla infine di una nave ospedale, un progetto ancora agli albori, per un'unità che avrebbe un utilizzo misto militare e civile. Fincantieri è ovviamente della partita e forse lo sarà anche il cantiere spezzino.

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