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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 20.55

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L'app che traccia l'impiego delle donazioni è spezzina

SMARTCup Liguria incorona "Charity Wall" come la migliore idea di startup ligure. Basata sulla tecnologia blockchain, a presentarla Luca Busolli: "Una garanzia per le amministrazioni". La prossima settimana sarà in gara per il premio nazionale.

successo a genova
L'app che traccia l'impiego delle donazioni è spezzina

La Spezia - La Liguria è conquistata, ora si gioca le proprie carte a livello italiano l'idea di un pugno di imprenditori spezzini. L'edizione 2018 di SMARTCup Liguria tenutasi a Genova incorona "Charity Wall" come la migliore intuizione sulla base della quale creare un'impresa innovativa. Una notizia che arriva a poche ore dal pessimo risultato fotografato dalla ricerca di Italia Oggi e Università La Sapienza che collocava la provincia spezzina in fondo alla classifica nazionale proprio per generazione di pmi innovative. A cercare di cambiare questo destino ci sta pensando Luca Busolli, non nuovo a questo tipo di iniziative.

"La nostra idea è stata di tentare di offrire una risposta alla domanda di trasparenza nell'impiego delle donazioni - racconta l'ingegnere - Abbiamo pensato quindi a una piattaforma che ne permetta il tracciamento e la certificazione grazie all'uso della blockchain, la tecnologia su cui si baseranno tutte le app in futuro". Busolli e collaboratori provano a farsi trovare alla confluenza di due correnti "storiche". Da un lato c'è la riforma del terzo settore alle viste, che obbliga le amministrazioni a dotarsi di strumenti idonei. Il tutto reso urgente presso l'opinione pubblica dall'eco ottenuto da scandali - che si sono rivelati più presunti che tali - come quello dei fondi per Amatrice e Unicef. Dall'altro c'è l'introduzione appunto della blockchain. Ma di cosa si tratta? "Quando tu hai un'informazione e questa che viene divisa tra diversi server invece che essere archiviata in uno solo - spiega Busolli - A richiesta questa viene ricomposta tramite un algoritmo, come in un puzzle. Questa è una garanzia che l'informazione non possa essere alterata".

Queste caratteristiche di trasparenza e di condivisione - i documenti sono pubblici e immutabili nel tempo - si prestano a decine di applicazioni. "Se ai tempi avessero potuto usare la blockchain per il tracciamento del Ponte Morandi, oggi non ci sarebbero tutti questi problemi a capire chi avrebbe dovuto fare quel tipo di intervento - illustra - Noi abbiamo pensato di applicare questo principio al terzo settore. In ogni caso è una strada da prendere al volo perché tra cinque anni tutto si baserà su blockchain". Il progetto spezzino è stato supportato da Filse, nella persona di Luisa Luciani, e dal Rotary di Genova tramite il programma Virgilio. La prossima settimana a Verona se la vedrà con le altre venti migliori idee italiane, chi vince avrà un premio in denaro utile per dare vita a quel punto a una vera impresa. "La sede? Vorremmo fosse alla Spezia ovviamente".

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