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Ultimo aggiornamento: Domenica 05 Aprile - ore 11.45

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Il turismo ai tempi del coronavirus: "Presto per valutare i contraccolpi"

Marco Pasini di Federalberghi fa il punto: "Da noi i cinesi quota minimale e amanti del mordi e fuggi, Cinque Terre parte del tour della Toscana".

il punto

La Spezia - Non si parla d’altro che di coronavirus. L’attenzione mondiale sul virus, sul quale stanno lavorando i medici e i ricercatori di tutto il pianeta, è alta anche per l’economia e il terziario da dove si sono già manifestate non poche preoccupazioni.
La Spezia sul turismo sta riscrivendo in parte la sua storia. Quali scenari potrebbero maturare sul territorio lo spiega Marco Pasini di Federalberghi la Spezia: “In provincia il mercato cinese c’è ma è minimale. Si muove molto sulla Toscana e si muove giornalmente sullo Spezzino. Ma non è corretto parlare di solo mercato cinese, ma asiatico. Per capire fino in fondo quali saranno gli effetti sarà necessario attendere la fine di aprile. L’anno scorso hanno visitato l’Italia 6milioni di turisti cinesi, una fetta sicuramente di peso. Ma c’è da sottolineare che in queste situazioni, parlando di strategia turistica, molto spesso siccome in molti rinunciano al viaggio in Asia decidono di trascorrere i propri soggiorni in mete europee. In questo senso potrebbe esserci uno scambio che comunque al momento è difficile da confermare. Speriamo che la situazione possa risolversi nel minor tempo possibile”.
“Ad esempio - prosegue – nelle ultime due settimane abbiamo notato un incremento tra le richieste di prenotazione. Non sappiamo però quali siano i fattori determinanti. Nel mercato spezzino i nostri visitatori sono soprattutto gli scandinavi, inglesi, francesi e spagnoli. Si passa poi all’extraeuropeo con Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Messico, Cile. Una minima parte dei turisti arriva da Nord Africa, Medio Oriente, indiani naturalizzati statunitensi”.
Ma il mercato del turismo è in continuo cambiamento a maggior ragione davanti alle Online Travel Agencies: “Servono strategie importanti per penetrare il mercato del turismo con queste novità – ha aggiunto Pasini – la nostra necessità è sganciarsi dai metodi tradizionali”.

A livello nazionale c’è grande attenzione. “L’impatto sarà importante, a febbraio, con i voli chiusi, avremo presenze cinesi pari a zero” lo ha detto Alessandro Nucara direttore generale Federalberghi a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “Ogni anno ci sono 5 milioni e 300mila presenze cinesi in Italia. Quest'anno saremmo arrivati a 6 milioni di notti dormite in alberghi. Questo blocco determinerà una frenata, le presenze di febbraio previste erano 400mila circa, avremo numeri pari a zero - il direttore Nucara aggiunge a Radio 24 - Ci sono turisti cinesi che spendono fino a 2000 euro al giorno, c'è tutta la componente importante dello shopping, i cinesi in Italia vengono per comprare italiano".
Sempre da Federalberghi, il presidente della sezione di Roma Giuseppe Roscioli ha sottolineato, ad Agenpress: “Facendo un paragone con quello che accadde con la Sars e stimando che questa situazione di difficoltà possa durare sei mesi, la perdita per gli hotel romani potrebbe ammontare a non meno di 500 milioni”.

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