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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Febbraio - ore 19.10

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La Spezia uno dei fronti della guerra al taccheggio

Settima in Italia per furti nel settore della vendita al dettaglio ma anche nona per numero di "colpi" sventati. Centri commerciali più a rischio dei negozi di città. La tecnica? Un foglio d'alluminio dentro la borsa.

La Spezia uno dei fronti della guerra al taccheggio

La Spezia - C'è anche la Spezia nella top ten dei territori dove il commercio è maggiormente a rischio taccheggio. In media l'1,77% del fatturato del settore retail, ovvero della vendita al dettaglio sia nei centri commerciali che negli esercizi singoli della provincia, finisce per uscire dalla porta di ingresso senza essere passato dalla cassa. In questa speciale classifica "svetta" Agrigento, seguita da Parma, Como, Siena e Brindisi, mentre completano la classifica Cosenza, Ancona, Gorizia e Bergamo. E' quanto si legge nello studio “La sicurezza nel retail in Italia. Uno studio su furti, rapine e nuovi sistemi di prevenzione”, realizzato da Crime&tech, spin-off company del centro Transcrime di Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con il Laboratorio per la Sicurezza e il supporto di Checkpoint Systems.
Il report dice che in media, nel 2016, le differenze inventariali hanno rappresentato l’1,1% del fatturato delle aziende nel settore retail in Italia, si parla quindi di una cifra stimabile intorno a 2,3 miliardi di euro. Le regioni con il valore più elevato sono Campania (1,4%), Puglia (1,4%) ed Emilia Romagna (1,3%). Ma in generale è possibile individuare alcuni cluster territoriali dove il fenomeno è più massiccio: ad esempio la bassa padana tra Alessandria e Bologna, le province di Bari e Brindisi e l’area compresa tra Napoli e Cosenza. Si tratta in genere di zone interregionali e attraversate da importanti vie stradali.

Lo studio dice anche che i centri commerciali sono più colpiti rispetto ai negozi in città. "La ragione può essere legata alle maggiori difficoltà di monitoraggio, al più basso conversion rate clienti-visitatori e alla minore customer care". Ovvero, nei piccoli negozi c'è di solito la percentuale della clientela abituale e "conosciuta" è più alta rispetto a quella dei centri commerciali e di solito si è meno liberi di aggirarsi tra gli scaffali senza essere visti. "Le fasce d’età più ricorrenti dei ladri di negozi sono 18-25 e 26-40 tra gli uomini (soprattutto nel fai da te, stazioni di servizio e nel lusso) e le donne tra 26 e 40 anni (soprattutto nel beauty&cosmetics, nelle calzature e nell’abbigliamento). In termini di nazionalità, prevalgono i soggetti dell’Est Europa".
La tecnica standard è sempre la solita: l’uso di borse schermate con fogli di alluminio per evitare i sensori anti-taccheggio piazzati all'uscita. Oggi però esistono sistemi in grado di aggirare anche questo stratagemma, anche se non è ancora appannaggio di tutti gli esercizi. La lotta "guardia e ladri" contro il taccheggio è comunque di ogni giorno e la Spezia è vivace anche sotto questo aspetto. Se la provincia spezzina è settima tra quelle più soggette ai furti, è anche la nona della classifica dei furti sventati. Nel 2016 sono stati 93 i ladri presi con le mani nel sacco in media per punto vendita; qui è Milano a mostrare la maggiore efficienza (183), seguita da Messina, Monza, Napoli, Firenze, Caserta, Reggio Calabria e Roma; chiude la prima decina Pisa. Si sventano molti più furti nei negozi in città (in media, 104 all’anno) che nei centri commerciali (in media, 67).

"Se i sistemi antitaccheggio offrono protezione soprattutto contro i ladri occasionali, a costi
contenuti, le guardie hanno un forte effetto deterrente ma costi di gestione più elevati. La videosorveglianza è utile in fase di ricostruzione dell’evento ma richiede un forte investimento e
può comportare criticità nella gestione dei dati sensibili. Nel settore stanno emergendo soluzioni
innovative, come sensori anti-taccheggio tarati per le borse schermate, “guardie vendenti” e
software predittivi capaci di indicare, in tempo reale, i negozi più a rischio", spiega il report.
Infine uno sguardo ai target preferiti dai taccheggiatori: è l'abbigliamento il primo obiettivo, con particolare predilezione per il pret-a-porter. Colpito anche il fatturato nel settore dall'intimo, del lusso, degli articoli sportivi, dei prodotti per la bellezza, calzature e fai da te.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Furti sventati nel settore retail nel 2016 Crime&tech


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