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Commercianti e partite Iva in piazza: "Basta, troppe tasse!" | Foto

Il consorzio Spezia vivi il centro chiama a raccolta i negozianti e gli artigiani: "A causa dei centri commerciali le saracinesche si abbassano e arrivano esercizi di bassa qualità". No anche all'obbligo di utilizzare il Pos.

"Ridurre la pressione fiscale dal 70 al 35%"
Commercianti e partite Iva in piazza: "Basta, troppe tasse!"

La Spezia - "Siamo in duecento e siamo esasperati e quindi abbiamo deciso di scendere in piazza per dire con forza: basta!". Marina Geirola, portavoce del consorzio Spezia vivi il centro, spiega con trasporto le motivazioni che hanno portato l'associazione dei commercianti a chiamare a raccolta in Piazza Europa negozianti, artigiani e partite Iva: "Alla tassazione nazionale elevatissima si sommano altri problemi locali e il primo tra questi è la nascita di centri commerciali come Le Terrazze, che ha portato molti ad abbassare le saracinesche per sempre e a lasciare così campo libero all'apertura di negozi di scarsa qualità. E infatti insieme a noi, ci sono qua oggi anche molti semplici cittadini che ci sostengono perché sanno quanto sia importante avere una rete commerciale di qualità, per la vitalità e la sicurezza del centro storico. Ringrazio loro e tutti i negozianti che hanno deciso di essere in piazza con il nostro consorzio, provenienti da Fabiano, Mazzetta, Migliarina... e un grazie particolare a Marco Stefanelli, del Civ Migliarina".
Presente anche l'assessore al Commercio, Lorenzo Brogi, sceso da Palazzo Civico per recepire le lamentele degli esercenti e dimostrare vicinanza e attenzione al comparto.
Chi non viene ringraziato e anzi viene apertamente criticato sono le associazioni di categoria, con alcuni distinguo. "Ho scritto a tutte loro una lettera per informare riguardo alla nostra manifestazione e per chiedere loro di inoltrare l'informativa ai loro associati ma solamente Confcommercio mi ha risposto e ringrazio il direttore Roberto Martini per essere venuto a portare il suo saluto. E questa mattina si è unita a noi Rita Mazzi, direttore di Confesercenti, che ringrazio. Da parte degli altri non ho avuto alcun riscontro e questo - commenta Geirola - lascia da pensare su quale sia la rappresentatività delle associazioni rispetto alle esigenze dei commercianti spezzini".

"Chiediamo allo Stato di ridurre la pressione fiscale dal 70 al 35 per cento, per sostenere un settore, quello delle partite Iva, che è il motore del Paese. E inoltre siamo fortemente contrari all'obbligo dell'utilizzo del Pos: ognuno deve essere libero di poter pagare come preferisce, questa è una imposizione che finisce per danneggiare negozianti e consumatori e che è a favore delle sole banche", prosegue Geirola.

Il grido d'aiuto è stato lanciato, ma Roma è davvero lontana: ben di più dei 420 chilometri della distanza fisica. Il consorzio Spezia vivi il centro, però, promette di non fermarsi qua e propone già una seconda protesta che potrebbe vedere i negozianti aderenti spegnere le luci delle proprie vetrine, per far assaggiare agli spezzini e ai turisti un centro cittadino senza negozi. Un deserto nel quale nessuno vorrebbe transitare e tanto meno vivere.

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