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Ultimo aggiornamento: Domenica 05 Aprile - ore 10.28

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Dmo pronta a partire, ma senza Porto Venere

A marzo dovrebbe essere operativa. Comune e operatori sono d'accordo per realizzare una card dei servizi per i turisti con le risorse dell'imposta di soggiorno, che nel 2019 ha portato 1,9 milioni di euro nelle casse municipali.

Ci sarà però la Camera di commercio
Dmo pronta a partire, ma senza Porto Venere

La Spezia - A due anni dalla presentazione ufficiale alla Bit di Milano la Dmo "Golfo e terre dei poeti" è davvero pronta a partire. Per il momento, però, la Destination management organization pensata e promossa dall'amministrazione comunale spezzina, farà a meno dell'adesione del Comune di Porto Venere che, come quello di Lerici, ha deciso di attendere. All'atto della costituzione, dunque, dovrebbero presentarsi il Comune della Spezia, quello di Sarzana, quello di Riccò del Golfo, quello di Aulla e la Camera di commercio. L'ente camerale, nel corso della riunione del comitato che si terrà il 20 febbraio prossimo, infatti dovrebbe deliberare la sua adesione dando così maggiore forza e ampliando la rappresentanza alla Dmo, che dovrebbe vedere la luce nei giorni immediatamente seguenti e avviare così la sua operatività nel corso del mese di marzo.
Le tempistiche, dopo le battute di arresto che hanno portato a dover attendere due anni, sono state scelte anche in considerazione del fatto che in queste settimane i Comuni predispongono i bilanci di previsione e dunque metteranno nero su bianco e senza rischi di sorta l'entità del contributo che metteranno sul piatto per far parte della partita.

Il piano di azione, che l'assessore al Turismo Paolo Asti ha presentato agli operatori nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì, prevede che l'amministrazione spezzina sostenga la Dmo con una parte delle risorse provenienti dall'imposta di soggiorno.
Nel 2019 il gettito è stato di oltre 1,9 milioni di euro e, come stabilito dal Patto per lo sviluppo strategico del turismo della Regione siglato anche dal Comune capoluogo, il 60 per cento di queste deve essere speso d'intesa con le associazioni di categoria. A conti fatti si tratterebbe di 1,15 milioni di euro: una somma di tutto rispetto.
Nel corso del 2019 il tesoretto è stato impiegato per l'organizzazione del workshop Active leisure, per la ristrutturazione della blogger house e per altre attività legate al sistema museale cittadino, ma l'impiego delle risorse non ha soddisfatto completamente i rappresentanti delle associazioni di categoria. Per il 2020 l'obiettivo è certamente quello di muoversi con maggiore coordinamento, ma intanto sono già state indicate alcune voci di spesa: confermato il workshop, altri denari andranno a coprire le spese per gli eventi, estivi e non. Ma prima ancora, forse attraverso una consulenza, in attesa che la Dmo si strutturi (è facile pensare che il lavoro sarà indirizzato prevalentemente alla promozione e allo sviluppo del comparto nell'ottica della prossima stagione), sarà elaborato un progetto di una carta dei servizi da proporre ai turisti per usufruire del trasporto pubblico e privato, terrestre e marittimo, e per entrare nei musei a costi contenuti. Sia l'amministrazione comunale che i privati hanno manifestato la volontà di trovare la quadra per lanciare la card quanto prima.

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