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Fu licenziato da Doreca, ora sarà reintegrato o risarcito

Sentenza della Corte di cassazione sulla vicenda di un lavoratore del deposito spezzino dell'azienda di distribuzione di food and beverage. La soddisfazione del segretario Uiltucs.

I fatti risalgono al 2014
Fu licenziato da Doreca, ora sarà reintegrato o risarcito

La Spezia - Si concluderà con un reintegro o con un risarcimento di centinaia di migliaia di euro la vertenza di un ex lavoratore del deposito spezzino della ditta Doreca, attiva nel mondo della distribuzione food and beverage. I fatti risalgono al 2014 e sono stati giudicati nei giorni scorsi dalla Corte di cassazione, dove sia l'azienda che il lavoratore, affiancato dai legali messi a disposizione dalla Uiltucs spezzina, avevano presentato ricorso rispetto alla sentenza della Corte d'appello di Genova.
Il primo grado di giudizio si era svolto presso il Tribunale di Massa, dove il licenziamento di Mario Cordovani - questo il nome del dipendente - era stato giudicato nullo in quanto ritorsivo. I giudici genovesi lo avevano valutato illegittimo e avevano condannato Doreca al pagamento di una indennità risarcitoria.

I magistrati della Cassazione hanno rianalizzato tutta la vicenda, ritenendo che ci fosse una errata coincidenza nei motivi del licenziamento individuale e in quelli del licenziamento collettivo che aveva portato l'azienda a proporre la mobilità, rifiutata dal lavoratore, frustrandone le finalità. Il licenziamento, tuttavia, non è stato considerato ritorsivo, sussistendo i motivi economici di Doreca.
"In sostanza - scrivono i giudici della Corte nella sentenza - il datore di lavoro, completata la procedura di licenziamento collettivo, non può procedere sulla base delle medesime ragioni negoziate con la controparte sindacale all'ulteriore licenziamento individuale per giustificato motivo di uno o più lavoratori".

Nell'analizzare i motivi del ricorso di Cordovani la Corte di cassazione accoglie il sesto punto, relativo alla nullità del licenziamento, e rispediscono alla Corte d'appello genovese la sentenza affinché sia rivista per quel che concerne quel motivo definendo, di fatto, se si debba andare verso il reintegro o il risarcimento.
"Siamo molto soddisfatti per il pronunciamento dei giudici, che hanno confermato quello che abbiamo sostenuto per anni anche nei dibattimenti precedenti, vedendo sempre riconosciute le ragioni del lavoratore. Ora - commenta Marco Callegari, segretario generale provinciale della Uiltucs e coordinatore ligure della Uil per il settore del commercio - non resta che scoprire quale sarà l'epilogo che sarà imposto dalla Corte d'appello".

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