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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 16.20

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Energia elettrica, qualcosa è cambiato: lo spiega Adoc

Energia elettrica, qualcosa è cambiato: lo spiega Adoc

La Spezia - ARERA ovvero l’Autorità di regolazione, ha inviato un comunicato in cui chiarisce i punti dell’emanata delibera 50/2018/R/eel e del documento per la consultazione 52/2018/eel nel quale, vale la pena anticiparlo, si quantifica in euro 2.00 annuali il possibile esborso a carico del consumatore per il recupero della morosità degli oneri generali.
L’ADOC della Spezia ritiene quanto mai opportuno pubblicare i punti salienti di tale Comunicato nel quale la stessa Autorità specifica come il sistema di garanzie da sempre attuato, che poneva in capo ai soli venditori (gestori di energia elettrica) e ai distributori l’obbligo del pagamento dei cosiddetti oneri generali o di sistema, manlevando da ogni obbligo inerenti l’utente finale, sia stato, e qui si cita testualmente, “ messo in discussione da alcuni venditori (Gala S.p.A., Green Network S.p.A.,Esperia S.p.A.) e da una loro associazione (AIGET),i quali si sono rivolti al giudice amministrativo per la sua demolizione con specifico riferimento alla parte relativa alla riscossione degli oneri generali. Nonostante un primo orientamento della giurisprudenza di conferma del sistema sopra delineato (Tar Lombardia, Sez. II, sent.854/2015), le successive sentenze, da un lato, hanno individuato esclusivamente nel cliente finale l’unico soggetto tenuto a pagare i suddetti oneri e, dall’altro, hanno scardinato il sistema di garanzie, stabilendo che l’Autorità non ha titolo per imporlo (cfr. Consiglio di Stato, Sez VI, sent. 2182/2016; Tar Lombardia, Sez. II, sent.237/2017, 238/2017, 243/2017,244/2017; Consiglio di Stato, Sez. VI, sent.5619/2017 e 5620/2017)”
L’Autorità sottolinea: “ il fatto che il cliente finale sia l’unico soggetto al pagamento degli oneri di sistema non permette più di assicurare il completo versamento ai distributori degli oneri generali da parte dei venditori: questi ultimi – secondo le sentenze sopra richiamate – sono tenuti a versare -ai distributori solo quanto effettivamente incassato. Quanto affermato nelle sentenze, in tema di carenza di poteri da parte dell’Autorità nel definire uno specifico sistema di garanzia sugli oneri generali di sistema, porta ad un potenziale incremento delle situazioni di mancato versamento degli oneri generali, aumentando potenziali comportamenti opportunistici da parte dei venditori che potrebbero versare ai distributori somme ben inferiori a quelle effettivamente incassate a titolo di oneri di sistema. In seguito alle pronunce giurisprudenziali citate avverso l’ultima delle quali (CdS, sez. VI, n.5619/2017) l’Autorità pure si è costituita in giudizio dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, contestando, sulla base dell’impianto normativo vigente, l’addebito degli oneri ai clienti finali e il venir meno delle misure dalla stessa Autorità poste in essere a tutela degli interessi pubblici generali che tali oneri finanziano: senza un intervento esplicito da parte dell’Autorità, si sarebbe verificato un aumento complessivo e incontrollato degli oneri generali a carico della totalità dei clienti finali. Infatti, riducendosi i versamenti dei distributori verso la Cassa – come conseguenza ella riduzione delle somme riscosse dai venditori– sarebbe stato necessario incrementare il valore degli stessi oneri, con l’effetto di aumentare la voce “spesa per oneri di sistema” delle bollette. Ciò in ragione della necessità di dover garantire il necessario gettito dell’imposta per l’erogazione degli incentivi ai relativi legittimi destinatari e per le altre finalità di interesse generale previste dalla legge. L’Autorità è, pertanto, intervenuta proprio al fine di limitare un tale effetto, prefigurando un sistema in base al quale sia i venditori che i distributori continuano a essere obbligati, in prima battuta, a versare interamente gli oneri generali fatturati, indipendentemente dall’effettivo incasso dei medesimi. Si è inoltre previsto che tali operatori possano ottenere la restituzione di una quota degli oneri non incassati solo in un secondo momento e sulla base di specifiche verifiche, fondate su un meccanismo che assicura l’efficienza dei venditori e dei distributori nel ridurre e contenere i casi di morosità.

Nel dettaglio, l’Autorità ha:
1.disciplinato (deliberazione 50/2018/R/eel) un meccanismo di riconoscimento degli oneri di
sistema non riscossi dai venditori a favore dei distributori che abbiano risolto per
inadempimento il contratto di trasporto stipulato con i venditori;
2. definito i propri orientamenti (documento per la consultazione 52/2018/R/eel) in merito ad un meccanismo di riconoscimento degli oneri di sistema non riscossi dai clienti finali a favore dei venditori che abbiano risolto gli specifici contratti di fornitura con i clienti morosi. Come detto, il sistema prefigurato dall’Autorità ha la finalità di massimizzare l’efficienza nell’esazione degli oneri generali dei distributori e venditori e di realizzare un efficace controllo sui comportamenti tenuti dai venditori, anche al fine di contrastare possibili condotte opportunistiche. In tal modo, quindi, questo sistema dovrebbe ridurre e contenere l’aumento complessivo e incontrollato degli oneri generali a carico della totalità dei clienti finali derivante dall’impatto delle sentenze. Si precisa, inoltre, che il meccanismo prospettato si applicherebbe unicamente al mancato incasso degli oneri generali, lasciando al rischio di impresa la gestione del mancato incasso, ossia della morosità, relativo alle tariffe di rete o di altra voce della fornitura. Al fine dell’attuazione del meccanismo disegnato, per coprire la quota non incassata, si è previsto che tutti i clienti finali, a prescindere dal livello di tensione che caratterizzano i loro contratti (bassa tensione, media tensione, alta e altissima tensione), debbano contribuire. Le prime valutazioni indicano, con specifico riferimento al meccanismo di cui alla deliberazione 50/2018/R/eel, un potenziale impatto sul cliente domestico tipo di circa 2 € all’anno. L’empasse generato dalle pronunce del giudice amministrativo , come da tempo l’Autorità ha evidenziato in segnalazioni al Governo e Parlamento, nonché in pubblici documenti di consultazione (cfr. documento per la consultazione597/2017/R/eel ), potrebbe trovare opportuna e conclusiva risoluzione solo con uno specifico intervento legislativo, rispetto al quale pure l’Autorità ha concretamente fornito proposte e supporto ai soggetti competenti.

Nota a cura di Elisabetta Sommovigo – Presidente ADOC La Spezia

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