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Iren si presenta alle aziende: "170 milioni di investimenti entro il 2023"

Oggi in Confindustria, l'illustrazione del piano industriale del gruppo, che giovedì incontrerà il mondo dell'artigianato. Bianco: "Il 66 per cento degli affidamenti va a imprese locali". Ma sono ancora poche quelle presenti nell'albo dei fornitori.

Saranno 280 entro il 2033
Iren si presenta alle aziende: "170 milioni di investimenti entro il 2023"

La Spezia - I milioni di investimenti promessi da Iren al momento dell'aggregazione per incorporazione del gruppo Acam si tradurranno in gran parte in appalti e il mondo delle imprese locali non può certo lasciarsi sfuggire l'occasione di partecipare alle gare che saranno bandite. Per questo motivo oggi pomeriggio i vertici dell'azienda che da aprile ha il suo domicilio spezzino in Via Picco hanno esposto il piano industriale ai membri di Confindustria, e giovedì faranno altrettanto con i rappresentanti del mondo dell'artigianato, racchiuso in Rete imprese Italia.

"Come utenti saremo fruitori degli investimenti che il gruppo effettuerà sul territorio - ha rilevato Cristiano Rao, vice presidente di Confndustria, padrone di casa in assenza della presidente Francesca Cozzani, all'estero per altri impegni - e ci auguriamo che gli imprenditori sappiano cogliere le opportunità di questo nuovo corso. Sappiamo che l'indotto e piccole imprese spezzini sanno reagire".
Il sindaco Pierluigi Peracchini ha ricordato la conclusione del percorso avviato dall'amministrazione precedente, "a chiusura di una vicenda che aveva visto soffrire tanti lavoratori e tante imprese. Abbiamo già preso primi dividendi dalle nostre azioni in Iren, cosa che non avveniva da anni", ha aggiunto.

A illustrare il business plan del gruppo Iren e le sue ricadute sullo Spezzino è stato l'amministratore delegato Massimiliano Bianco.
"Nei prossimi anni ci attendono impegni finanziari ed economici pressanti, in tutti i territori in cui operiamo: questo è nella natura e negli obiettivi della nostra attività. Iren negli ultimi anni ha compiuto una evoluzione importante: oggi - ha spiegato Bianco - nel nord ovest siamo l'operatore leader, e pressoché unico, con oltre 7 milioni di utenti".
Il colosso del settore multiutility è passato da un utile di 69 milioni nel 2014 ai 238 milioni di euro dell'esercizio 2017. Una crescita che ha fatto lievitare anche i dividendi. "I Comuni spezzini detengono oggi il 2 per cento delle azioni e sono entrati all'interno del Patto di sindacato, che indirizza l'azienda. La capitalizzazione - ha proseguito Bianco - è passata nell'ultimo triennio da 1,2 a 2,9 miliardi e da oggi al 2022 prevediamo un monte complessivo di investimenti pari a 2,5 miliardi di euro, in reti e in sviluppo".
Saranno filoni di investimento anche il new downstream, la mobilità elettrica (con il marchio Iren Go, già presente su 200 mezzi e su sistemi di ricarica) e l'efficienza energetica (con Iren smart solution). Ambiti che saranno sviluppati anche sul territorio spezzino, in partnership con aziende locali.
"Nell'indotto generato Iren incide solitamente molto - ha detto l'ad del gruppo - con il 66 per cento degli affidamenti che riguarda le aziende del territorio, in gran parte operatori medio-piccoli. Si stima che per i fornitori spezzini la ricaduta nel 2017 sia stata pari a 33,6 milioni di euro, per un totale di circa 3.000 ordini". Conferme, infine, riguardo al piano degli investimenti, che indica una somma totale di 280 milioni di euro (soprattutto nel settore idrico e in quello ambientale), 170 dei quali saranno messi in campo entro il 2023.

Il responsabile Approvvigionamenti, logistica e servizi del gruppo Iren, Vito Gurrieri, si è rivolto direttamente agli imprenditori presenti in Sala Pozzoli: "Da agosto 2016 abbiamo una piattaforma di procurement e i procedimenti di gara sono esclusivamente di natura telematica. Lo scenario dei nostri fornitori è molto variegato tra la micro, la piccola e la grande impresa. Spesso le gare vengono divise in più lotti per favorire le aziende locali. Nel 2017 c'è già stata una ricaduta di 1,3 milioni sul territorio spezzino grazie a bandi indetti da Iren. Acam, invece, ha mosso 44 milioni di ordini: il 77 per cento è andato su aziende della Liguria e di questa quota il 73 per cento ha riguardato quelle spezzine. C'è però un dato sul quale è necessario un netto miglioramento, quello dei fornitori qualificati, raccolti nell'albo dal quale attingiamo nel caso in cui non sia necessario bandire una gara: solamente l'1 per cento di questi è spezzino. E' necessario quindi che le imprese locali si qualifichino con Iren: è sufficiente qualche ora, si fa tutto gratuitamente e via email, fornendo alcune certificazioni. E poi non ci si pensa più".

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