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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Ottobre - ore 22.10

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Dalle attrazioni ai prodotti, il turismo cerca la scossa

Il secondo Tavolo provinciale sul prodotto turistico ha visto il confronto tra i rappresentanti delle istituzioni e gli operatori del territorio per portare il settore locale verso il futuro.

Idee e proposte
Dalle attrazioni ai prodotti, il turismo cerca la scossa

La Spezia - Davanti ad una folta platea di sindaci, assessori e consiglieri delegati, rappresentanti delle categorie, aziende agricole e vinicole, guide turistiche ma anche diversi albergatori e operatori diretti, il secondo Tavolo provinciale sul prodotto turistico ha caratterizzato il pomeriggio nella sala consiliare della Provincia della Spezia, presieduto dall’assessore al Turismo Giovanni Berrino. Tema centrale dell’incontro, che ha smosso praticamente tutto il levante ligure, la creazione di prodotti turistici legati alle peculiarità e alle tradizioni del territorio. Tocca all’assessore al Turismo Paolo Asti dare il la ad un pomeriggio di approfondimento: “Non mi stanco di spostare la discussione fra prodotto e attrazione: una spiaggia e attrazione ma diventa prodotto turistico se attorno ha servizi e servitù come uno stabilimento, ristoranti, etc... Necessario affiancare al turismo la formazione per aumentare la qualità del prodotto e fare la differenza. Come Provincia della Spezia abbiamo come valori di crescita, i numeri migliori della Liguria: credo le aspettative da parte di tutti gli operatori nei nostri confronti si grande”.

Atteso l’intervento di Berrino, assessore regionale al Turismo: “Abbiamo deciso di delegare ai territori il lavoro sui prodotti locali. L'imposta di soggiorno negli anni è diventata una voce su cui si può investire, naturalmente con l’accordo delle categorie interessate. La promozione del territorio prima ancora del prodotto vale più delle singole manifestazioni. Pensiamo ad un piano operativo di prodotto da costruire insieme. Emerge la necessità di mettere assieme esperienze che si possono vendere”. Un po’ di più nel dettaglio ci va Berrino ma sempre su linee generali: “Dobbiamo legare la costa all’entroterra che oltretutto nello Spezzino è molto bello e vario. Qui ad esempio la mountain bike si sta sviluppando oltre le aspettative, penso a quello che sta avvenendo in modo positivo a Lerici. Ma anche le e-bike potranno essere una valida alternativa soprattutto quando le pendenze diventano più severe. Non dimentico la Via Francigena che seppur per pochi chilometri passa soltanto dalla Provincia della Spezia. E quindi potete vendervela bene. Ma anche intorno a questo va costruita una narrazione attraverso i borghi coinvolti, penso a Lerici e alla tradizione dei templari o alle Vie del Sale. Con le loro specificità”. Ancora Berrino prosegue con le sue raccomandazioni: “Inutile promuovere i vini delle Cinque Terre o il Golfo se poi quando arriva il turista non glieli diamo. Se uno va in un bar della nostra regione come aperitivo dovrebbero servirgli un vino ligure. Magari aggiungiamo le olive e non i wusterl”. E poi un passaggio veloce sulle Cinque Terre che non hanno certo bisogno di essere messi in vetrina: “Là dobbiamo differenziare il prodotto, è il brand più forte della Liguria e tutto il mondo sa dove trovarle”.

L’agronomo Marco Lucchi, titolare dell’azienda agricola Lucchi e Guastalli di Santo Stefano, porta la voce del mondo dell’olivicoltura e si propone in medias res: “Dietro il prodotto a parer mio ci deve essere il territorio, che è possibile valorizzare se c’è un lavoro di tutela. Noi con il “Consorzio di Tutela Olio dop Riviera Ligure” che ci vede tutti insieme da Ventimiglia a Luni, abbiamo preparato pacchetti ad hoc per quella che è la nostra peculiarità. Conoscere come nasce l’olio, quali caratteristiche, come avviene la raccolta: siamo pronti a partecipare e a collaborare con qualunque amministrazione vorrà ascoltarci”. Il giovane Guido Silvano sta avviando invece una start up e l’ha chiamata “Dotevè”, un nome sufficientemente significativo: “L’obiettivo è quello di unire i borghi alla costa attraverso percorsi che stiamo predisponendo. Mettiamo a disposizione una vespa elettrica e ci piacerebbe che gli operatori ci contattino”. Seguono le considerazioni di Marco Rezzano, presidente dell’Enoteca ligure (“Noi ci siamo naturalmente”), Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso (“aiutateci a tutelarle le Cinque Terre visto che trainano il turismo di tutta la Liguria”) e Paola Sisti, sindaco di Santo Stefano che ha ricordato che proprio nel suo comune transita la già citata Francigena: “Ci riconoscono come la città dei containers e in parte è realmente così. Ma con i nostri mezzi abbiamo contribuito anche noi a quel +8%. Per noi le piccole realtà devono lavorare in rete, chiediamo quindi tavoli specifici che coinvolgano i centri come Santo Stefano. Di sicuro non possiamo permettere di isolarci per riuscire a fare la nostra parte”. Berrino comprende il senso politico della richiesta ma chiarisce: “Non sarà però la Regione ad occuparsi dei tavoli territoriali, dovrete essere voi a farlo”.

Soddisfatto, a margine, l'assessore regionale: "La grande partecipazione è la prova della sempre maggior importanza che il turismo riveste nell'economia e nella vita della provincia della Spezia, che da anni è quella che vanta la maggior crescita di arrivi e presenze di visitatori. È fondamentale lavorare insieme per mettere in rete le tante opportunità che il territorio spezzino offre: i magnifici borghi, i prodotti della terra, un'integrazione tra costa ed entroterra e le tante esperienze che si possono fare nel quadro sempre più diffuso del cosiddetto 'turismo esperienziale'”. Il tavolo di oggi alla Spezia è il secondo a livello regionale, dopo quello di Taggia dello scorso 1° marzo. Ancora da definire date e luoghi dei tavoli per le province di Genova e Savona.

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Il pubblico presente al secondo Tavolo provinciale sul prodotto turistico Archivio CDS
Marco Lucchi Archivio CDS


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