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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 21.57

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Cozzani: "La Spezia è ricca di opportunità, servono stimoli per indirizzarle"

Intervista di fine anno alla presidente di Confindustria: "Prosegue il percorso di avvicinamento tra grandi aziende e imprese dell'indotto. Nel turismo serve una gestione coordinata".

"Sviluppiamo la ricerca"
Cozzani: "La Spezia è ricca di opportunità, servono stimoli per indirizzarle"

La Spezia - Da quasi tre anni è alla guida degli Industriali spezzini, in periodo in cui tutti attendevano una ripresa economica che si è intravista ed è poi immediatamente scomparsa. La presidente Francesca Cozzani, però, guarda principalmente a quello che può essere fatto sul territorio. Nel frattempo la città ha cambiato colore politico e sta assistendo al rimpasto della classe dirigente. E ora si possono tirare le somme dell'anno ormai concluso.

Presidente, al momento della sua elezione Confindustria era un'associazione divisa in due. Come ha vissuto questo periodo?
"Sono stati anni positivi in questo senso. Al momento del voto ero stata appoggiata da tutti e questo aveva fatto emergere l'intendimento comune di ricomporre la frattura che si era creata e devo dire che nello svolgimento di attività e iniziative si è notata questa volontà. In questo periodo ci sono state anche contrapposizioni, ma si sono sempre risolte. C'è spazio per le opinioni di tutti e l'associazione deve essere la voce di più anime. Nella nostra realtà, per esempio, aderiscono alla sezione territoriale anche Ance e gli Spedizionieri - cosa che non avviene in altre città - e le loro necessità sono parte di quelle dell'intera associazione. Questa è una situazione che rispecchia anche la composizione della nostra economia: la nostra forza è il confronto, a patto che poi si abbia la capacità di uscire con una sola voce verso l'esterno".

Tra i progetti che ha messo in campo ce n'è uno per il quale si è spesa maggiormente, quello per avvicinare le imprese dell'indotto ai grandi gruppi e ai centri d'acquisto gestiti in luoghi sempre più lontani. Come sta procedendo questo percorso?
"Il progetto ha dato risultati importanti, anche sul fronte della conoscenza reciproca. In particolare le piccole imprese hanno avuto l'opportunità di farsi notare da grandi gruppi che non erano al corrente del loro lavoro, spesso di grande valore, e hanno iniziato a collaborare con grandi committenti, andando così verso una qualificazione maggiore. Nella nautica in particolare le capacità dell'indotto spezzino non erano abbastanza note e un soggetto di grande impatto come l'arsenale ha preso contatti con nuove ditte alle quali può affidare appalti congiunti in caso di necessità".

Si può dire che avete ottenuto quello che desideravate?
"Abbiamo raggiunto l'obiettivo principale, che era anche un'aspettativa specifica del gruppo Fincantieri e il seguito di Leonardo: dare uno scossone al sistema dell'indotto per portarlo ad adeguarsi alle necessità delle grandi industrie, anche per consentire loro di proseguire nel rapporto con le realtà locali. Conoscenza reciproca e adattamento hanno portato a individuare i nuovi obiettivi nelle fasi di crescita e di aggregazione tra le piccole aziende. Con l'arrivo del 2019 riprenderemo le fila del discorso con i committenti che forniranno gli ultimi aggiornamenti sulle linee strategiche e le esigenze per le forniture future".

