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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 18.50

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La città è meno smart, non esiste crescita economica

Il report "ICity Rate 2017" non incoraggia: la Spezia perde posizioni, male per povertà, crescita e istruzione. Il turismo? Per adesso rimane solo sulla carta. Bene invece la qualità dell'aria, l'energia e la ricerca. In totale, a metà del guado.

La città è meno smart, non esiste crescita economica

La Spezia - "Una città che fa ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per portare avanti processi di innovazione sociale, culturale ed organizzativa per migliorare la qualità della vita, i livelli di occupazione, la competitività, come risposta ai bisogni delle generazioni attuali e future e garantendone la sostenibilità economica, sociale e ambientale". E' questa la definizione che FPA dà di smart city, un termine ormai diventato di uso comune anche per amministratori e cittadini. Come ogni anno l'azienda che certifica il sistema di management di qualità stila una classifica delle città italiane secondo un certo numero di parametri che ne delineano, in un certo senso, la "modernità". Per la Spezia la graduatoria 2017 si sviluppa tra luci e ombre.
Centotredici indicatori per 106 comuni che raccontano di "un'Italia delle città a cui manca una politica coordinata, un quadro di riferimento condiviso ed unitario capace di coniugare distanze diverse di mettere insieme scelte di policy e modalità di governo differenti". Il cambiamento climatico, la povertà, la mobilità sostenibile, il consumo di suolo e la sicurezza le sfide di oggi. Brilla ancora Milano seguita a Bologna, Firenze, Venezia e Trento. La Spezia è esattamente a metà classifica, al 53esimo posto, avendo perso però ben quattordici posti rispetto a un anno fa.

Povertà. A trascinare verso il basso è il dato sulla povertà, che mette la città del golfo al 79esimo posto. E' un parametro che misura l’incidenza della povertà sulla popolazione, il disagio abitativo e la sofferenza economica delle famiglie, la qualità di alcuni principali servizi di cura. La Spezia ha in pratica valori da Sud Italia, le cui città si addensano verso la coda. In vetta c'è Parma, Reggio Calabria è l'ultima.
Istruzione. Male anche secondo questa direttrice. Nella parte alta del rating le città venete ma anche Firenze, la città italiana con il più alto tasso di giovani laureati tra i 30 e 34 anni, e diversi altri comuni della Toscana. "Scendendo lungo lo stivale buoni i punteggi anche per Viterbo, Perugia, Pescara e Roma. Maglia nera alle siciliane, ma sul lato basso del rating anche città del nord come Verbania, Imperia, Grosseto e Bolzano". La Spezia è solo 85esima.
Acqua e aria. Paradosso, ma fino a un certo punto, gli spezzini si lamentano spesso della qualità dell'aria della propria città. Invece in questo campo se la cava bene con il 30esimo posto. "In fatto di efficienza idrica e qualità dell’aria i traguardi per le città sono puntualmente definiti in sede europea e facilmente misurabili", avverte il report di FPA. I grandi centri urbani spariscono dal rating per lasciare il posto a città, medie e piccole, attente all’uso delle risorse naturali e per le quali non è la collocazione geografica a fare la differenza.
Energia. Compatta la classifica dell'energia, con valori molto vicini, ma anche in questo caso la Spezia può dirsi molto soddisfatta con il 14esimo posto nel rating. Ma si tratta di valori "ancora molto lontani da quelli che dovremmo raggiungere al 2030", avverte il report.
Crescita economica. Nota dolente, che spinge la Spezia al di sotto del Rubicone. La città è infatti in questo dato pienamente su valori dal Mezzogiorno. Solo Asti, Massa e Imperia fanno peggio da Roma in su. Punteggio di 233 - contro i 325 di Genova, i 370 di Pisa e i 418 di Parma - e posizione numero 71.
Occupazione. Molto meglio il dato sull'occupazione che vale il 38esimo posto. "Le fragilità del mercato del lavoro del paese si legge chiaramente nella mappa dell’occupazione delle città. Per 12 su 106 delle città del rating si riscontrano valori alti, sono alcune delle città dell’arco alpino e pochi comuni emiliano-romagnoli e toscani. Sul podio troviamo le città più smart del 2017: Milano, Bologna e Firenze – alta è la correlazione tra la capacità di innovare e crescere in maniera sostenibile e la qualità dell’occupazione - seguite da Pisa e Bolzano".

