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Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Marzo - ore 23.46

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Fincantieri, entro il 2019 lavoreranno in 3.500 al Muggiano

Il direttore unità militari annuncia: "Progettazione alla Spezia? Oggi non c'è spazio"

Fincantieri, entro il 2019 lavoreranno in 3.500 al Muggiano

La Spezia - Portare anche la testa del polo della difesa navale nazionale alla Spezia? " Sarebbe logico e Fincantieri promuove l'accorciamento della catena tra Genova, Riva Trigoso e la Spezia. Ma nel 2019 al Muggiano lavoreranno 3.500 persone quando oggi sono 1.500. E' impensabile per ua questione di spazi". Angelo Fusco, direttore della divisione navi militari di Fincantieri, non boccia l'idea di portare la progettazione delle unità da guerra in città. Ma non avverrà di certo a breve, perché tra Legge Navale e commessa del Qatar il cantiere spezzino vivrà presto un boom che cozza contro l'idea di spostare qui anche gli ingegneri accanto alle maestranze.
"Esiste una forte territorialità di queste attività - ricorda il dirigente del gigante della cantieristica mondiale - e si parla di tecnologie di un certo livello. Portare tutto in cantiere renderebbe più efficiente il processo. Ma ci problematiche di dislocazione del personale e soprattutto di dimensionamento delle infrastrutture. Abbiamo il problema che il cantiere integrato hanno limitazioni di natura fisica notevoli e nei prossimi anni andiamo verso carichi di lavoro impressionanti".

Il picco dell'impegno porterà ad avere nove navi in allestimento contemporaneamente. "Dovremo fare pesanti investimenti per supportare il personale e ricavare gli spazi fisici in cui lavorare. In questo contesto pensare di portare la testa alla Spezia dalla sede di Genova è complicato. Peraltro già una buona parte del lavoro ingegneristico è rimasto al Muggiano". Il tema è destinato a tornare in futuro. insieme alla domanda: ma chi dovrebbe coordinare questo tipo di scelte che riguardano anche questioni nazionali? "Nel resto d'Europa sono decisioni ministeriali, in Italia questo tipo di scelte rimangono alla ricerca di equilibrio interno all'azienda", ricorda Fusco.
Fincantieri è stata una delle aziende impegnate nel Progetto Indotto, che ha voluto avvicinare le pmi spezzine ai grandi gruppi industriali di cui sono fornitori. "Un percorso che ha permesso loro di conoscere cosa vogliamo, e a noi come è articolato l'indotto. La realtà spezzina è molto frazionata e ha bisogno di aggregarsi in modo da permetterci di acquistare il prodotto finito. Non siamo più in grado di frammentare noi stessi la domanda, ci serve un nucleo con cui interfacciarsi. E questo nucleo deve saper usare strumenti digitali. Non vogliamo più semplici fornitori, cerchiamo veri e propri partner". Oggi delle esternalizzazioni di Fincantieri, la Spezia cattura meno del 2%. "Una quota che potrebbe essere raddoppiata facilmente".

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