Internazionalizzazione e digitalizzazione sono i concetti che più di tutti vengono pronunciati nel corso dei vostri appuntamenti...
"Da tempo cerchiamo di sostenere le piccole imprese nelle fasi di internazionalizzazione e digitalizzazione e negli ultimi due anni abbiamo fatto grandi passi avanti nell'accompagnamento. Il progetto che abbiamo lanciato insieme a Confindustria nazionale, l'Assocamere estere e la Camera di commercio Riviere di Liguria e approvato da Unioncamere ha portato a focalizzare l'attenzione su territori specifici sui quali lavorare: Tunisia, Marocco ed Egitto. Il nostro input è stato importante per portare avanti il progetto che lo scorso 11 dicembre ha messo di fronte la domanda dei Paesi del Nord Africa e l'offerta delle nostre aziende. Ne sono scaturiti incontri b2b ma ora viene la parte difficile, quella in cui si traducono in contatti in business reale. Per quel che riguarda la digitalizzazione abbiamo fatto molto insieme alle altre territoriali liguri e alla sezione regionale, costituendo il Digital innovation hub, che ha sede a Erzelli, luogo in cui l'humus tecnologico non potrebbe essere migliore. Abbiamo già realizzato workshop dai contenuti concreti e siamo pronti per proporne altri. A oggi per le imprese lo scoglio maggiore è quello di capire a che punto sono nella digitalizzazione e che cosa possono fare per migliorarsi, e per questo stiamo svolgendo specifiche attività di confronto con ognuna di loro".

La nautica sembra stia attraversando un momento di salute mai visto, mentre si addensano nubi scure sul comparto metalmeccanico, in particolare per Leonardo e il suo indotto...
"Tutti i settori devono essere percepiti in modo più trasversale. Per questo parliamo da anni di economia del mare, che comprende un mondo molto vasto. E' importante seguire l'evoluzione e la crescita di tutto l'insieme, non di un solo comparto. Per quando riguarda Leonardo non ci sono problemi di tipo industriale: le linee di produzione hanno carichi di lavoro importanti e hanno livelli di eccellenza assoluti. Quello che preoccupa è l'ulteriore allungamento della catena degli interlocutori al quale si assisterà a breve".

L'edilizia è ancora nel pieno della crisi...
"Continua a non riprendersi dopo aver subito la crisi in maniera più forte e aver goduto di un'inversione di tendenza davvero marginale. Purtroppo il governo non ha rivisto il Codice degli appalti, ma con la legge di bilancio possiamo sperare in una nuova possibilità per le aziende che potranno andare a procedura negoziata con quei Comuni che inviteranno almeno dieci imprese, evitando quindi di dover lanciare una gara formale. Poi, certo, sul territorio le vere questioni sono relative alla ripresa dei lavori della variante Aurelia e del nuovo ospedale".

Altro settore da tenere d'occhio è quello del turismo: dopo una crescita esponenziale ora il trend sembra in fase di rallentamento, anche a causa del ritorno dei mercati del Nord Africa. Come crede sia necessario agire?
"Se i processi non sono troppo veloci è anche più semplice riuscire a gestirli. L'auspicio è che i sistemi di gestione coordinata dei flussi possano funzionare. Avevamo sostenuto la nascita del Distretto turistico, ora quella della Dmo: per noi quello che conta maggiormente è che si arrivi a una gestione coordinata. Non possiamo far altro che attendere che si concretizzino i progetti che la politica vuole mettere in pratica: il pallino non è nelle nostre mani. Quel che vogliamo ribadire è che le risorse che derivano dalla tassa di soggiorno devono andare a vantaggio del miglioramento dell'attrattività turistica".

Ritenete sempre necessaria la realizzazione di un grande albergo per andare incontro alle esigenze del turismo convegnistico?
"Quella di una grande struttura alberghiera con ricettività di alto livello e la possibilità di ospitare congressi è una reale necessità. Se l'avessimo anche lo sviluppo della nautica ne trarrebbe giovamento. Aspettiamo che le cose seguano il loro corso: ci sono due iniziative imprenditoriali interessate a due interventi di questo tipo sul territorio del comune della Spezia. Per ora non possiamo aggiungere altro, ma si tratta di progetti il cui orizzonte temporale è più vicino rispetto a quello del watefront".

Come vede il futuro della città?
"La Spezia è una città con molte opportunità. C'è un arsenale che deve veder ripartire la sua attività, c'è un'area Enel che presto sarà a disposizione della città... Servono stimoli che indirizzino il futuro. Questo può essere fatto con corsi di formazione specifici su determinati settori oppure tramite Promostudi che a breve inaugurerà i nuovi laboratori potendo dare linee strategiche in termini di ricerca e innovazione, magari nell'applicazione delle tecnologie per un settore nautico che sia anche più sostenibile dal punto di vista ambientale".

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