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Come districarsi tra Dpi, pulizie e sanificazioni nelle aziende

Taponecco: "I protocolli dico che occorre la pulizia giornaliera e a fine turno e la sanificazione periodica da parte di aziende abilitate. Attenzione ai sanificatori a ozono".

I consigli dell'esperto
Come districarsi tra Dpi, pulizie e sanificazioni nelle aziende

La Spezia - Dal 4 maggio del aziende del comparto manifatturiero e di quello delle costruzioni potranno ripartire, a patto che le singole imprese rispettino i protocolli di sicurezza per i lavoratori. Ma non è semplice muoversi nella nuova giungla delle normative e nel labirinto dei decreti emanati per far fronte a una situazione a dir poco eccezionale. Le domande che gli imprenditori si pongono sono davvero tante. Cosa cambia in azienda in questi giorni? Il datore di lavoro deve fornire dispositivi sanitari o comunicare qualcosa? Cerchiamo di capire qualcosa di più con Enrico Taponecco, responsabile dell'Ufficio sicurezza di Confartigianato.
"Il datore di lavoro, sulla base dell'articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, ha l'obbligo di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori - spiega Taponecco -. Questo è il principio fondamentale, di carattere generale, a cui ogni datore di lavoro ha l'obbligo di attenersi. Anche il Codice civile, all'articolo 2.087, stabilisce che l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutela l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Le misure che il datore di lavoro deve quindi adottare devono essere quelle che la Legge prevede, quelle generiche dettate dall'esperienza e dalla prudenza ma anche le eventuali misure che si rendono necessarie in concreto".

Cosa cambia con il coronavirus?
"Nel caso particolare di esposizione al coronavirus, una valutazione dei rischi specifica si rende necessaria solo nel caso vi sia un rischio di esposizione all'agente biologico durante le proprie normali attività. Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi, compresi i potenziali, ed i peculiari rischi ambientali legati anche alle caratteristiche del luogo in cui la prestazione lavorativa deve essere svolta. Questi rischi, ad esempio, sono legati alla situazione geopolitica del Paese (ad esempio guerre civili, attentati, ecc.) e anche naturalmente alle condizioni sanitarie del contesto geografico che hanno la ragionevole e concreta possibilità di manifestarsi in correlazione all’attività lavorativa svolta. E' chiaro quindi che queste norme non possono essere utilizzate per sostenere l’obbligo di valutazione dei rischi da coronavirus per le aziende industriali, artigiani... dato che lavorare in uno stabilimento industriale o in un'attività non aumenta il rischio biologico rispetto al resto della popolazione".

Cosa deve fare un’azienda quindi?
“E’ indispensabile attuare i protocolli di contrasto e contenimento del Covid-19 e quindi l’utilizzo di mascherine, di gel igienizzante, il distanziamento interpersonale di almeno un metro, la consegna di informazioni ai lavoratori e a chiunque entra in azienda, la pulizia giornaliera ed anche la sanificazione periodica”.

Ma cosa si intende per pulizia e per sanificazione? Si sentono tante cose al riguardo, opinioni molto diverse ma in effetti cosa è necessario fare?
“I protocolli in materia di contrasto e contenimento del Covid-19 sono chiari al riguardo: l’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e a fine turno nonché la sanificazione periodica dei locali e degli ambienti di lavoro. Questo significa che i locali e le attrezzature possono essere pulite anche direttamente dal personale aziendale. Discorso diverso per la sanificazione: solo le imprese abilitate dalla Camera di commercio possono operare in tal senso. In questa fase però, viste anche le difficoltà interpretative delle norme, consigliamo di attendere i chiarimenti che sicuramente verranno pubblicati e di fare la sanificazione direttamente, con proprio personale. Crediamo che il senso delle norme sia che i lavoratori debbano operare in un ambiente pulito, libero da coronavirus, ed anche se la sanificazione effettuata da imprese autorizzate ha sicuramente un'efficacia maggiore, quella che l’azienda può fare da sé non è da comunque da trascurare.”

E in merito ai sanificatori a ozono?
“Anche in questo caso consigliamo di procedere con cautela: tali macchinari sono senza dubbio utili ma il loro utilizzo da parte di personale non specializzato potrebbe comportare dei problemi di salute perché l’ozono è una sostanza tossica”.

Bene, concludendo può dare qualche ulteriore consiglio alle imprese che stanno per riaprire?
“Tutti abbiamo passato, e stiamo ancora passando, un periodo veramente pesante tra notizie spesso contrastanti, tra aumento di numero di casi e di persone decedute, e oggi, quando siamo vicini a vedere come una luce all’orizzonte, è importante non farsi prendere dall’eccitazione. Dobbiamo evitare di fare passi avventati, evitare di appoggiarsi a consulenti e tecnici improvvisati che hanno il solo scopo di approfittare della situazione. Confartigianato come associazione è disponibile per tutte le imprese per dare un parere, fornire informazioni, togliere i dubbi che possono manifestarsi in questa fase. Chiamate al numero 0187.286632-11 o scrivete alla mail sicurart@confartigianato.laspezia.it”.

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