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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Luglio - ore 12.00

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Dmo, l'Authority ci pensa. Ejarque: "Brand debole, serve aiuto degli spezzini"

L'esperto: "Sui social network si parla poco della città in chiave turistica. Molti vengono nel Golfo convinti di essere alle Cinque Terre". Intanto, oltre alla disponibilità dell'Adsp, anche Riccò si fa avanti per essere della partita.

Dmo, l'Authority ci pensa. Ejarque: "Brand debole, serve aiuto degli spezzini"

La Spezia - Il nuovo corso in ambito di approccio al turismo da parte dell'amministrazione comunale attraverso la costituzione di una Dmo (Destination management organization) sta iniziando a prendere corpo. Il punto della situazione è stato fatto ieri in commissione consiliare dall'assessore Paolo Asti e dal consulente Josep Ejarque, tra i massimi esperti del settore.

La prima notizia è stata la disponibilità di massima a far parte della partita espressa giusto ieri dall'Autorità di sistema portuale, mentre dal Comune di Riccò del Golfo il sindaco Loris Figoli ha fatto ufficiale richiesta di partecipazione.
"A oggi - ha detto Asti - quindi ai quattro Comuni di Lerici, Porto Venere, La Spezia e Ameglia si aggiunge Riccò, mentre altri si sono fatti avanti verbalmente. Guardiamo anche alla Lunigiana dantesca, è un fatto naturale".
Temporalmente l'obiettivo dichiarato è poter presentare un progetto concreto e completo nel mese di febbraio, per poter comunicare nell'ambito della Bit la nascita di una nuova proposta turistica racchiusa nel brand "Golfo e Terre dei Poeti", affrancata dalle Cinque Terre e dalla sola stagione estiva.

Orizzonti ambiziosi, per centrare i quali Ejarque si è messo al lavoro poco prima di Natale. "La funzione principale della Dmo è quella di essere un soggetto operativo nel marketing, nella promozione e nella gestione del turismo. Oggi i turisti vogliono proposte concrete: ci si muove in base ai prodotti, all'esperienza che ci sia attende di fare nel territorio. Stiamo lavorando per non trovarci a realizzare un ennesimo carrozzone - ha detto Ejarque -, diverso da un Stl, modello ormai superato, e da un Distretto, che affronta un tema come il turismo con logiche di stampo amministrativo. La Dmo, invece, deve puntare a essere il booking.com della situazione".
Nella costruzione della Dmo si partirà dalle proposte che interessano ai turisti e dalla soluzione di quelle che sono le criticità attuali individuate, come "la mancanza di visione strategica, lo scarso approccio al mercato, la mancanza di armonizzazione nelle attività del territorio e la scarsa conoscenza clientela e mercati. Molti vengono qua convinti di essere alle Cinque Terre - ha spiegato l'esperto spagnolo - perché la conoscenza del brand è molto bassa".
"Serve maggiore collaborazione tra gli attori in campo, a partire dalla promocommercializzazione e dall'incremento del ruolo pubblico nello sviluppo. Il turismo è economia, competizione e dagli enti va visto come leva, come sistema unitario, tenendo conto del cambiamento che si è verificato negli ultimi anni. I numeri di questo territorio potrebbero essere migliori. C'è scarsa visibilità, scarsa volontà tra gli operatori di promuoversi come sistema, e a livello regionale poca promozione del Golfo dei poeti. E c'è anche la convinzione che arrivare qua sia scomodo".
Per ovviare a queste carenze occorrono visione e pianificazione, impostate da una leadership che sappia parlare col mercato di low cost e prodotti nuovi, facendo superare al territorio le logiche campanilistiche. "I limiti amministrativi non hanno senso per il turista", ha chiarito Ejarque, che ha aggiunto come nella formula per migliorare l'appeal turistico del brand sia importante coinvolgere anche i residenti. "Sui social network si parla poco della Spezia e del golfo in ottica turistica. In questo un grande contributo può arrivare anche dagli spezzini".
Nel corso dell'esposizione il guru che ha già collaborato con territori come il Piemonte e il Friuli Venezia-Giulia ha chiarito il perché non sia l'assessorato al Turismo a occuparsi direttamente dello sviluppo, della promozione e della gestione del comparto: "I funzionari devono saper fare le delibere. Oggi il turismo è talmente specializzato che occorre un altro tipo di professionalità. Al centro bisogna mettere il turista, non gli albergatori".

Rispondendo a alla commissaria Patrizia Saccone, Asti ha annunciato la liquidazione delle quote che il Comune della Spezia ha all'interno del Stl del Golfo dei Poeti, Val di Magra e Val di Vara. "Gli operatori presenti hanno manifestato l'interesse per l'acquisizione e inoltre ce lo impone il decreto Madia sulle partecipate. A noi come alle altre amministrazioni che stanno prendendo la stessa strada".
Sulla tipologia di struttura societaria e sulla copertura dei costi, interrogativi posti da Guido Melley, Asti ha detto che saranno tenute in considerazione le linee guida poste dalla Regione, tenendo conto dell'esperienza di Ejarque e delle conoscenze giuridiche del dirigente comunale Massimiliano Curletto: "Sarà una struttura snella: forse un consorzio di enti o una fondazione, aperta a chi entrerà in un secondo momento. I costi saranno sostenuti con una quota parte della tassa di soggiorno e una percentuale degli stipendi sarà calcolata sui risultati ottenuti, in termini statistici e concreti".
Il tema della destagionalizzazione sarà perseguito con prodotti, offerte turistiche che vadano al di là del mare. "Per questo - ha risposto Ejarque al commissario Luca Erba - puntiamo ad avere un portafoglio di almeno 5 prodotti, che vada dal mare alla bicicletta, sino alla gastronomia, per coprire almeno nove mesi dell'anno". Più prodotti implicano più servizi dedicati e, pensando ai bikers, Asti ha ricordato che serviranno strade o sentieri, strutture per la manutenzione negli alberghi o nei b&b e menù specifici per chi fa attività sportiva. Insomma, occorrerà davvero una unità di intenti forte tra operatori ed enti per creare una Dmo davvero funzionante.
Operatori che, ha concluso Ejarque per rispondere al commissario Massimo Caratozzolo, saranno rappresentati dalle associazioni di categoria all'interno della compagine della Dmo all'interno di un organismo parallelo, consultivo. No alle singole aziende, il modello non funzionerebbe.

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