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Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Luglio - ore 16.00

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Enel, solo carbone sino all'ultimo giorno. Studio Enea pronto a gennaio

Ieri l'audizione del direttore della centrale, Matteucci: "Attraverso Futur-e l'azienda coinvolge il territorio nella scelta del destino dell'area. Mobilità elettrica? Nessuna trattativa privata e noi non costruiamo auto, al massimo infrastrutture".

GLI ESITI DELLA COMMISSIONE
Enel, solo carbone sino all'ultimo giorno. Studio Enea pronto a gennaio

La Spezia - Molte conferme e qualche informazione in più su metodologie e intenzioni. Enel dismetterà il gruppo a carbone entro il 2021, utilizzandolo sino al momento dello switch off come una fonte di energia. Il metodo con il quale individuare l'utilizzo futuro dell'area sarà il protocollo Futur-e, adottato dall'azienda in tutti i 23 casi di dismissione in corso o avvenuti nel Paese. Quindi confronto pubblico, bando di progetti concreti con relativo business plan, scelta insieme al territorio: nessuna strada preferenziale per questa o quella proposta.
Sono alcune delle questioni emerse nel corso della seduta delle commissioni consiliari Ambiente e Lavoro presiedute da Marco Tarabugi e Maria Grazia Frijia che si sono riunite per ascoltare le parole del direttore della centrale di Vallegrande, Rosario Matteucci.

"Ad oggi - ha detto il direttore della "Eugenio Montale" - contiamo di operare per altri quattro anni. Quando sarà il momento di cessare definitivamente la produzione ci saranno passaggi formali con il ministero dello Sviluppo economico per quanto riguarda temi energetici e strategici e con quello dell'Ambiente, per la caratterizzazione dell'area, argomento nel quale saranno coinvolti anche Ispra, Arpal, Comune e Provincia. Abbiamo accolto la richiesta di partecipare al tavolo aperto dall'amministrazione precedente e di dare incarico a di realizzare uno studio socioeconomico sulle prospettive future dell'area. Sarà pronto a gennaio".
Rassicurazioni per quel che riguarda il personale: alla Spezia come altrove i lavoratori saranno ricollocati in altre divisioni o in altri impianti. Un percorso che in realtà è già iniziato, con il trasferimento di 30 dipendenti negli ultimi mesi.

Stimolato dalle domande dei commissari Matteucci ha spiegato che Enel non ha un'idea di futuro utilizzo dell'area: la destinazione del sito sarà frutto del dialogo con enti e rappresentanti del territorio e delle proposte di chi avanzerà progetti concreti per investire.
Lorenzo Forcieri, che ha dato il là al nuovo interessamento degli organismi consiliari su Vallegrande con una mozione in cui auspicava la futura installazione di uno stabilimento per la produzione di auto elettriche, ha portato avanti la linea chiedendo se ci sia un possibile interessamento di Enel nel mantenere la sua presenza in loco, partecipando a un eventuale investimento nel settore delle colonnine, delle batterie o delle vetture. E ha supposto: "Se ci fosse l'interessamento di un'azienda come Tesla, cosa fareste?"
"Enel non realizza automobili, questo è certo. Potremmo occuparci di infrastrutture all'interno del settore della mobilità elettrica, non di altro. In ogni caso - ha chiosato Matteucci - non faremo trattative private con nessuna azienda: ragioniamo solamente nella logica della manifestazione pubblica".

Un'altra certezza è che sino al momento della dismissione, che potrebbe anche avvenire prima del 2021, a patto che ci sia il benestare del ministero dello Sviluppo economico, è che si proseguirà con l'utilizzo del carbone.
"L'impianto è stato ambientalizzato completamente, con una spesa di 30 milioni di euro a fine 2015, al di là di quello che prevedeva l'Aia. Abbiamo anticipato i limiti di emissione che erano previsti per settembre 2016. Lo abbiamo fatto nonostante la breve vita prevista per l'impianto e una Aia molto avanzata rispetto alla gran parte di quelle in vigore, con limiti su base giornaliera".

Dalla minoranza molte sottolineature del buon lavoro svolto dal tavolo tecnico nei mesi scorsi e la richiesta di proseguire con questo cammino, ricevendo da Matteucci la disponibilità a proseguire la collaborazione in qualunque modo, anche attraverso incontri con le commissioni consiliari.
Sul fronte della bonifica dell'area è stato confermato che la tipologia di intervento dipenderà dall'uso che si vorrà fare del terreno: se industriale sarà sufficiente una bonifica di primo livello, altrimenti si tratterà di un'operazione più approfondita. Il tutto dopo una caratterizzazione specifica, che seguirà quelle già effettuate nel periodo di attività della centrale e raccolte in un documento da parte di Arpal.
A meno di sorprese, tra pratiche per la dismissione e bonifica si andrà certamente nel mandato amministrativo che inizierà nel 2022, ma secondo i commissari il lavoro attuale non sarà sprecato.

A trarre le conclusioni è stata l'assessore comunale allo Sviluppo economico, Genziana Giacomelli.
"Quando avremo a disposizione i dati dello studio - ha spiegato - potremo procedere con nuove interlocuzioni. Non escludo la prosecuzione del tavolo tecnico, ma sarà possibile anche il percorso nelle commissioni. L'obiettivo è certamente entrare in Futur-e già pronti. Non abbiamo fretta, i tempi ci sono ma il territorio ha necessità di fare mente locale. Credo sia possibile prendere in considerazione l'ipotesi di accedere a nuovi finanziamenti da parte del Mise per questa fase. La presentazione dello studio potrebbe essere l'occasione per riconvocare il tavolo".

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