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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Aprile - ore 11.40

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Difesa comune europea, Benifei illustra le opportunità

Dal Fondo europeo per la Difesa alla Cooperazione permanente strutturata, sino ai bandi per la ricerca sono diverse le occasioni di sviluppo per il sistema economico spezzino.

Tra il 2021 e il 2027 gli effetti maggiori
Difesa comune europea, Benifei illustra le opportunità

La Spezia - Le opportunità che saranno messe sul piatto con il Fondo europeo per la Difesa sono state al centro del convegno "La Difesa in Europa: strumenti e scenari" organizzato dall'europarlamentare spezzino Brando Benifei nella Sala consiglio della Provincia della Spezia, alla presenza della senatrice Roberta Pinotti, di esponenti del mondo sindacale e di rappresentanti delle grandi, piccole e medie imprese del comparto spezzino.
Erano presenti Filomena Chirico, responsabile Difesa del gabinetto del vicepresidente della Commissione europea, Antonio Furio, managing director di Sitep Italia, Michele Cocco, fondatore e managing director EdgeLab, Antonio Novellino, per il consorzio Tecnomar Liguria, Pietro Barbagelata, direttore tecnico e responsabile attività Difesa di Colmar Srl. Ha moderato l'incontro Laura Parducci, in rappresentanza di Blue Hub, azienda speciale della Camera di commercio Riviere dì Liguria.

"Non dimentichiamo che dalla ricerca del comparto militare deriva gran parte della tecnologia che utilizziamo ogni giorno, compresa quella all'interno dei nostri telefoni - ha esordito Benifei illustrando alcuni dei provvedimenti che ha contribuito a far approvare nel corso dei cinque anni di mandato a Bruxelles -. Ho spinto per la modifica del numero di imprese e di Paesi che vengono coinvolti nel sistema europeo della Difesa: un progetto con due sole nazioni crea una corsia di collaborazione tra loro e basta e il rischio maggiore era che si finisse per consolidare unicamente l'asse franco-tedesco. Ritengo inoltre che bisogna dotare l'Europa di una migliore capacità di coordinamento delle politiche della Difesa per fare un primo passo per un'Europa più unita, anche in questo ambito. Abbiamo visto come l'autonomia strategica sia indispensabile, sotto ogni punto di vista. Ora mi sto battendo per la riduzione degli armamenti nucleari. Infine ricordo quanto sia importante che ci sia una risposta concreta agli investimenti nella ricerca".
Benifei ha rimarcato come nei primi progetti lanciati dall'Unione europea ci sia già una ricaduta per il territorio spezzino, grazie al coinvolgimento del Cmre Nato di Mariperman.
"L'impatto aumenterà quando il Fondo europeo per la Difesa entrerà a regime, tra il 2021 e il 2027 e sarà importante - ha aggiunto - che le aziende spezzine, di grandi, medie e piccole dimensioni, siano in grado di fare sistema tra loro per sfruttare al massimo le opportunità e gli strumenti che saranno messi a disposizione da Bruxelles".

"Il tema della Difesa comune, dopo tanto tempo, è quello sul quale sono stati fatti più passi avanti - ha aggiunto la senatrice Pinotti, ex ministro della Difesa -. Questo disegno era nelle intenzioni di chi fondò l'Unione europea: si prevedeva un esercito di sei divisioni alle quali si dovevano unire quelle dei primi sei Paesi fondatori, sotto il coordinamento della Nato. Ma nel 1954 il parlamento francese - ha ricordato - bocciò il provvedimento e non se ne fece più nulla, sino all'appuntamento di Lisbona. Le riunioni dei ministri della Difesa però rimangono informali, non si possono prendere decisioni, le prendono i ministri degli Esteri. È assurdo: la Difesa è una delle prime cose di cui tener conto per costruire prospettive comuni. Finalmente ci si è messi in cammino per dare risposte al problema del terrorismo globalizzato, perché con la Brexit viene meno un soggetto che si era sempre opposto per non indebolire la Nato e infine per la posizione di Trump, che ha detto di non voler pagare per la nostra difesa. L'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini ha steso un documento che è di fatto il libro bianco della Difesa europea. Ed è stato approvato il Fondo europeo per la Difesa. Siamo di fronte a una nuova partenza che va spinta e sostenuta".

Sull'argomento l'Italia si è resa protagonista con il lancio da parte di Mogherini della Cooperazione permanente strutturata (Pesco), di progetti e idee. Di recente sono stati mossi i passi per un piano di sviluppo industriale da 500milioni e sono in fase di lancio bandi per la ricerca per un totale di 90 milioni ai quali, come detto, parteciperà anche il Cmre come parte di un consorzio. L'obiettivo comune, quindi, è quello di approfittare dell'occasione per il sostegno del sistema economico spezzino, da sempre legato a doppio filo con il comparto militare.

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