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Fincantieri, sindacati divisi. Fim e Uilm: "Nemico è virus". Fiom: "Azienda fa accordi separati"

Oggi l'incontro in videoconferenze per fare il punto su ripresa dei lavori e cassa integrazione.

Covid-19 e lavoro
Fincantieri, sindacati divisi. Fim e Uilm: "Nemico è virus". Fiom: "Azienda fa accordi separati"

La Spezia - Spaccatura tra i sindacati su Fincantieri, una divergenza che tocca naturalmente anche lo Spezzino, vista la presenza dello stabilimento del Muggiano. Da un lato Fim Cisl e Uilm, dall'altro la Fiom. Le diverse visioni sono emerse chiaramente oggi, nel corso dell'incotnro in videoconferenza tra azienda e organizzazioni sindacatli dedicata alla ripresa produttiva – cominciata gradualmente il 20 aprile scorso - nei cantieri della partecipata statale. “In tale incontro l’argomento principale doveva essere la proroga della cassa integrazione al fine di garantire il rientro graduale e progressivo delle persone al lavoro nel massimo rispetto dei Protocolli di Sicurezza – si legge nella nota congiunta di Fim e Uilm -. Con nostra sorpresa, la Fiom ha preso la decisione di non sottoscrivere l’accordo con cui la Cig viene prolungata al 17 maggio prossimo. I contenuti dell’accordo che Fim e Uilm hanno deciso di sottoscrivere, sono identici a quelli sottoscritti unitariamente solo due settimane fa, confermare la disponibilità come organizzazioni sindacali vuol dire dare continuità al percorso avviato dalle parti, per la tutela della salute di tutte le lavoratrici e lavoratori e permettere la gradualità necessaria nella ripresa delle attività. Riteniamo che bisogna intraprendere un’azione responsabile attraverso il confronto ma con una partecipazione attiva e costruttiva, per superare questa grave emergenza che mette a rischio non solo la salute delle persone ma anche il nostro futuro”.

Per Fim e Uilm è “importante ricordare che il mancato prolungamento della Cig avrebbe comportato il rientro in massa di tutti i dipendenti alla data del 4 maggio 2020, vanificando di fatto tutti gli sforzi messi in campo fino ad oggi che hanno consentito la necessaria gradualità nei rientri come convenuto tra organizzazioni sindacali e azienda. Inoltre le organizzazioni sindacali hanno richiesto uno specifico incontro con l’esecutivo del coordinamento sindacale nazionale per trattare tutti i temi legati all’attività produttiva rimasti in sospeso prima dell’emergenza Covid-19 e l’azienda si è resa disponibile a concordare una data. Invitiamo con forza la Fiom a riflettere su questa scelta e a riprendere un percorso unitario, ricordando che il nemico da combattere è uno solo: il Coronavirus”.

La voce della Fiom Cgil è affidata a Roberto D'Andrea, coordinatore nazionale Fincantieri per il sindacato. “Come Fiom – afferma - riteniamo che l'emergenza non possa essere la scusa per eludere complessivamente il confronto sindacale su temi di vitale importanza per le lavoratrici e per i lavoratori che operano nei cantieri e nelle sedi di Fincantieri. In queste giornate difficili per tutti, in particolar modo per i lavoratori, Fincantieri ha deciso invece di procedere unilateralmente o peggio ha effettuato deroghe al Ccnl come nel caso degli orari di lavoro, ricercando accordi separati con una sola parte delle Rsu. Il protocollo del 24 aprile, allegato al Dpcm, non prevede la possibilità di sottoscrivere intese separate. Queste, oltre a non essere conformi alle norme, hanno significato in concreto scaricare la gestione della crisi sui lavoratori mettendo a dura prova l'organizzazione familiare e il salario. Questo è inaccettabile per la Fiom”.

“Per queste ragioni come Fiom abbiamo deciso di non sottoscrivere un accordo che non risolve i numerosi problemi aperti – continua D'Andrea -, specificando che non è in discussione il ricorso agli ammortizzatori sociali quando questo è necessario, ma che è inaccettabile il sistema di relazioni sindacali messo in atto dall'azienda. Su questioni di fondamentale importanza vanno infatti ricercate soluzioni condivise in grado di tutelare realmente i lavoratori. Come Fiom pensiamo che sia necessario modificare alcune scelte aziendali: abbiamo chiesto la possibilità di monetizzare il welfare, su base volontaria, per integrare le buste paga su cui impatta la Cig; crediamo sia fondamentale verificare il ricorso agli appalti per evitare di affidare il lavoro ad aziende che nel passato hanno già dato prova di non rispettare i diritti dei lavoratori; riteniamo di dover disciplinare il ricorso allo smart working/lavoro agile che oggi è a totale discrezione dell'azienda. Saremo in grado di uscire da questa crisi soltanto se si terranno realmente in considerazione i bisogni di chi opera nei cantieri e nelle sedi, evitando quindi soluzioni unilaterali o inutili scorciatoie. Per questo, come Fiom, ci attiveremo a tutti i livelli per ripristinare le corrette ed opportune relazioni sindacali”.

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