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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Luglio - ore 22.00

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Consegna gratuita della spesa da Piazza Cavour, operatori in prima linea

Era possibile anche in passato ma con questi tempi i banchisti del mercato si sono organizzati tra loro. Cosetta Fontana racconta: "La gente è intimorita, noi andiamo avanti e ci aiutiamo".

sta cambiando tutto

La Spezia - Il coronavirus ha cambiato la vita di tutti, incrinando la vita di tutti i giorni. Gli spezzini hanno abitudini precise e chi ama l'atmosfera del mercato aperto in città non può fare a meno di andare in Piazza Cavour. Ma l'effetto coronavirus è piombato come una scure anche al mercato che, fornendo beni di prima necessità, rimane aperto e operativo.
Il calo drastico dei flussi, prima per il timore dell'altro e poi per i decreti ministeriali, ha imposto una contromisura importante: se gli spezzini non vengono a fare la spesa, sarà la spesa ad andare da loro.
Ed è così che Cosetta Fontana e altri colleghi si sono organizzati per strutturare questo servizio. "In passato - spiega ai taccuini di Città della Spezia - alcuni operatori lo facevano singolarmente. Ora facciamo le spese uniche e le portiamo a chi le ordina siamo arrivati anche fino a Lerici e Beverino. Solamente nella giornata di oggi siamo arrivati a 12 spese. Da quando abbiamo pubblicizzato la cosa sui social siamo stati contattati anche da persone che non conoscevamo. Lavoriamo tutti insieme, ci diamo una mano, ognuno nella spesa mette il suo prodotto e poi si va a consegnare".

"Questa situazione ha davvero cambiato tante cose - ha proseguito Cosetta - e già Piazza Cavour aveva i suoi problemi. Noi ci siamo tutti tirati su le maniche, cerchiamo di inventarci cose nuove e dare un servizio alla città. Qualcuno non riesce a rinunciare alla spesa al mercato ma vediamo sempre meno persone in giro. Il timore c'è e noi ci siamo organizzati per andare avanti: i banchi sono distanziati e davanti abbiamo messo dei segnali a terra per indicare alle persone dove possono stare. Spiace che per il decreto abbia dovuto chiudere il collega che vendeva saponi e quant'altro. E' cambiato anche il modo di 'pagare' le persone non si avvicinano più. Chiaramente, sia noi che loro, siamo tutti bardati con mascherine e guanti. In particolare ci ha aiutato molto la donazione di mascherine da parte delle comunità cinesi".

(foto: repertorio)

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