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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 23.40

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Elettrodotto sottomarino dalla Spagna, il progetto è al vaglio dell'Europa

Lo ha proposto la multinazionale Abengoa e punta a ottenere il marchio di Progetto di interesse comunitario. Da Vandellos vicino a Tarragona fino alla Spezia, passando per la Francia.

Elettrodotto sottomarino dalla Spagna, il progetto è al vaglio dell´Europa

La Spezia - Un lunghissimo elettrodotto sottomarino che attraversi tutto il Mediterraneo nord-occidentale partendo dalla Spagna, passando dalla Francia e arrivando in Italia. Alla Spezia. La proposta arriva dagli spagnoli e rimarrà al vaglio per i prossimi mesi: se sarà accettata, entro l'estate potrebbe essere inserita tra tra i Progetti di interesse comunitario e accedere a tutta una serie di agevolazioni normative e economiche nei prossimi anni.
Si chiama Southern Europe Interconnection l'ambizioso progetto uscito dai cassetti della multinazionale iberica Abengoa come una delle ipotesi per rompere l'isolamento energetico di Madrid. L'Ue vorrebbe infatti che entro il 2020 ogni paese europeo fosse in grado di esportare oltre confine almeno il 10% dell'energia elettrica prodotta sul proprio territorio, una soglia che dovrebbe diventare del 15% entro il decennio successivo. Per la Spagna questo significherà innanzitutto rafforzare gli scambi con la confinante Francia e poi traguardare in seconda battuta ai vicini meno prossimi, ovvero Regno Unito e appunto Italia.

Ecco da dove nasce la proposta di calare un cavo sottomarino tra la centrale nucleare di Vandellos, a sud di Tarragona, toccare Aramon e la sua centrale a olio combustibile nella Linguadoca e poi superare di nuovo la costa all'altezza di Marsiglia e da qui raggiungere la Spezia. A regime un gigawatt ora di corrente elettrica potrebbe essere trasmesso in un senso e un altro gigawatt nell'altro una volta che l'ASEI (acronimo di Abengoa Southern Europe Interconnection) andasse a regime. Costo stimato? Due miliardi e mezzo di euro.
La proposta di progetto, ovviamente tutta da valutare, avrebbe come orizzonte temporale il 2025. Entro quella data la centrale elettrica "Eugenio Montale" di Enel, termine e punto di partenza del lungo viaggio degli elettroni, dovrebbe già essere stata chiusa da quattro anni secondo quanto affermato dal presidente Francesco Starace qualche mese. Insomma la proposta spagnola pare quantomeno intempestiva, sempre che risulti in qualche modo fattibile a livello ingegneristico e conveniente a livello economico.

Fatto sta che due giorni fa ASEI è stato ufficialmente annoverato tra i candidati progetti di interesse comunitario, che si spartiranno fondi per oltre 5 miliardi di euro. Oltre a rimanere in consultazione fino al 19 giugno prossimo, ed essere sottoposto a tutte le osservazioni del caso da parte di eventuali stakeholder, dovrà poi passare al vaglio dei gruppi regionali. Con prospettive non buone: un progetto simile era già stato sottoposto a valutazione per l'inclusione nel Piano decennale di sviluppo della rete a livello comunitario nel 2015, venendo bocciato. Le motivazioni erano la scarsa profittabilità a causa degli altissimi costi dovuti alla lunghezza della linea; difficoltà tecniche legate alle caratteristiche del fondale marino e l'eventuale passaggio in zone protette a livello paesaggistico. In quella sede era stato suggerito piuttosto di puntare eventualmente alla Sardegna o alla Corsica.
Nonostante tutto la proposta è tornata sul tavolo della Commissione europea. I gruppi regionali che dovranno vagliarla sono formati da rappresentanti dei Paesi coinvolti, della Commissione stessa, dai promotori del progetto, dalle autorità nazionali competenti in tema di energia e dall'Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. A loro stabilire se l'ambizioso progetto soddisferà i criteri richiesti: integrazione del mercato dell'energia, sostenibilità, sicurezza dell'approvvigionamento e competizione. Pare il concetto di progresso sia cambiato dai tempi in cui fu posata la mirabolante linea telegrafica tra la Spezia e la Corsica. Era il 1854.

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