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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 18.56

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Il paperon de paperoni torinese acquista Locanda San Pietro

Al posto del cantiere-rudere un albergo a cinque stelle, partenza dopo l'estate. L'asta si conclude nel migliore dei modi con l'acquisizione della potente famiglia piemontese, già protagonista di ristrutturazioni di lusso a strutture abbandonate.

Il paperon de paperoni torinese acquista Locanda San Pietro

La Spezia - L'ex Locanda San Pietro è stata acquistata ieri pomeriggio all'asta dall'unico acquirente che ha presentato l'offerta con base di partenza da 6 milioni di euro. Si tratta di Michele Denegri, seconda generazione della famiglia guidata da Gustavo Denegri, considerato, secondo la popolare rivista Forbes, l'uomo più ricco di Torino. La famiglia, una delle poche ad aver creato aziende da miliardi di dollari in più di un settore, nasce nel comparto della chimica, passando poi alle auto quando nel 1970 il Gruppo Pro-Ind componenti, è stato fuso con Piaggio, proprietario di marchi leggendari su due ruote come Vespa e Aprilia.
Nel 1994 Denegri vende la sua quota di maggioranza e rinuncia al suo ruolo di presidente. Si trasferisce poi al settore private equity attraverso Iniziativa Piemonte, il precursore dell'attuale Investimenti e Partecipazioni, con cui ha fatto la sua scommessa più grande. Nel 2000 ha acquisito dall'azienda americana Standard Companies una partecipazione nella DiaSorin, una società biotech in difficoltà, oggi un attore globale nel campo della diagnostica in vitro per le malattie e le infezioni, con un fatturato 2013 di 520 milioni dollari, pari a 435 milioni di euro.
Quotata a Piazza Affari dal 2007 fa parte di uno sparuto numero di imprese italiane che hanno azzardato la scommessa in questo segmento di nuove tecnologie. A livello internazionale ha raggiunto in breve tempo l’eccellenza e oggi DiaSorin conta sei stabilimenti e 1.600 dipendenti a livello globale.

Investimenti, questi ultimi, gestiti dal figlio Michele, che, al di là del private equity, ha un'altra passione ereditata dal padre: comprare e ristrutturare alberghi e ristoranti dismessi ma di potenziale pregio. Così aveva fatto per il mitico ristorante "Del Cambio" di Torino, che risale al 1757 e ha servito clienti del calibro di Nietzsche, Mozart e Camillo Benso Conte di Cavour. Così farà alla locanda, attingendo dalle finanze familiari, proprio grazie al private equity, gestito dalla società Aurelia, specializzata nell'acquisto e rilancio di strutture recettive alberghiere antiche e abbandonate.
Dopo il sequestro preventivo del 20 gennaio scorso, e la decisione dell giudice Serena Papini del Tribunale della Spezia di procedere alla vendita forzata dell’ex Locanda San Pietro, in virtù del pignoramento messo in atto dall’amministrazione comunale di Porto Venere nei mesi scorsi, siamo dunque alla svolta, quella vera. A Porto Venere nascerà un albergo a cinque stelle e alla fine dell'estate saranno messi in opera i primi interventi alla struttura.

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