Turismo e cultura. La Spezia città turistica? Il report dice che per adesso ancora poco si è fatto. Quano si tratta i valutare i flussi turistici e la capacità di “attrazione culturale” delle aree urbane, siamo solo alla 66esima posizione. Tasso di turisticità, turismo non estivo, attrattività delle città, patrimonio culturale, ma anche spesa, imprenditorialità e occupazione specificatamente legate ai comparti della cultura: insomma, affittare la casa della nonna non basta per parlare di un vero motore di sviluppo dell'economia locale.
Ricerca. Passi avanti invece sembrano essere fatti nel comparto della ricerca, che vede la Spezia al 27esimo posto. Sono d'altra parte diversi gli enti che operano in città nella sperimentazione, soprattutto legata alle tecnologie del mare. Infatti "alte nel rating troviamo le città in cui più alta è la concentrazione di centri di ricerca e buona è capacità di attrarre finanziamenti europei nell’ambito del programma quadro per la ricerca e l’innovazione europea".
Trasformazione digitale. Attuare l’agenda digitale e potenziare la diffusione delle reti intelligenti, garantire l’accesso a dati e informazioni: la Spezia è 35esima. Da quest'anno pesano altri due fattori: i servizi open data messi a punto dai comuni e le strategie di comunicazione sui social network delle amministrazioni locali. Insomma, se la classifica migliorerà forse sarà anche merito di Bucky, il cane del sindaco Peracchini diventato star dei social in campagna elettorale.
Mobilità sostenibile. "Garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani". La Spezia è 32esima.
Rifiuti. Percentuale di raccolta differenziata ovviamente, ma anche le basse quote di rifiuti pro-capite prodotta dai propri cittadini. "Fattore rispetto al quale le amministrazioni virtuose – come le prime cinque del rating – hanno saputo mettere in campo iniziative di promozione, controllo e incentivazione che molto stanno incidendo rispetto ai comportanti individuali". Siamo 35esimi.

Legalità. Il Nord, soprattutto quello delle città medie e piccole ha caratteristiche di eccellenza; le città del Sud soffrono invece soprattutto d’inefficienza amministrativa e infiltrazione malavitosa. La Spezia così così, 55esima.
Governance e partecipazione. Un mantra della cittadinanza attiva. Il report lo definisce la "capacità di avviare percorsi di progettazione innovativi per lo sviluppo urbano, l'attenzione green negli acquisti dell’ente". E poi il ricorso da parte dell’amministrazione comunale a strumenti di partecipazione e gestione beni comuni e la presenza di iniziative di innovazione sociale". Siamo 48esimi e in pieno sondaggio sul futuro di Piazza del Mercato.
Verde urbano. "La dotazione di verde per ciascun cittadino di Matera, Trento, Sondrio o Potenza supera i 300 metri quadrati, in queste città (e in molte altre) rientrano nel perimetro urbano rilevanti superfici di verde storico e aree boschive. Ci sono invece città con un basso capitale naturale disponibile: per chi vive a Taranto, Crotone e Caltanissetta i metri quadri di verde disponibili sono meno di tre". Dato forse da prendere con le molle, la Spezia è 82esima ma incastrata tra un parco nazionale e due parchi regionali, nonché circondata da montagne coperte di boschi.
Suolo e territorio. "Mitigare il rischio che l’impermeabilizzazione del suolo determina in molti centri urbani del nord, del centro e del sud del paese è un azione necessaria per ridurre la vulnerabilità del suolo e il potenziale che da questa deriva in termini di danni e vittime di fronte ad un aumento di frequenza del verificarsi di eventi estremi". La Spezia è 57esima.

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