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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Giugno - ore 22.57

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Cozzani: "Contrattazione aziendale sia vero strumento di gestione"

In Confindustria l'incontro sui temi del welfare e del rapporto tra impresa e lavoratori.

Cozzani: "Contrattazione aziendale sia vero strumento di gestione"

La Spezia - Contrattazione aziendale, welfare e produttività. Temi sempre importanti nel mondo del lavoro, che diventano di stringente attualità nei giorni della trattativa sul sistema pensionistico tra governo e sindacati e dello sciopero dei lavoratori dello stabilimento piacentino di Amazon. Il tutto nell'ambito di un sistema economico in evoluzione frenetica.
Di questo si è parlato oggi pomeriggio nella sede spezzina di Confindustria, durante il convegno “Le intese che spingono la produttività – La contrattazione aziendale”, al quale hanno preso parte numerose persone, tra imprenditori, avvocati e rappresentanti del mondo sindacale spezzino. Al tavolo dei relatori erano seduti il professor Pasqualino Albi, ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Pisa, Massimo Richetti, responsabile del Servizio sindacale dell’Unione industriale di Torino, Cesare Concina, consulting & research manager e fondatore di Eudaimon, Genziana Giacomelli, assessore al Lavoro del Comune della Spezia, e Stefano Ferraro, di Aidp Liguria.

In apertura dei lavori la presidente di Confindustria Francesca Cozzani ha ricordato i passaggi che hanno portato alla composizione del quadro normativo attuale, passando per il periodo successivo all'adozione dello Statuto dei lavoratori e per la nascita delle Rsu negli anni Novanta, sino ai tentativi di cambiare modello e l'approdo alle novità del Jobs act "che stabilisce la non sovrapposizione tra i due livelli di contrattazione - ha detto Cozzani - e delega al secondo livello la distribuzione della ricchezza creata. Con il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici è stato recepito completamente il nuovo sistema relegando il primo livello solo al recupero del potere di acquisto. Ma ricchezza di cui si parla nella contrattazione aziendale deve derivare dagli effettivi risultati raggiunti. Solo così la contrattazione di secondo livello può diventare un vero e proprio strumento di gestione dell'azienda, andando a chiarire a tutti i componenti dell'azienda quali sono i target su cui essere focalizzati. E inoltre porta con sé il vantaggio di spostare le retribuzioni su forme variabili, di consentire premi e di garantire sgravi fiscali e contributivi".

Nel prosieguo dell'incontro sono stati affrontati dal punto di vista più prettamente tecnico i temi delle normative di riferimento (con il cronico problema dell'incertezza delle leggi), del welfare e dei vantaggi per le aziende e per il personale.
Interessante l'affermazione del professor Albi, che ha ricordato come l'Italia, pur senza prenderne coscienza e non affrontandone in maniera corretta le dinamiche, si trovi all'interno della quarta rivoluzione industriale, come il resto del mondo: "metà dei posti di lavoro italiani ed europei saranno cancellati nei prossimi decenni dall'innovazione tecnologica. La storia insegna che questi passaggi si possono governare, e l'introduzione dello smart working nel sistema italiano nel 2017 è un piccolo segnale: luogo e orario di lavoro non sono più concetti validi per come li conoscevamo prima". Per governare questo cambiamento epocale, però sarà necessario cambiare radicalmente gli schemi di riferimento, dal punto di vista normativo, ma anche sotto il profilo culturale.

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