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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 17.31

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Crédit Agricole e un vicino toscano per Carispezia

Il gruppo francese valuta l'acquisto della Cassa di risparmio di San Miniato, presente da Massa fino a Grosseto. Si valutano le "possibili sinergie". L'operazione piace a Bankitalia.

Crédit Agricole e un vicino toscano per Carispezia

La Spezia - Il gruppo Crédit Agricole Cariparma potrebbe espandersi in Toscana, ma non con le insegne di Carispezia. Sono state avviate infatti le "discussioni preliminari con Banca d’Italia e Fondo interbancario di tutela dei depositi in vista di una possibile acquisizione di Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini e Cassa di Risparmio di San Miniato", come annuncia con una nota lo stesso gruppo francese. L'istituto toscano, alle prese con una crisi iniziata nel 2016, potrebbe entro qualche mese entrare nel raggruppamento di cui fanno parte anche Friuladria e la Cassa di risparmio spezzina.
"L’operazione rientrerebbe nell’ambito del piano strategico di Crédit Agricole in Italia Ambizione 2020 recentemente riaffermato: lo sviluppo della banca di prossimità in Italia, infatti, è da intendersi perseguibile prioritariamente per via organica, ma il gruppo si riserva la possibilità di valutare, prudentemente, alcune opportunità che potrebbero presentarsi e che rispondano a criteri precisi relativi, tra gli altri, alla dimensione, alla qualità del bilancio, al carattere attrattivo dello sviluppo di business, al posizionamento geografico e alle possibili sinergie", fa sapere la banca.

Il piano strategico, presentato a Parigi il 9 marzo scorso, pone particolare attenzione alla situazione italiana, il secondo mercato di Crédit Agricole. Acquisendo le tre nuove banche, di fatto si realizzerebbe un'espansione verso sud lungo entrambi i versanti dell'Appennino. Da Padova fino a Perugia e Ancona sul lato adriatico e da Carrara fino ai confini toscani con il Lazio sul lato tirrenico. "L’integrazione delle tre casse di risparmio nell’orbita di Crédit Agricole Cariparma ne rafforzerebbe di circa il 20% la base clientela e contribuirebbe al suo sviluppo in regioni target senza modificarne il posizionamento geografico, tenendo conto dell’affermata presenza della banca nei territori adiacenti. Tale operazione non modifica inoltre gli equilibri finanziari di Crédit Agricole Cariparma: la totalità delle sofferenze delle tre banche interessate sarà deconsolidata prima della loro eventuale cessione e, allo stesso tempo, le banche oggetto di acquisizione sono chiaramente in eccesso di depositi di clientela".

Nelle scorse settimane era circolata anche l'ipotesi di inglobare la Cassa di risparmio di San Miniato sotto le insegne di Carispezia. Di fatto due istituti simili per dimensioni - un'ottantina di filiali ciascuna - anche se il profilo finanziario di Palazzo Biassa è di tutt'altro spessore in questo momento. La fusione avrebbe fatto nascere una banca presente su tutta la costa da Imperia fino a Grosseto, toccando anche le grandi aree metropolitane di Genova e Firenze. Più facile che alla fine Carispezia si trovi un vicino di casa radicato in una serie di provincie complementari a quelle liguri e apuane.
Lo stesso cda di Carismi ha ribadito l'interesse alla proposta francese sottolineando la necessità di trovare "le migliori soluzioni nell'interesse del personale tutto, dei clienti e del territorio di riferimento". Carispezia e Carismi si sovrappongono solo nella provincia apuana, ma l'eventuale ingresso dei toscani rappresenterebbe un freno a eventuali future aperture di Carispezia a sud di Massa. "Il progetto è ancora ad uno stadio preliminare; la sua realizzazione è subordinata in particolare alla conclusione positiva della due diligence che dovrebbe cominciare prossimamente, nonché all’approvazione - quando sarà il momento – da parte delle autorità competenti. Sulla base degli elementi disponibili, il suo impatto negativo sul rapporto CET1 di Crédit Agricole SA e del Gruppo Crédit Agricole sarà inferiore ai 10 punti base".

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