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Fare o disfare, Piazza Cavour è già un cantiere di punti di vista

Melley chiede di ripartire da zero, Brogi di concentrarsi sui contenuti, le associazioni aprono al dialogo.

tutto ancora da scrivere

La Spezia - “C’è stata partecipazione nella progettazione della struttura, ci sarà anche quando si andrà a decidere il contenuto della piazza”. E' quanto può dire oggi l'assessore al commercio Lorenzo Brogi della futura piazza Cavour, un cantiere di idee in attesa di diventare un cantiere di costruzione. La commissione attività produttive ha ospitato oggi la seconda parte di un confronto iniziato una settimana fa e che la prossima avrà negli operatori e nei commercianti del centro le prossime voci da ascoltare. Se i cinque rendering presentati sono da considerarsi per adesso solo idee e se il bando prossimo venturo stabilirà quale contenuto avrà il nuovo contenitore, si può ben dire che la nuova piazza è per adesso ancora ben lontana dall'avere una reale fisionomia. "Alla fine la piazza potrebbe prendere alcuni elementi delle proposte che avete visto come nessuno di esse", sottolinea l'assessore Luca Piaggi.

Il dibattito quindi è aperto. Ampio spazio ha l'intervento di Guido Melley , che oltre a essere un consigliere di opposizione è anche un profondo conoscitore della realtà commerciale del centro storico. L'approccio del capogruppo di LeAli parte dal presupposto che “il ragionamento non può essere solo sulla struttura o i parcheggi, ma debba toccare soprattutto il contenuto della struttura. L’amministrazione ha presentato delle opzioni estemporanee, con il desiderio di cambiarla per cambiarla. Forse addirittura di demolirla. Per creare un nuovo format del commercio in piazza serve innanzitutto un’indagine sull’andamento dei consumi, da estendere al centro storico. Bisogna ripartire dall'inizio". E poi, con il passaggio dalla classica vendita dei prodotti da mercato all'offerta dei prodotti lavorati nella zona hot food, gli operatori storici saranno ancora protagonisti? E saranno pronti a co-sostenere l’investimento affrontando magari una serie di spese maggiori? E come vivranno il fatto che Piazza Cavour si aprirà a nuovi operatori? Sono questi i temi messi sul tavolo da Melley, che cita l'esempio di Firenze e di Via Tornabuoni come modello non riproducibile per la sostanziale differenza di contesto.

Di ricominciare da zero non vuol sentire parlare l'assessore Lorenzo Brogi. “Abbiamo presenti gli stili del consumo, sia dell’area vasta e dell’area paese - assicura - Sul contenuto della nuova piazza ci giocheremo tutto. A prescindere dalla forma della struttura, se non parliamo di cosa vogliamo ricreare lì dentro rischiamo di non andare mai al punto. Vogliamo di sicuro fare un mercato moderno, nel bando che riassegnerà le postazioni si vedrà il vero cambiamento più che nella fase architettonica". Riguardo alla possibilità di reinventarsi degli operatori storici, per cui ci sarà sempre un occhio di riguardo, assicura l'assessore: "Per chi ha il banco semifisso, il passo tra la vendita come avviene oggi alla somministrazione di un prodotto preparato non è così lungo".

Chiede di non generare una voragine di spesa come avvenne con il progetto del 2002 - che vide triplicato l'importo preventivato - il consigliere Umberto Maria Costantini. Poi si va sul tema parcheggi: spezzano una lancia per una piazza che guardi innanzitutto a nuove forme di trasporto sostenibile la consigliera pentastellata Donatella Del Turco e il guerriano Massimo Caratozzolo. Si crea invece un fronte che darebbe priorità agli spostamenti in auto tra il totiano Fabio Cenerini - "il centrodestra ha fatto per vent’anni una battaglia a favore dei parcheggi" - e Lorenzo Forcieri, che sottolinea come "i parcheggi siano il fattore di maggiore vantaggio competitivo dei centri commerciali. E non è vero che crearli sotterranei sia impossibile". Chiede invece di estendere alla Marina militare il ragionamento Massimo Lombardi, in modo da parare il colpo dei posti persi, almeno provvisoriamente, a causa di un cantiere che verosimilmente rimarrà attivo per mesi.

Maurizio Viaggi, rappresentante di Rete Impresa Italia, è l'unica voce non politica nonostante il suo passato lo renda ben conscio delle dinamiche di Palazzo Civico. Le sue sono dichiarazioni d'apertura: "Le associazioni sono a disposizione per ragionare su ogni punto. Non siamo arroccati sulle nostre posizioni, siamo pronti per cercare di seguire e soddisfare gli input del mercato e le tendenze degli utenti, che sono diversi rispetto a un tempo vista la presenza dei turisti. Chiediamo però di mantenere l'unità dell’area mercatale e la certezza dei costi. Il manufatto del 2002 aveva bisogno anche di una costosa manutenzione, quindi invito a tenere conto delle spese future per mantenere la struttura in stato di funzionalità negli anni". Un confronto che si presuppone lungo e che Maria Grazia Frijia candida la commissione che presiede a ospitare: "Punto per punto e argomento per argomento, questo può essere il luogo per sbrogliare ogni matassa".

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