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Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Settembre - ore 00.33

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Le sigle bocciano la proposta di Toti: "No a una sola Authority ligure"

In commissione emergono spaccature su una vertenza sindacale relativa a una nuova società di servizi portuali, ma l'unità ritorna di fronte all'ipotesi di una fusione con Genova e Savona e nel sostenere la necessità di attuare il Prp al più presto.

Le sfide future del porto
Le sigle bocciano la proposta di Toti: "No a una sola Authority ligure"

La Spezia - Per gran parte della seduta della commissione comunale Lavoro l'unico sussulto era dato dalla contrapposizione tra il segretario Filt Cgil, Fabio Quaretti, e gli omologhi di Fit Cisl, Marco Moretti, e Uiltrasporti, Marco Furletti, sugli aspetti contrattuali legati alla nascita di una nuova società per la movimentazione dei container all'interno del porto mercantile spezzino. Una divisione che non è certo una novità, ma che ha tenuto banco a lungo nel dibattito che si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Civico, di fronte ai commissari presieduti da Maria Grazia Frijia. Poi l'unità sindacale è ritornata in risposta all'interrogativo posto dal commissario Lorenzo Forcieri, peraltro ex presidente dell'Autorità portuale.
"Cosa pensate delle parole del presidente della Regione Giovanni Toti, che ha lanciato l'idea di una Autorità portuale unica in Liguria, da Vado alla Spezia? Io - ha detto Forcieri - sono fermamente contrario a questa ipotesi, che eravamo riusciti a ricacciare indietro nel periodo di approntamento della riforma Delrio, ma che è ritornata improvvisamente in campo".

Furletti si è detto "assolutamente contrario rispetto a quel modello. Già la riforma è stata sofferta, fare una nuova rivoluzione non avrebbe senso, anche perché finalmente è stato trovato un punto di equilibrio per tutta la portualità italiana". "Ci battiamo per il ruolo e lo sviluppo del nostro porto", ha aggiunto Moretti, ricordando la lunga trattativa per arrivare all'accorpamento tra lo scalo spezzino e quello di Marina di Carrara.
"Questa ipotesi non la vedevamo di buon occhio prima della legge di riforma e non ci convince neanche oggi. E' vero che un'autorità che comprende porti di due regioni ha costretto a risolvere complessità importanti, ma ora stiamo lavorando bene. E non dimentichiamo che La Spezia ha un ruolo di terminale delle reti Ten sia per il trasporto che per l'energia, una condizione rara e di grande prospettiva".
Tutti d'accordo, dunque: l'unione con i cugini genovesi e savonesi proposta da Toti non s'ha da fare. Tanto meno in un momento in cui gli interventi previsti dalla pianificazione datata 2006 potrebbero essere davvero in rampa di lancio.

Prima di affrontare l'argomento del giorno, innescato dalle parole del presidente regionale in trasferta a Lugano (leggi qui), oltre alle "sfumature" sull'effettivo potere sindacale nelle trattative con la nascente società di servizi portuali, era stato toccato il tema dell'applicazione del Prp, con il cauto ottimismo delle tre sigle nel constatare che gli interventi di vario genere compresi tra Calata Paita e il Molo Ravano stanno andando avanti dal punto di vista procedurale.
Un'avanzata vista con una certa soddisfazione, dettata dalla possibilità di vedere crescere il numero dei posti di lavoro di un migliaio di unità grazie all'aumento dei traffici nei prossimi anni, a patto che tutto fili per il verso giusto e in maniera sostenibile per la popolazione e l'ambiente, dai dragaggi ai riempimenti alla ricollocazione dei fasci dei binari necessaria per incrementare la movimentazione su ferro, dall'ammodernamento dei macchinari (aspetto che ha portato a dichiarare lo stato di agitazione nei confronti di uno dei terminalisti) alle vertenze legali, prima fra tutte quella in attesa di definizione al Consiglio di Stato sul trasferimento delle marine del Canaletto.
A bloccare la prima tessera del domino che porterebbe ad accelerare l'attuazione del Prp all'interno del perimetro portuale - fascia di rispetto e barriera fonoassorbente sono interventi slegati dallo sgombero del terzo bacino - c'è infatti l'ultimo ricorso depositato da due dei concessionari storici, che qualche tempo fa si sono visti concedere la sospensiva di ogni atto uscito dagli uffici di Via del Molo. Ora non resta che attendere la sentenza sul merito dei giudici romani, che potrebbero confermare lo stop dei decreti dell'Autorità di sistema portuale o, al contrario, imitare i colleghi del Tar ligure che dopo la sospensiva avevano dato ragione all'ente costiero.

Presente anche l'assessore allo Sviluppo economico Genziana Giacomelli, che ha anticipato l'intenzione dell'amministrazione di sostenere, per quanto non di competenza diretta, il cammino di attuazione del Prp, sottolineando l'importanza di preparare i lavoratori e la comunità portuale ai grandi cambiamenti previsti dall'incremento dell'automazione nei prossimi anni. "Si tratta di una rivoluzione che non possiamo contrastare, ma che dobbiamo prevenire studiando il contesto sociale e formando competenze nuove. Sarà un cambiamento repentino - ha detto - e dobbiamo rendere tutti coloro che lavorano in porto, giovani e meno giovani, capaci di affrontare queste novità".

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