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Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Aprile - ore 23.15

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E' gia scontro su modi e tempi di sgombero di Calata Paita | Foto | Video

Il viceministro Rixi, il sindaco Peracchini e la presidente Roncallo hanno invitato Lsct a fare presto. Il terminalista risponde: "Ritardi non imputabili a noi, si pensi a dragaggio e fasci dei binari".

Nemmeno il tempo di brindare

La Spezia - L'assegnazione del project financing per la realizzazione della prossima stazione marittima spezzina da parte dell'Autorità di sistema portuale al Raggruppamento temporaneo di imprese composto da Royal Carribean, Msc Cruises e Costa Crociere non poteva che essere accolto con soddisfazione dalle istituzioni e dai rappresentanti della comunità portuale spezzina. Una notizia nota da settimane, quando la commissione di gara aveva concluso i suoi lavori approvando la proposta delle tre compagnie, peraltro l'unica pervenuta. Per questo a calamitare l'attenzione dei presenti alla consacrazione della partnership pubblico-privata che porterà il triumvirato a investire 41 milioni di euro (leggi qui) sono stati per lo più i render del progetto elaborato dallo studio genovese dell'architetto Alfonso Femia (vedi la fotogallery allegata all'articolo oppure clicca qui) e, soprattutto, le stilettate lanciate in maniera più o meno velata a Lsct per il ritardo con il quale sta procedendo all'ampliamento del versante orientale del Molo Garibaldi, propedeutico alla liberazione di Calata Paita dalle attività mercantili in favore dell'avvio dei lavori per la costruzione del futuro Molo Paita, base di appoggio del nuovo terminal crocieristico.

Prima che venissero lanciati gli strali nei confronti di Lsct, il Rup del procedimento, Lorenzo De Conca, ha spiegato come per il progetto della stazione marittima si preveda un fatturato totale di oltre 520 milioni nel periodo ultra trentennale della concessione, con una ricaduta annua di 50 milioni di euro sul tessuto economico cittadino, tra spesa stimata da parte dei crocieristi e forniture per le regine del mare.
Ana Karina Santini, rappresentante di Royal Caribbean e project coordinator per conto delle tre compagnie, ha ricordato come il percorso sia iniziato oltre tre anni fa con il primo studio di fattibilità e come si sia arrivati alla concretizzazione di una iniziativa privata armonizzata con il comparto pubblico. "Abbiamo scelto la Spezia per la posizione baricentrica, le capacità tecniche portuali e le condizioni marine eccellenti all'interno del golfo".
Per Costa Crociere ha preso la parola Roberto Ferrarini annunciando prossime iniziative rivolte al mondo dell'educazione e del commercio per avvicinare il porto e le navi alla città, mentre Leonardo Massa, in rappresentanza di Msc Cruises ha sottolineato come quello spezzino sia un progetto di lungo periodo. "Il mercato dice che siamo in buon momento e che nel 2020 alla Spezia la crescita sarà a due cifre, sia per quello che riguarda i passeggeri che gli scali. Le compagnie stanno investendo in nuovi scafi, con orizzonte di 30/50 anni e a dimostrazione di questo partire dal 16 aprile ormeggerà nel porto spezzino la nuovissima Msc Seaview, la nave più grande mai costruita da Fincantieri".

Poi è venuto il momento delle "frecciatine".
"Oggi - ha detto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi - puntiamo a far correre il porto spezzino in Serie A. Serve farlo in tempi rapidi e chiudendo rapidamente le criticità dell'iter progettuale, come la firma si Lsct per lo sgombero e l'avvio dei lavori in Calata Paita, lo spostamento del fascio dei binari e l'ampliamento del Molo Garibaldi... tutte operazioni che mirano allo sviluppo della città per i prossimi decenni. Non dobbiamo festeggiare oggi, e anzi abbiamo la responsabilità di andare avanti con la stessa determinazione, lo stesso coraggio. Guai a chi cambia idea, doveva dircelo prima. Anche perché altrimenti il mercato guarderà altrove. Dobbiamo saper dare risposte di un certo tipo: c'è un timing da rispettare. Io e il ministero saremo a disposizione per affrontare eventuali problemi".
A rincarare la dose ci ha pensato il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, che già in passato aveva avuto parole poco zuccherate per il terminalista. "Per la Spezia inizia oggi un nuovo corso, un new deal: ventuno mesi fa non sarebbe stato possibile arrivare a questo punto: il Puc non permetteva e non c'era nessuna intesa tra Comune e Adsp. Abbiamo creato un clima positivo tra tutte le istituzioni dimostrando che lavorando in squadra si possono dare risposte concrete al mercato. Questo progetto - ha dichiarato il primo cittadino - sottende anche al fondamentale intervento per il nuovo waterfront che se Lsct libererà Calata Paita speriamo di consegnare al più presto alla città".
A chiarire la situazione ci ha pensato anche la presidente dell'Autorità di sistema portuale, Carla Roncallo, intervistata da CDS a margine della presentazione: "Per realizzare le opere il concessionario deve liberare Calata Paita, nel frattempo noi andiamo avanti con le procedure amministrative e con i proponenti. Lsct deve completare l'ampliamento del Molo Garibaldi, che speriamo parta a breve. Contship in settimana ha concluso la complessa trattativa per lo scalo di Gioia Tauro e speriamo che ora si concentri sugli investimenti spezzini, come ci ha detto di voler fare. Aspettiamo e nelle prossime settimane vedremo se sarà così".

A stretto giro di posta è arrivata la risposta dall'ufficio stampa del terminalista sul fatto che si ritenga importante accelerare i tempi. "E' una cosa che il gruppo Contship auspica da svariati anni, ovvero ogni volta che in Asia, Usa, Europa e in ogni altra sede, dinnanzi ai clienti attuali e potenziali ha messo "la faccia" con i propri vertici aziendali in merito ai tempi di realizzazione di questo importante e strategico progetto di espansione della capacità del terminal. Tempi troppo spesso disattesi per elementi burocratici non dipendenti dalle volontà dell'investitore privato. E' questa dunque un'ottima occasione per evidenziare quindi che Lsct, nel rispetto degli impegni assunti e dei tempi previsti negli accordi, ha assolto e adempiuto a quanto di sua competenza e ha chiesto all'Autorità di sistema portuale di chiarire, considerata la mole degli impegni finanziari in carico a Lsct per oltre 200 milioni di euro, l'inizio e il termine previsto dei dragaggi e del relativo progetto ferroviario. Progetti questi ultimi che sono basilari, essenziali e necessari per il buon risultato degli accordi sottoscritti e che non vengono citati nell'atto di sottomissione, atto quest'ultimo necessario all'avvio delle fasi operative del progetto", conclude la società.

L'auspicio è che non inizi un braccio di ferro che potrebbe portare ancora una volta le questioni portuali di fronte ai giudici. Le tre compagnie questa volta potrebbero perdere definitivamente la pazienza. E qualche segnale di irritazione, a margine dell'incontro, è già stato colto...

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05/04/2019 - Roncallo: "Ora Lsct liberi Calata Paita". Peracchini: "Siamo alla ricognizione"


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