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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Novembre - ore 21.00

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La Spezia nella top 20 dei porti crociera del Mediterraneo

Ed è il settimo in Italia.

a stagione finita
La Spezia nella top 20 dei porti crociera del Mediterraneo

La Spezia - Sedicesimo posto con 650mila passeggeri movimentati e 147 toccate nave. Tra i primi 20 porti del Mediterraneo è la Spezia a registrare la crescita più rilevante per variazione di passeggeri movimentati sul 2018 (+45%). In crescita anche il numero degli accosti (+13,95%). Numeri dell'exploit di questa stagione appena finita, che vivrà una coda autunnale e invernale con l'arrivo della Costa Smeralda, ultima nata per l'armatore genovese. Giorni d'attesa per la pubblicazione della nuova edizione dell’Italian Cruise Watch, il rapporto di ricerca realizzato da Risposte Turismo contenente i dati più aggiornati e rilevanti sul comparto crocieristico in Italia e le previsioni per l’anno a venire.
Quest'anno è Cagliari ad ospitare l'appuntamento. Secondo i primi dati del report comunicati in anteprima, a fine 2019 l’Italia si confermerà la prima nazione del Mediterraneo per numero di crocieristi movimentati nei propri scali (imbarchi, sbarchi e transiti), con circa il 40% del traffico totale nell’area. Più in particolare, saranno 4 i porti crocieristici italiani nella top ten mediterranea, numero che sale a 9 considerando i primi 20 scali crocieristici dell’area. Nel dettaglio, Civitavecchia manterrà la seconda posizione alle spalle di Barcellona, sia per numero di passeggeri movimentati (2,56 milioni, +4,94%), sia di toccate nave (827, +8,82%). Tra le italiane, ecco Venezia (1.55 milioni, quinto posto), Genova (1.35 milioni, sesto posto), Napoli (1.23 milioni, settimo posto), Livorno (838mila, undicesimo posto) e Savona (770mila, quindicesimo posto).

Se da un lato lo studio di Risposte Turismo evidenzia la leadership del nostro Paese nell’area, dall’altro mostra come, complessivamente, in cinque anni la Spagna con i suoi 21 scali crocieristici abbia dimezzato il gap di traffico con l’Italia, passando dai 7,3 milioni di passeggeri movimentati nel 2014 ai 9,7 milioni di passeggeri movimentati nel 2018. "Gli investimenti e l’impegno degli operatori, e naturalmente la favorevole morfologia nonché la ricchezza storica artistica e paesaggistica, hanno contribuito a determinare la leadership italiana a livello mediterraneo ed europeo» ha affermato Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo. «Il contesto internazionale è però sempre più competitivo - ha proseguito di Cesare -, ed allora occorre guardare a ciò che fanno gli altri, non necessariamente per emularne scelte ed approcci, ma per meglio valutare come stiano andando i nostri risultati. Questi ultimi, come ripeto da molto tempo, non vanno però intesi unicamente come volumi di traffico, bensì come un insieme di altre fondamentali variabili, tra le quali, solo per citarne una che di fatto ne raggruppa molte altre, la sostenibilità economica e sociale del fenomeno".

Per quanto riguarda le proiezioni aggiornate relative al consuntivo 2019 del traffico crocieristico nei porti italiani, Italian Cruise Watch evidenzia una crescita sia nel numero di passeggeri movimentati (poco oltre i 12 milioni, +8,8% sul 2018), sia per le toccate nave (4.857, 3,2% sul 2018). A livello regionale, la Liguria riguadagnerà a fine 2019 la prima posizione nella classifica del traffico crocieristico con 2,89 milioni di passeggeri movimentati in 8 scali crocieristici (+21,5% sul 2018) e 739 toccate nave (+3% sul 2018), superando il Lazio, al secondo posto con 2,57 milioni di passeggeri movimentati (+4,9%) e 871 toccate nave (+3%). Sul terzo gradino del podio il Veneto, con 1,55 milioni di passeggeri movimentati (-0,7%) e 500 toccate nave (-0,6%).
"Dopo anni nei quali la soglia degli 11 milioni di passeggeri movimentati sembrava essere un limite invalicabile o quasi – ha continuato di Cesare – il 2019 registra una significativa accelerazione, portando il totale a raggiungere quota 12 milioni. È un risultato che, come negli scorsi anni, dipende sì da una rete numerosa di scali, ma che poggia, oltre che evidentemente sulle scelte di deployment delle compagnie, sulla capacità dei principali porti di continuare ad attrarre navi e passeggeri, sulla scorta non solo della forza attrattiva delle destinazioni ma anche di investimenti rilevanti e lungimiranti. È dunque un comparto che resta fortemente concentrato, come si evince dai dati per singoli porti cosi come da quelli regionali, ma che può garantire vantaggi anche ai territori dove transitano volumi minori di passeggeri, se affrontato nella maniera giusta e con l’opportuna scala di investimento".

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