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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 19.18

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Erogazione pasti, ipotesi e incertezze. Apprensione per duecento lavoratori

Potrebbe muoversi qualcosa sul fronte dei centri estivi, l'assessore Giorgi: "Nei prossimi giorni auspichiamo in nuove direttive, confronto con i sindacati fondamentale". Dalla Cgil interviene Viviani: "Dal governo in sospeso troppi interrogativi".

cosa sta succedendo

La Spezia - Poche certezze per lavoratori e lavoratrici dell'erogazione pasti alla Spezia e provincia. Nel mare magnum di decreti e disposizioni anti Covid alcuni settori rimangono in sospeso e chi vi opera ha già avanzato le proprie preoccupazioni. Qualcosa, in lontananza sembra muoversi anche se sulle modalità del rientro a scuola e sui servizi agli scolari, appunto l'erogazione pasti, non ci sono svolte epocali.
Un sospiro di sollievo per la categoria potrebbe arrivare con l'aggiornamento sui centri estivi: alla Spezia in accordo con il Comune se dovessero riaprire non sarebbe da escludere la possibilità che siano le aziende che operano nella scuola possano prestare questo servizio.
Nei giorni scorsi l'assessore ai Servizi educativi e Politiche sociali Giulia Giorgi ha incontrato Cgil per fare un punto della situazione e ha definito una priorità andare avanti con il confronto. “E' prioritario incontrare i sindacati – ha detto a Città della Spezia – e già nei prossimi giorni avremo nuove linee sui centri estivi e quindi terreno per ragionare sul coinvolgimento di tutto il settore. Finché però non ci sarà un protocollo chiaro su come aprire i servizi abbiamo le mani legate, noi saremmo in grado di fornirli sin da subito. Aspettiamo direttive chiare sulla prevenzione, il rapporto tra il bambino, educatore e insegnante, situazione degli spazi. Il settore mensa, in capo alla cooperativa Cirfood, abbiamo continuato a lavorare nell'erogazione pasti sia per le persone ricoverate al Falcomatà e per i ricoverati di Via Anita Garibaldi, quindi, i pazienti Covid positivi che uscivano dall'ospedale e anche per i senza fissa dimora presenti al Montagna. Chi era in fase produttiva dunque ha continuato a lavorare”.
“La situazione è problematica per le persone che lavoravano nella distribuzione pasti – ha proseguito Giorgi – dentro le mense. Appena usciranno le direttive lavoreremo con i sindacati per metterci all'opera anche per una previsione di settembre. In base a quanto deciso dal Miur tutto il settore mensa e scuola andrà riorganizzato”.

Nel settore erogazione pasti lavorano soprattutto donne, molte sono sole e con un figlio a carico, altre ancora lavorano assieme al marito ma la cassa integrazione colpisce tutti. Il settore impiega almeno 200 persone solo nell'erogazione. Una situazione complessa che Cgil ha esposto all'assessore. In merito interviene il sindacalista Daniele Viviani: “Aspettiamo la convocazione del tavolo anche se la ripresa a settembre, a pieno regime è davvero complessa. Aspettiamo e stiamo cercando di lavorare per farci trovare pronti, almeno con un'alternativa possibile. Il ragionamento sui centri estivi è un'ipotesi già più concreta. Se dovesse diventare realtà, potrebbero esserci i primi reintegri una minima percentuale. La situazione ha ancora dei punti interrogativi e si evolve di settimana in settimana”.
Per tutto il comparto che riguarda le mense in provincia gli interrogativi sono molteplici: “Non ci saranno più i pasti di prima – conclude Viviani – abbiamo grosse perplessità. Ci sono tanti lavoratori che hanno il contratto a 12 mesi e quelle persone che vi lavorano hanno il problema delle scadenze, dei fondi erogati di altre 5 settimane, e la ripresa a settembre. Cosa succederà rimane un punto interrogativo ed è tutto in mano al governo. Noi siamo preoccupati e sullo scolastico, soprattutto per la fascia 0-3 anni la ripartenza non potrebbe essere immediata se da Roma non arriva uno sblocco”.

(foto: repertorio)

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