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Il grido degli ispettori del lavoro: "Tutele per chi tutela"

Seconda protesta in piazza per i dipendenti dell'Ispettorato territoriale del lavoro. La legge ha creato una agenzia che unifica i controlli con Inps e Inail: l'ente non decolla e per i dipendenti del ministero si profilano condizioni peggiorative.

Il grido degli ispettori del lavoro: "Tutele per chi tutela"

La Spezia - I lavoratori dell'Ispettorato territoriale del lavoro della Spezia sono nuovamente scesi in piazza questa mattina. Una manifestazione unitaria, indetta da Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa, con tutti i venti dipendenti presenti con pettorine, elmetti e fischietti al presidio sotto la prefettura, per protestare contro la riforma dell'Agenzia ispettorato nazionale del lavoro prevista nell'ambito del Jobs Act e considerata dai sindacati “una scatola vuota senza risorse”. Un'ente che in teoria dovrebbe già unificare le attività ispettive di Itl, Inps e Inail, ma che di fatto non è mai decollato per problematiche connesse all'assenza della formazione e alle resistenze di alcuni dei soggetti coinvolti nella riforma.

Pertanto le sigle e le Rsu dell'Itl denunciano l'assenza di iniziative contro le continue aggressioni cui sono soggetti gli ispettori e la mancata copertura assicurativa per i rischi; il rimborso irrisorio per l'utilizzo della propria auto per le ispezioni; il taglio al salario di produttività 2015 e 2016, oltre alla mancanza di un contratto collettivo di lavoro.

"I lavoratori - spiega Franco Volpi, segretario regionale Fp Cisl - sono in assemblea costante tutti i lunedì per un'ora da quando è stato annunciato il taglio di 5 milioni di euro al fondo di produttività dei lavoratori ministeriali. L'articolo 1 della costituzione dice che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, e mai come ora si rende necessario tutelare lavoratori e aziende. Ma se dobbiamo combattere gli illeciti e le morti bianche, come si possono fare ulteriori tagli. Non accetteremo che si vada avanti con questo sistema. O il ministro Padoan fa una riorganizzazione seria o sarà lotta dura. Qua non si sta facendo una riforma a costo zero, ma sotto zero", ha concluso riferendosi alla contrazione del fondo di produttività relativo ai lavoratori dell'Itl da 12 a 7 milioni.
Duro anche Gianni Cargiolli, segretario Fp Cgil: "Questa è una delle tante riforme incomplete, che sono rimaste. In teoria l'intenzione di unificare gli ispettori del lavoro sarebbe positiva, ma così non va in porto. I dipendenti di Inps e Inail rimangono all'interno dei loro enti, mentre per questi lavoratori si prevede una agenzia senza le gambe. Non è stato previsto un nuovo contratto, non ci sono nuove risorse e anzi assistiamo a ennesimi tagli. Questo vuol dire togliere forza a chi controlla, a chi è un deterrente per chi se ne infischia della legge e soprattutto della sicurezza sul lavoro. Siamo forse di fronte a un disegno per evitare i controlli? Lunedì ci sarà la convocazione delle segreterie generali, speriamo si possano sciogliere alcuni nodi. Anche perché, in particolare alla Spezia, i dipendenti dell'Itl hanno una altissima professionalità".
Para di "sfacciataggine di questo governo", Cari Rossi, segretario provinciale Uilpa. "Questa agenzia dovrebbe essere un fiore all'occhiello del settore, ma poi il governo non la dota degli strumenti necessari per operare. Al di là della facciata ci domandiamo se ci sia la vera volontà politica di creare un solo centro ispettivo. Per altre cose i soldi si trovano... per questa riforma, invece, no".

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