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Ecco come le macchine stanno rendendo il branding e il design accessibile alle piccole imprese

Ecco come le macchine stanno rendendo il branding e il design accessibile alle piccole imprese

La Spezia - Tecnologia e Intelligenza Artificiale (AI). È questo il binomio che promette di aiutare le piccole imprese nella progettazione del proprio brand attraverso il design e il web design a costi sostenuti.

Proliferano i software basati sul machine learning, le piattaforme costruite con Intelligenza Artificiale e i tool come Tailor Brands con cui le imprese possono supportare il marketing interno e creare l’identità della propria attività: dal logo al sito web, dal marchio aziendale al merchandising. Ma com’è possibile e quali sono gli esempi concreti di questa piccola rivoluzione basata sull’Intelligenza Artificiale?

Innanzitutto l’AI è un ramo dell’informatica che permette di progettare e programmare hardware e software dotati di problem solving, ovvero macchine che ragionano in maniera autonoma. Gli apparecchi dotati di AI sono in grado di fornire soluzioni a problemi complessi e imparano continuamente in base all’esperienza e ai propri errori grazie ad algoritmi appositamente progettati che favoriscono l’autoapprendimento. L’AI è ampiamente sfruttata in numerosi settori, da quello automobilistico ai videogiochi, dal mercato azionario alla medicina.

Più nello specifico, l’Intelligenza Artificiale si muove già con disinvoltura anche nel campo del Logo Design, del Web Design e in quello della scrittura pubblicitaria.

Nel primo caso, siti come LogoJoy, Withoompt e lo stesso Tailor Brands, usano l’Intelligenza Artificiale e il machine learning per generare in poco tempo loghi aziendali, immagini vettoriali e caratteri testuali (font) che servono alle imprese per comunicare all’esterno la propria identità. È il lavoro svolto normalmente da agenzie di design e comunicazione che già guardano con minaccia i software e i tool progettati con Intelligenza Artificiale, al punto da considerarli veri concorrenti. I costi dei nuovi strumenti appaiono contenuti e quindi sostenibili dalle aziende che dispongono di budget limitati. L’automazione, invece, potrebbe essere al momento una debolezza: le aziende potrebbero ritrovarsi con loghi o prodotti di design simili.

Il potenziale dell’Intelligenza Artificiale sfonda anche nel campo del Web Design. Nel 2014, ad esempio, fu lanciato, attraverso una campagna di crowfunding, la piattaforma The Grid, una delle prime ad utilizzare il machine learning nel campo della progettazione dei siti web. Lo slogan di The Grid era inequivocabile: “Basta solo aggiungere contenuti, poi si progetta da sé”. Sulla base degli input, degli obbiettivi e dello stile scelto dal cliente, The Grid elabora autonomamente un sito web. Molly, così viene definita la web designer con Intelligenza Artificiale, impara continuamente ed ha già progettato centinaia di pagine web con una costanza di 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lavoro continuo, dunque, ma non privo di punti deboli. Gli esperti affermano che anche in questo caso il rischio plagio esiste e che alcune piattaforme realizzate con AI possono assomigliare ad una rivisitazione di alcuni temi Wordpress o varianti di taluni CMS (Content Management System).

C’è poi la scrittura. Quella che in campo pubblicitario viene definita Copywriting. Anche in questo ambito l’automazione muove i suoi passi. Mark Duffy, membro del team Digiday, media company specializzata in comunicazione digitale e marketing con un focus sulle nuove tecnologie applicate, dichiarò nel 2017 che i copywriter erano condannati. La sua affermazione traeva spunto dal lancio di Persado, una piattaforma di “contenuti cognitivi” che grazie al machine learning e all’acquisizione di milioni di dati nel corso degli anni, è in grado di formulare frasi, articoli e contenuti testuali di senso compiuto simili a quelli pensati e scritti da una persona. Si stima che Persado abbia incamerato più di un milione di parole, frasi e modi di dire da cui attinge per formulare i suoi contenuti. Goldman Sachs ha fiutato l’affare e ha pensato di finanziare la piattaforma per via del suo potenziale in divenire.

In definitiva occorre abituarsi. Il futuro è già in scena. Tuttavia, quando si parla di Intelligenza Artificiale, l’interrogativo finale è sempre lo stesso: riuscirà la macchina a sostituire completamente l’attività dell’uomo?

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