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Il mercatino tornerà in Via Garibaldi e potrebbe girare in Corso Cavour

Ipotesi e studi da parte del Comune e dalle associazioni di categoria per una riorganizzazione del mercato settimanale del venerdì. Confcommercio e Confesercenti: "Fino a fine emergenza resterà diviso. E' una priorità riunirlo".

70 giorni di lavoro "bruciati" nel lockdown

La Spezia - Pareri e sentimenti diversi sulla divisione del mercato settimanale del venerdì che però, prima o poi, tornerà nella sua sede originale di Viale Garibaldi. La conferma è arrivata anche ieri, al termine della conferenza stampa di fine anno della giunta, quando il sindaco ha specificato che l'assessore sta lavorando per un ritorno nella zona storica nel rispetto delle normative. E' un momento transitorio e delicato dopo un anno pesante per i banchisti che di fatto sono stati divisi.
E' c'è chi nella centralissima area dei giardini vorrebbe restarci, tant'è che starebbe per partire una petizione per fare in modo che almeno una parte del mercato resti lì. Ma alla fine di un anno tragico, come è stato il 2020, ci sono proposte e sperimentazioni da condividere e seguire. Per il momento sembrerebbe che la petizione pro giardini sia di un pugno di banchisti, esuli dall'associazionismo. Intanto Confcommercio e Confesercenti hanno già intrapreso un dialogo con il Comune affinché si arrivi ad una prima soluzione: riunire tutto il mercato.
Qualche proposta aleggerebbe già nell'aria e riguarda la forma del mercato: verrebbe costituita una sorta di T con lo spostamento di alcuni banchi nella zona di Corso Cavour.
Il primo a fare un quadro generale è Lorenzo Servadei per Confcommercio. "In questo momento ogni tipo di decisione è vincolata dalla pandemia - ha detto -. Non ci sono alternative, si stanno facendo i salti mortali per resistere e scongiurare la chiusura del mercato che per ora rimane spezzato: una parte in centro e un'altra nella zona di Viale Garibaldi. In questo caso, sono stati spostati 'lato muro'. Sono state rimosse le file che davano le spalle alle facciate. Questo garantisce un camminamento più tranquillo per i clienti. Nonostante ci siano alcuni banchisti che non sono soddisfatti dello spostamento, per entrambe le zone sia in un senso che nell'altro. Ma è chiaro che finché permane l'emergenza la situazione non cambierà".
"Sul futuro - ha aggiunto - è chiaro che Viale Garibaldi rimane un problema. Il mercato non era in sicurezza. Il Comune sta lavorando su delle soluzioni alternative. Come associazione di categoria siamo sempre rimasti fermi sul punto che tutto il mercato andasse spostato in centro, per capirci, come per la fiera di San Giuseppe. So che ci sono resistenze importanti sia da parte dei residenti che per la necessità di non sguarnire completamente Viale Garibaldi. Questo perché il mercato fa richiamo già di suo. Sappiamo che l'amministrazione è al lavoro, con la Mobilità, per una soluzione che prevedrebbe l'utilizzo di Corso Cavour. Rimarrebbe Viale Garibaldi e una parte verrebbe ricollocata, su una fila unica, in Corso Cavour verso Piazza Brin. Sappiamo che sono in corso degli studi. Siamo nel campo delle ipotesi, non c'è ancora nulla di concreto. Siamo sicuri però che almeno per 3 oppure 4 mesi, finché resta questa emergenza continua non ci saranno cambiamenti. Spezzare il mercato è una sconfitta, però l'alternativa era non farlo più".
La vita al mercato comunque scorre e sul rispetto delle regole Servadei precisa: "La stragrande maggioranza degli operatori osserva le norme, talvolta i clienti meno e a questo si aggiunge un problema strutturale: ci sono banchi con merce usata e a prezzi stracciati che creano assembramento per definizione. E' un genere di merceologia che crea un richiamo importante. Noi abbiamo ripetuto a più riprese che le regole ci sono e se l'interpretazione varia, sia da parte dei clienti che da una minima parte dei commercianti, abbiamo sempre chiesto controlli più stringenti. Lo Stato deve essere presente nei luoghi dove possono verificare assembramenti e nel caso sanzionare. Questo senza dimenticare le difficoltà che ci possano essere anche da parte delle forze dell'ordine ad essere costantemente presenti. Il fatto è che se ci sono delle regole deve esserci qualcuno che ne garantisca il rispetto".
Da Confesercenti Fabrizio Capellini in merito alla soluzione dello spostamento e della divisione "a metà" del mercato ricorda che: "L'abbiamo dovuta accettare. Quando si tratta di spacchettare i mercati non siamo d'accordo, perché devono rimanere nel loro assetto unitario. L'alternativa della chiusura era inaccettabile. Sappiamo che una parte degli operatori ha accettato di buon grado lo spostamento. La certezza è che il mercato è destinato a tornare unito, nella sua sede. Siamo inoltre al lavoro con il Comune per riorganizzarlo nella sua sede di Viale Garibaldi e zone limitrofe. Dovrà essere più sicuro e la sistemazione razionale per renderlo anche più attraente, per rilanciarlo anche con delle promozioni. Tutto ciò avverrà solo a fine emergenza. Ne abbiamo già discusso e cogliamo la disponibilità al confronto".
Per fare un bilancio di quest'anno è ancora presto anche se aver perso 70 giorni di lavoro pesa, come un macigno, per le tasche degli operatori. Una piccola ripresa con le aperture di maggio c'è stata anche se non è stata sufficiente a far pareggiare i conti. E gli effetti dello spostamento in Via Diaz andrà misurato su un periodo di analisi più lungo perché la clientela va consolidata, senza contare che Natale non fa testo. Per quanto riguarda i ristori del governo non soddisfano del tutto la categoria. Il settore è provato e a questo punto si guarda al 2021, non senza timori.

(foto: repertorio)

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