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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 22.32

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E' spezzino il magnete più sofisticato al mondo | Video

Prodotta da ASG Superconductors, la bobina è destinata al reattore sperimentale a fusione Iter. L'ad Frattini: "Sintesi di sette anni di lavoro". Pesa 200 tonnellate, ci metterà sei ore a fare 3 chilometri e raggiungere il porto.

DALLE LAVATRICI AI SUPERCONDUTTORI
E' spezzino il magnete più sofisticato al mondo

La Spezia - La signora è inizialmente un po' timida, poi mette la testa dentro il capannone con delicatezza. "Scusate, è lui? E' il magnete?", chiede mentre il marito che l'aspetta in macchina si sporge verso il finestrino del passeggero. E' il momento in cui i cancelli dell'ASG Superconductors si spalancano per far passare le oltre 200 tonnellate del manufatto che porta con sé, dalla Spezia fino alla Francia, la promessa di avere un giorno energia pulita e praticamente illimitata. Il supermagnete made in Italy è pronto ed è uno di quei rari casi in cui la scienza fa breccia nell'immaginario comune. Primo dei diciotto che dovranno contenere plasma a una temperatura attorno ai 150 milioni di gradi centigradi, la maggior parte dei quali usciranno proprio dallo stabilimento spezzino.
Su Via Valdilocchi le macchine rallentano mentre il trasporto eccezionale fa capolino. "Questa è la sintesi di sette anni di lavoro. Tanto c’è voluto per arrivare dall’investimento iniziale di ASG alla Spezia fino alla spedizione di oggi", dice l’ad Sergio Frattini mentre ancora i bagliori delle ultime saldature si riflettono sull'imballaggio di acciaio. "E’ il nostro contributo a un progetto che arriverà a un termine ma che lascerà un seme in questo territorio e non solo”.
Di fatto l’Italia, insieme alla Francia, è il maggiore contributore di Iter, un reattore a fusione in costruzione a Cadarache grazie all'impegno di un consorzio internazionale. Una prova generale di quelli che un giorno immetteranno energia elettrica nelle nostre case attraverso la rete e grazie al nucleare "pulito". Il toroide affidato alla società spezzino-genovese "Master Projects & Logistics" (fino alla Simic di Porto Marghera) per farlo arrivare fino a Venezia per gli ultimi lavori è il primo dei dieci che saranno prodotti alla Spezia. "E' stato oggetto delle qualifiche dei nostri clienti e adesso contiamo di sfornare i prossimi a ritmi più sostenuti, gli altri nove dovrebbero essere pronti entro la fine del 2019", aggiunge il manager.

Per realizzare questa bobina sono stati utilizzati oltre cinque chilometri e mezzo di cavo superconduttivo; il cavo ha attraversato varie fasi e processi produttivi come la saldatura automatizzata e la fase di test in “camera da vuoto” che replica condizioni di atmosfera simili a quelle dello spazio. La bobina contiene speciali cavi superconduttori, realizzati in Italia dal consorzio Icas (Italian consortium for applied superconductivity) che è coordinato dall’Enea e al quale partecipano altre aziende italiane come Criotec Impianti e Tratos Cavi. La piastra d’acciaio dove verrà inserito il magnete è stata prodotta da Cnim e Simic.
L’avvolgimento del conduttore e la produzione dell’intero magnete è stata portata a termine da ASG Superconductors, azienda del Gruppo Malacalza, Iberdrola Ingenieria & Costruccion ed Elytt per un valore totale di 158 milioni di euro. "L’Italia ha eccellenze sia nell’industria privata che tra gli enti pubblici. Penso all’Enea, all’Istituto di fisica nucleare e al Cnr per esempio - dice Frattini - Il tema è fare in qualche modo lavoro di gruppo e sviluppare ognuno la propria parte tecnologica con un disegno d’insieme. Questo permette di creare posti di lavoro, sia nell’ambito della fisica che in quello dell’ingegneria, per figure altamente specializzate che altrimenti sarebbero destinate ad andare a lavorare all’estero con tutta probabilità”.

Se Iter è il primo banco di prova, il passo successivo ha già un nome: DTT, ovvero Divertor Tokamak Test Facility. Un progetto da 500 milioni di euro per creare un polo tecnologico a 2mila addetti che sarà costruito in Italia; Piemonte e Lombardia si sono già fatte avanti candidando Casale Monferrato e Bologna. La Spezia, grazie alla presenza di ASG Superconductors e con l'area industriale che dovrà essere ripensata dopo la chiusura della centrale Enel (nel 2021 al più tardi secondo la stessa azienda), potrebbe essere una candidata ideale. Ma qui sta alla politica più che all'industria fare le proprie mosse. "Enea sta preparando il bando e già si registrano le prime manifestazioni d'interesse. Parliamo di un progetto potenzialmente in grado di generare ritorni nell'ordine delle quattro o cinque volte l'investimento", spiega Frattini. Una rivoluzione insomma, potenzialmente in grado di cambiare il volto della città.
Un processo che muove più veloce degli 1,5 chilometri orari a cui si sposta il self propelled truck, un mezzo radiocomandato con 24 ruote orientabili, che porterà il toroide al porto per essere imbarcato sulla nave Bremer Helena che poi partirà per Porto Marghera. "La partenza del primo magnete europeo dallo stabilimento di ASG è una pietra miliare di grande importanza simbolica. Questa fabbrica è stata la sua casa per oltre cinque anni", annuncia Alessandro Bonito Oliva capo dei magneti per Fusion for Energy, l’organizzazione e che ha gestito il contributo europeo al progetto e che vede oltre 26 aziende e 600 addetti coinvolti nel processo produttivo.

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20/11/2017 - Il supermagnete di ASG Superconductors lascia lo stabilimento

Sergio Frattini Andrea Bonatti


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