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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 12.51

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Due capolinea esterni e solo navette in centro

Il prossimo anno scade il contratto di servizio del tpl e il Comune si muove. Un questionario come per Piazza del Mercato. Frijia: "La Spezia non faccia da banca, paghiamo 400mila euro in più".

Due capolinea esterni e solo navette in centro

La Spezia - Il contratto di servizio per il Trasporto pubblico locale scadrà il 30 giugno prossimo e il Comune della Spezia si trova ormai ad un bivio ineludibile: scegliere la strada del bando pubblico, aprendo ai privati e alla possibilita di investimenti ppure procedere con l'affidamento in house e ragionare sul futuro attraverso bandi europei. La commissione del pomeriggio presieduta da Maria Grazia Frijia prevedeva un composito punto della situazione da parte dell'assessore Casati sul tpl, piano della mobilità cittadina ed approdi futuribili da vagliare e decidere. "Il Comune della Spezia faceva da banca, anche l'ex sindaco Federici lo diceva sempre e aveva ragione. Ci sono chiaramente linee garantite che non possono essere tolte ma altre che passano da Spezia e che vanno altrove che costano parecchio. Abbiamo chiesto alla provincia di ragionarci sopra perche oggi paghiamo almeno 400mila euro in più. D'accordo che siamo capoluogo ma con la nuova gara vogliamo che vengano calcolati i chilometri in eccedenza".

Come per Piazza Cavour, l'analisi sulle abitudini degli spezzini in materia traffico sarà affidata ad un questionario capace, secondo gli uffici di Piazza Europa, di isolare temi utili alla progettazione prossima futura. Un campione che faccia capire attese e bisogni, da incrociare con i risultati del modello di simulazione su cui sta lavorando l'università di Genova. Fondamentale sarà anche capire la capacità futura della Variante Aurelia, una volta concluse le opere del terzo lotto. I risultati porteranno infine ad un progetto biennale per il trasporto pubblico che cercheremo di integrare con il trasporto marittimo e quello ferroviario. Ogni giorno in cittá usano i mezzi pubblici circa 30mila paaseggeri ogni giorno, una ciffa importante: "Se chiudiamo Piazza Verdi e giriamo il traffico altrove, sarà un algoritmo a dirci qualcosa di concreto su come cambieranno i carichi - spiega l'assessore Casati -. Pensiamo che, arrivati al 2017, non abbia senso che una corriera parta da Calice al Cornoviglio e arrivi alla stazione centrale. Lavoriamo percio' ad una linea di forza per la città, che preveda due rotture di carico ai lati opposti della cittá dove arriveranno i bus extraurbani e navette che viaggiano solo in centro. Servono investimenti importanti per mezzi nuovi e verdi, ma anche infrastrutture d'accoglienza che oggi non esistono: perché se si chiede ad un cittadino di scendere dalla corriera per poi prendere la navetta, bisogna dare dei confort d'estate e d'inverno. Oggi ad esempio ci sono tantissimi bus che vanno al Felettino ma l'ospedale non c'è; e magari pochissime ragiungono la zona delle terrazze".

Il discorso scivola facilmente su Piazza Verdi, sulla potenziale pedonalizzazione e sui dubbi che permangono: "Non possiamo usare gli autosnodati perché in piazza Verdi non c'è più l'angolo di svolta - continua Casati -. Quando per lavori abbiamo chiuso per una settimana, i commercianti ci hanno detto di aver guadagnato il 40 per cento in meno. Bisogna a mio giudizio fare un asfalto adeguato a 680 passaggi al giorno, magari diminuendo l'utilizzo. Se riuscissimo a fare investimenti adeguati, otterremmo di usare bus più leggeri. In maggioranza cercheremo una condivisione. La questione aperta sui bus turistici? Abbiamo fatto diversi incontri con tutte le parti in causa e fatto delle proposte: stiamo andando avanti con Rfi ma per trasformare la seconda stazione cittadina in una fermata per più treni e tanta gente, mancano alcune infrastrutture, bagni in primis".

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